Tecnologia CEO spiega quali lavori resisteranno all'AI
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09/01/2026

Il CEO di Airtasker Tim Fung afferma che i lavori artigianali rappresentano un'opportunità per i lavoratori gig mentre l'automazione elimina posti.

CEO spiega quali lavori resisteranno all'AI

Nel panorama sempre più competitivo della gig economy, dove l'intelligenza artificiale minaccia di sostituire autisti e fattorini nel giro di pochi anni, esiste un settore che sembra immune dall'automazione: i lavori manuali e artigianali. Secondo Tim Fung, fondatore e amministratore delegato di Airtasker, un'app australiana per il lavoro autonomo approdato negli Stati Uniti nel 2021, chi si occupa di costruire steccati, dipingere pareti o montare mobili può dormire sonni tranquilli. Mentre molti lavoratori della gig economy si trovano ad affrontare guadagni in calo e una concorrenza sempre più agguerrita, i mestieri tradizionali stanno emergendo come un'ancora di salvezza inaspettata.

L'automazione avanza, ma i mestieri resistono

Fung non usa mezzi termini quando parla del futuro prossimo: secondo le sue stime, gli autisti umani di servizi come Uber e Lyft potrebbero scomparire completamente nel giro di tre-cinque anni. Aziende come DoorDash stanno già sperimentando consegne con veicoli autonomi, e la tendenza è inesorabile. Anche professioni apparentemente più complesse, come quelle legate alla scienza dei dati, alla programmazione e all'ingegneria, sono destinate a subire pesanti ridimensionamenti nel breve termine a causa dell'intelligenza artificiale.

Ma c'è un'eccezione significativa: i lavori che richiedono presenza fisica e abilità manuali. "Sarà l'ultima cosa ad essere automatizzata", sostiene Fung riferendosi ai mestieri artigianali e ai lavori offline. Un'affermazione che ribalta la narrativa dominante secondo cui solo le competenze digitali garantirebbero un futuro lavorativo sicuro.

Un nuovo modello per valorizzare le competenze

A differenza di piattaforme come Uber, dove i lavoratori accettano o rifiutano tariffe predeterminate, Airtasker funziona più come Airbnb: chi ha bisogno di un servizio pubblica i dettagli del lavoro richiesto e riceve offerte da diversi professionisti. Questo sistema permette ai lavoratori autonomi di negoziare prezzi e condizioni prima di accettare un incarico, un elemento di flessibilità che manca nella maggior parte delle altre app di gig economy.

Costruire un marchio personale diventerà sempre più essenziale per i lavoratori autonomi

"Puoi dire: 'Per fare questo lavoro devo guadagnare 120 dollari, perché mi serviranno due ore e devo guidare mezz'ora per arrivarci'", spiega Fung descrivendo le dinamiche della sua piattaforma. I lavori pubblicati su Airtasker tendono ad essere più complessi rispetto a una semplice consegna di cibo: si tratta di pittura, giardinaggio, assemblaggio di mobili e altri servizi che richiedono competenze specifiche.

La costruzione della reputazione professionale

Uno degli aspetti più interessanti del modello Airtasker è la possibilità per i lavoratori di costruirsi una reputazione attorno a competenze specifiche. Fung cita l'esempio di un utente che ha completato migliaia di incarichi assemblando mobili Ikea: le recensioni e le valutazioni sul suo profilo dimostrano chiaramente che è "il miglior comunicatore, il più puntuale e il più esperto in questo tipo di lavori". Un approccio che ricorda quello degli artigiani tradizionali, che costruivano la loro clientela attraverso il passaparola e la reputazione.

Questo meccanismo di specializzazione e branding personale diventerà sempre più importante, prevede Fung, soprattutto considerando la crescente competizione per accaparrarsi lavori attraverso le app. Molti lavoratori di piattaforme come Uber e DoorDash hanno già manifestato frustrazione per i guadagni in diminuzione, tanto che diversi cercano alternative, compreso il ritorno a un tradizionale impiego dalle nove alle cinque.

Il valore del lavoro manuale oltre l'economia

Ma c'è anche un aspetto più profondo nella visione di Fung. Secondo l'imprenditore australiano, lo spostamento verso lavori manuali e artigianali potrebbe avere benefici psicologici per i lavoratori. "Penso che saremo tutti più soddisfatti se usciamo e facciamo arte, artigianato e mestieri, invece di svolgere più lavori al computer", afferma. Un'osservazione che tocca un nervo scoperto della società contemporanea, dove l'eccesso di lavoro davanti agli schermi viene sempre più spesso collegato a problemi di salute mentale e insoddisfazione professionale.

In un'epoca in cui l'intelligenza artificiale sembra destinata a rivoluzionare ogni settore, i mestieri tradizionali potrebbero dunque rappresentare non solo un'ancora di salvezza economica, ma anche un ritorno a forme di lavoro più tangibili e gratificanti dal punto di vista umano.

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