Databricks ha firmato il 16 luglio un term sheet per un nuovo round strategico che attribuisce alla società una valutazione di 188 miliardi di dollari. L’operazione, guidata dall’investitore già presente Coatue e aperta a nuovi e attuali finanziatori, dovrebbe chiudersi entro la fine dell’estate. Il capitale sarà destinato soprattutto allo sviluppo della piattaforma per dati e intelligenza artificiale, con un’accelerazione concentrata sulla governance multi-modello e sulle applicazioni basate su agenti.
Il nuovo valore segna un incremento rapido rispetto ai 134 miliardi di dollari riconosciuti a febbraio 2026, quando Databricks aveva raccolto circa 5 miliardi. All’inizio di giugno, le trattative indicavano ancora una possibile valutazione compresa fra 165 e 175 miliardi. Il livello ora annunciato supera quelle stime e conferma l’interesse degli investitori per le infrastrutture che permettono alle aziende di portare l’AI nei processi operativi. Databricks non ha però comunicato l’ammontare complessivo del nuovo round di finanziamento.
La prima delle tre linee di prodotto sostenute dall’operazione è Unity AI Gateway, uno strato di controllo progettato per ambienti in cui convivono modelli differenti. Le imprese possono decidere quale modello assegnare a ciascun carico di lavoro e monitorarne costi e sicurezza. L’obiettivo operativo è spostare l’attenzione dalla semplice quantità di token utilizzati al valore ottenuto: per ogni richiesta può essere selezionata la soluzione capace di offrire il risultato migliore in rapporto alla spesa, senza ricorrere sempre al modello più potente.
Il secondo prodotto è Genie, presentato come un collega AI capace di trasformare i dati aziendali in risposte affidabili e azioni automatizzate per i team in prima linea. Il terzo è Lakebase, un database Postgres serverless costruito per i carichi generati dagli agenti. Letture e scritture a bassa latenza diventano così una caratteristica centrale dell’architettura, pensata per gestire le transazioni frequenti e di breve durata prodotte dal software autonomo quando interagisce con dati aziendali aggiornati.
I tre componenti traducono in architettura la risposta di Databricks al cosiddetto context gap. Nelle organizzazioni, i dati restano spesso frammentati fra sistemi diversi, scollegati dai modelli e privi di regole sufficienti per governare rischi e consumi. Unity AI Gateway assume il ruolo di piano di controllo, Lakebase conserva lo stato persistente necessario agli agenti e Genie porta le funzionalità agli utenti di business. L’insieme poggia su quella che l’azienda definisce infrastruttura agent-ready, orientata al passaggio dai progetti pilota alla produzione.
La strategia si appoggia anche alla crescita dell’attività. A febbraio 2026 Databricks aveva dichiarato di aver superato un run rate annuo di 5,4 miliardi di dollari, in aumento del 65% rispetto all’anno precedente. La piattaforma è utilizzata da oltre 20.000 organizzazioni nel mondo e raggiunge, secondo i dati aziendali, il 70% delle società Fortune 500. Per i responsabili degli acquisti tecnologici e delle operazioni IT, il round rende la governance multi-modello un investimento di prodotto immediato, anziché una semplice voce della roadmap.
L’amministratore delegato Ali Ghodsi ha indicato agli investitori un percorso verso una possibile IPO, potenzialmente già nel 2027. Prima di quel passaggio, Databricks punta a consolidare una posizione in cui dati, modelli, controllo dei costi e automazione convergono nella stessa piattaforma. La raccolta resta subordinata alla chiusura definitiva, ma sono già confermati la valutazione, il ruolo di Coatue e le tre direttrici di investimento. Il ritmo di sviluppo di Unity AI Gateway, Genie e Lakebase mostrerà quanto rapidamente questa impostazione riuscirà a trasformarsi in adozione operativa.