News Capgemini vende divisione US dopo critiche politiche
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12/02/2026

Capgemini cede la controllata americana CGS dopo le polemiche sul contratto con l'agenzia immigrazione ICE. L'operazione riguarda lo 0,4% del fatturato globale.

Capgemini vende divisione US dopo critiche politiche

Il colosso francese della consulenza e dei servizi tecnologici Capgemini ha annunciato domenica la decisione di cedere la controllata Capgemini Government Solutions (CGS), la società attraverso cui opera con alcune agenzie del governo degli Stati Uniti. La scelta arriva dopo settimane di crescenti polemiche legate a un contratto con l'Immigration and Customs Enforcement (ICE), l'agenzia responsabile delle operazioni di controllo dell'immigrazione. L'operazione riguarda un'entità che genera appena lo 0,4% del fatturato globale del gruppo, pari a circa 88 milioni di euro su un totale di 22 miliardi registrati nell'anno fiscale 2024.

La vicenda mette in luce le complessità operative e reputazionali che le multinazionali europee affrontano quando operano nel settore della difesa e sicurezza statunitense. Le restrizioni legali imposte per i contratti classificati con il governo federale hanno di fatto impedito a Capgemini di esercitare un controllo adeguato sulle attività della controllata, creando una situazione insostenibile dal punto di vista della governance aziendale. CGS opera infatti sotto uno Special Security Agreement che richiede la separazione operativa dal gruppo madre, con un consiglio di amministrazione controllato da amministratori indipendenti autorizzati dal governo americano.

Il contratto incriminato riguarda servizi di investigazione e controlli personali per il Department of Homeland Security, specificamente per l'ufficio "Detention Compliance And Removals" dell'ICE. Le operazioni dell'agenzia, intensificate dall'amministrazione Trump con l'obiettivo dichiarato di individuare e deportare migranti irregolari con precedenti penali, sono finite al centro di polemiche internazionali dopo episodi controversi, inclusa la detenzione di cittadini americani e residenti legali, oltre alla morte di due cittadini statunitensi durante operazioni di contenimento delle proteste.

Le restrizioni legali imposte per i contratti classificati con il governo federale non hanno permesso al gruppo di esercitare un controllo appropriato su alcuni aspetti delle operazioni della controllata

L'amministratore delegato Aiman Ezzat ha tentato la scorsa settimana di prendere le distanze dalla vicenda attraverso un post su LinkedIn, ammettendo che "la natura e la portata di questo lavoro hanno sollevato interrogativi rispetto a ciò che facciamo tipicamente come azienda tecnologica e di consulenza". Una presa di posizione tardiva che non ha placato le critiche, soprattutto in Francia, dove il ministro delle Finanze Roland Lescure ha pubblicamente dichiarato che il CEO avrebbe dovuto essere a conoscenza dell'accordo con ICE, mentre altri parlamentari francesi hanno contestato l'appropriatezza dell'intero coinvolgimento.

La struttura particolare di CGS rappresenta un caso emblematico dei limiti della compartimentazione societaria. Il firewall operativo tra la controllata e il gruppo, imposto dalla normativa americana, significa che Capgemini non può accedere a informazioni classificate, contratti riservati o dettagli tecnici delle operazioni di CGS. Questa opacità forzata ha impedito alla casa madre di valutare preventivamente le implicazioni reputazionali di accordi sensibili, creando un paradosso: possedere una società senza poterne controllare le attività strategiche.

Dal punto di vista finanziario, l'impatto della cessione appare contenuto. Con meno del 2% dei ricavi statunitensi del gruppo, CGS non rappresenta un asset strategico in termini numerici. Tuttavia, la valutazione dell'entità potrebbe risultare complicata: un portafoglio clienti dominato da contratti governativi classificati e ora al centro di controversie politiche non costituisce esattamente un biglietto da visita attraente per potenziali acquirenti.

Il consiglio di amministrazione indipendente ha già avviato il processo di revisione del contenuto e della portata di questo contratto e delle procedure contrattuali di CGS

La vicenda solleva interrogativi più ampi sulla responsabilità delle multinazionali tecnologiche nei confronti delle politiche dei governi che servono. Mentre le aziende statunitensi hanno affrontato negli anni scorsi proteste interne dei dipendenti per contratti con ICE e il Pentagono, le società europee si trovano ora a navigare tensioni simili, aggravate dalla distanza geografica e culturale rispetto alle politiche dell'amministrazione americana. La distanza legale tra controllante e controllata, pensata per proteggere informazioni sensibili, si è rivelata un boomerang reputazionale.

Capgemini non ha specificato né la tempistica prevista per la dismissione né l'esistenza di potenziali acquirenti interessati. Resta inoltre poco chiaro se la separazione comporterà anche il trasferimento di proprietà intellettuale o altri asset del gruppo utilizzati da CGS. Il processo di divestiture, annunciato come "immediato", dovrà confrontarsi con la complessità di cedere un'entità che opera in un settore altamente regolamentato e con vincoli di sicurezza nazionale.

Questa situazione crea numerose restrizioni: il consiglio di CGS è controllato da amministratori indipendenti autorizzati, il processo decisionale è separato, le reti sono protette da firewall e il gruppo Capgemini non può accedere ad alcuna informazione classificata

La rapidità con cui Capgemini ha deciso di disfarsi di CGS contrasta con anni di presenza nel settore dei contratti governativi statunitensi. La domanda che rimane aperta riguarda quanto la pressione politica francese e il danno reputazionale abbiano pesato rispetto alle considerazioni puramente economiche. In un'epoca in cui la responsabilità sociale d'impresa viene scrutinata con crescente attenzione, la vicenda dimostra come anche contratti marginali dal punto di vista finanziario possano generare crisi reputazionali capaci di travolgere interi segmenti di business. Per le multinazionali che operano tra mercati con valori divergenti, la sfida di mantenere coerenza tra profitti e principi appare sempre più complessa da gestire.

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