Tecnologia Epic porta l'AI generativa dentro Unreal Engine
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18/06/2026

Epic integra l’AI generativa in Unreal Engine con un plugin MCP sperimentale e prepara UE6 a workflow più automatizzati per asset, test e ottimizzazione.

Epic porta l'AI generativa dentro Unreal Engine

Epic Games porta l’AI generativa più vicino al cuore operativo di Unreal Engine. Durante il keynote The State of Unreal a Unreal Fest, l’azienda ha illustrato come intende integrare modelli generativi nel motore di sviluppo, presentando anche i primi dettagli su Unreal Engine 6 e rilasciando Unreal Engine 5.8. Il dato chiave è l’arrivo di un plugin sperimentale basato su Model Context Protocol, pensato per collegare al motore modelli come Claude e Gemini.

La mossa non è un semplice aggiornamento tecnico, ma un’indicazione precisa della direzione che Epic vuole imprimere alla propria piattaforma. L’azienda punta a rendere il MCP una parte integrante di UE6, trasformando il motore in un ambiente nel quale gli sviluppatori possano connettere agenti e modelli generativi al proprio flusso di lavoro. L’obiettivo dichiarato non è sostituire l’editor tradizionale, ma ridurre le attività manuali più ripetitive e lasciare più spazio alla costruzione, alla rifinitura e all’esplorazione creativa.

Marcus Wassmer, responsabile del team di sviluppo di Epic, ha descritto i modelli generativi come moltiplicatori di creatività e produttività. Nella visione dell’azienda, questi strumenti dovrebbero aiutare i team a concentrare le energie sui compiti creativi e tecnici essenziali, anziché su passaggi lenti e meccanici. Per Unreal Engine 6, Epic parla di strumenti e workflow in cui gli sviluppatori potranno scegliere i propri modelli preferiti, testati sia nello sviluppo interno sia in UEFN, l’ambiente legato a Unreal Engine for Fortnite.

Epic vuole trasformare l’AI generativa in infrastruttura di sviluppo per Unreal Engine.

La dimostrazione più concreta ha riguardato Claude Code collegato a Unreal Engine. Nel caso mostrato, il modello è stato usato per estrarre oggetti da una libreria di asset e posizionarli in un soggiorno virtuale. Il punto rilevante, dal punto di vista del lavoro quotidiano degli studi, è che lo sviluppatore mantiene comunque la possibilità di intervenire manualmente nell’editor, spostando e regolando gli elementi. L’AI entra quindi come livello operativo aggiuntivo, non come interfaccia unica o vincolante.

Epic ha mostrato anche scenari più articolati, come la costruzione di una città modificabile automaticamente quando vengono aggiunti asset, per esempio parchi. I modelli generativi possono intervenire non solo sugli oggetti, ma anche su fattori come illuminazione e condizioni atmosferiche, adattandole a esempi reali. In un video dedicato a Unreal Engine 5.8, l’azienda ha indicato possibili usi per automatizzare creazione di asset, test e ottimizzazione, con accesso a sistemi centrali di UE come blueprint, asset, livelli, materiali e mesh.

La strategia si inserisce in un clima tutt’altro che pacificato. Il rapporto 2026 State of the Game Industry della Game Developers Conference, basato su un sondaggio di oltre 2.300 lavoratori del settore, indica che il 36% usa strumenti di AI generativa nel proprio lavoro. Tra chi li utilizza, l’impiego più frequente riguarda ricerca e brainstorming, indicati dall’81%, mentre il 35% li usa anche per la prototipazione. Allo stesso tempo, il 52% degli intervistati ritiene che l’AI generativa sia negativa per l’industria, una quota in crescita rispetto al 30% del 2025 e al 18% del 2024.

Il plugin MCP apre Unreal Engine a modelli come Claude e Gemini.

La posizione di Epic appare coerente con quanto espresso in precedenza dal CEO Tim Sweeney, secondo cui un’etichetta “made with AI” può avere senso in contesti legati alla paternità artistica o ai marketplace di licenze digitali, ma non nei game store, dove l’AI sarà coinvolta in quasi tutta la produzione futura. È una lettura industriale netta: se gli strumenti generativi diventeranno infrastrutturali, distinguerli prodotto per prodotto potrebbe essere sempre meno praticabile.

In parallelo, Epic ha confermato che con UE6 intende fondere Unreal Engine 5 e UEFN in un’unica piattaforma. L’azienda sta anche testando la possibilità di portare skin di Fortnite in altri giochi UE6 e di permettere agli sviluppatori di muovere le proprie skin nella direzione opposta. La release in early access è prevista per la fine del 2027, con una versione completa attesa circa 12-18 mesi dopo.

L’adozione cresce, ma oltre metà degli sviluppatori resta contraria.

Resta però evidente la tensione tra accelerazione tecnologica e sensibilità del settore creativo. Epic ha annunciato collaborazioni per esperienze Fortnite legate a The Simpsons e oltre 30 collaborazioni gaming nell’anno, tra cui Sonic Racing: CrossWorlds, Vampire Survivors, Control Resonant e Phantom Blade Zero. Ma Poncle, sviluppatore di Vampire Survivors, ha dichiarato di essere in fase di revisione della collaborazione con Fortnite dopo le notizie sull’uso dell’AI generativa da parte di Epic per creare asset di gioco, inclusi personaggi. È il segnale che l’integrazione tecnica può correre più veloce del consenso industriale.

Fonte: engadget.com

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