Scenario Data center in Europa: rischio crisi idrica ed energetica
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29/05/2026

Senza regole comuni su acqua ed energia, l'espansione dei data center europei per AI e cloud rischia di scontrarsi con i limiti infrastrutturali del continente.

Data center in Europa: rischio crisi idrica ed energetica

Un rapporto pubblicato da Grundfos, multinazionale danese specializzata in soluzioni idriche ad alta efficienza energetica, lancia un avvertimento all'Europa: senza un quadro normativo integrato che governi insieme consumo idrico ed energetico, la crescita dei data center necessaria a sostenere le ambizioni di intelligenza artificiale e cloud computing rischia di collidere con i limiti delle infrastrutture fisiche del continente.

Il documento, intitolato "Scale and Secure: Powering Europe's Digital Sovereignty", fotografa uno scenario in rapida evoluzione. Il carico IT dei data center europei è oggi pari a circa 10 gigawatt, ma secondo le proiezioni contenute nel report raggiungerà i 35 GW entro il 2030, in meno di quattro anni. Parallelamente, la quota di elettricità consumata da queste strutture salirà dall'attuale 3% al 7-9% del totale continentale entro fine decennio.

Vale la pena osservare che Grundfos, in quanto fornitore di sistemi di raffreddamento per data center, ha un interesse diretto nell'affermare che il settore necessiti di soluzioni più efficienti. Questo non invalida i dati presentati, ma suggerisce cautela nel valutare il peso delle raccomandazioni policy contenute nel rapporto.

Efficiency must be the default for datacenter growth

Il nodo critico individuato dal report riguarda il raffreddamento: questa componente assorbe circa il 38% del consumo elettrico di un data center medio, mentre i grandi impianti hyperscale arrivano a richiedere tra 11.356 e 18.927 metri cubi di acqua al giorno, un volume sufficiente a soddisfare il fabbisogno di 155.000 famiglie europee. La pressione su reti idriche e sistemi energetici locali è quindi concreta e misurabile, non solo prospettica.

Il report non si limita a descrivere il problema, ma avanza proposte operative. Tra queste: l'integrazione dei requisiti di efficienza idrica ed energetica nelle procedure autorizzative per nuovi impianti, la rendicontazione standardizzata delle performance ambientali, incentivi fiscali e meccanismi di finanziamento verde per le tecnologie che riducono documentabilmente i consumi. Viene segnalata anche la possibilità di collegare i data center alle reti di teleriscaldamento urbano, sfruttando il calore residuo generato dai server: un'opportunità tecnica già matura, la cui realizzazione è frenata più da ostacoli negoziali tra operatori, utilities e amministrazioni locali che da limiti tecnologici.

Clear and predictable policy frameworks should guide decisions and speed up investment in proven systems that reduce water and energy consumption

Sul fronte regolatorio, la strada non è libera. Il Climate Neutral Data Centre Pact (CNDCP), principale lobby di settore, ha già manifestato resistenze rispetto agli standard di efficienza proposti dalla Commissione europea. Analogamente, Cloud Infrastructure Service Providers in Europe (CISPE) ha tentato di anticipare la Water Resilience Strategy dell'UE con raccomandazioni proprie, in un chiaro tentativo di condizionare il perimetro della regolamentazione prima che questa venga definita. Questi movimenti segnalano che il bilanciamento tra crescita digitale e vincoli ambientali sarà terreno di confronto politico prolungato.

Inge Delobelle, CEO della divisione Industry di Grundfos, ha sintetizzato la posizione del gruppo affermando che l'efficienza deve diventare il presupposto standard per la crescita dei data center e che quadri normativi chiari e prevedibili sono necessari per orientare le decisioni di investimento verso sistemi che tutelino le risorse locali.

If Europe can get the balance right, it will not only be able to support the advances needed to drive competitiveness, but also position the EU as a global benchmark

La questione apre interrogativi più ampi sulla capacità dell'Europa di gestire la tensione tra sovranità digitale e sostenibilità delle risorse naturali. Mentre il continente ambisce a ridurre la dipendenza da infrastrutture cloud extraeuropee, la competizione per acqua ed energia tra data center, industria tradizionale e usi civili rischia di diventare un fattore limitante che nessuna agenda di politica industriale ha ancora affrontato con la necessaria sistematicità.

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