Broadcom ha annunciato la disponibilità generale di Automation Analytics & Intelligence (AAI) v26, la nuova versione della piattaforma che permette ai responsabili IT e finanziari di gestire l’automazione dei carichi di lavoro come un servizio aziendale trasparente e misurabile. Il rilascio introduce strumenti per attribuire i costi e consultarne la ripartizione, insieme a un’interfaccia in linguaggio naturale per esplorare i dati operativi. L’obiettivo dichiarato dall’azienda è rendere più leggibile il rapporto tra attività automatizzate, risorse economiche e valore per il business.
Al centro dell’aggiornamento ci sono l’attribuzione puntuale dei costi e i report di chargeback, cioè di riaddebito. Le due funzioni affrontano la dimensione economica dell’automazione: quanto costa il servizio e come rendicontarne gli addebiti. Per i responsabili finanziari, il punto è poter affiancare una lettura dei costi a quella delle operazioni; per l’IT, disporre di elementi con cui spiegare la spesa. Broadcom presenta queste capacità come un passaggio dai processi manuali e poco trasparenti a una gestione sostenuta dai dati.
Il contesto indicato dall’azienda è l’espansione dell’automazione in ambienti ibridi complessi, accompagnata da una crescente pressione sulle organizzazioni affinché dimostrino il valore degli investimenti IT. A questa esigenza si aggiunge quella di aprire le informazioni operative a una platea più ampia di interlocutori aziendali. AAI v26 nasce quindi per avvicinare due prospettive che devono confrontarsi sugli stessi servizi: il funzionamento dei carichi automatizzati e la loro giustificazione economica all’interno dell’impresa.
La lettura del problema arriva da Rajeev Kumar, responsabile prodotti per la Workload Automation di Broadcom. Secondo Kumar, per troppo tempo l’automazione ha funzionato come una «scatola nera»: un costo fisso che l’IT non riusciva a spiegare pienamente e di cui il business non riusciva a fidarsi del tutto. La direzione proposta dal dirigente è trasformarla da funzione di back office in una componente strategica dal valore misurabile, attraverso maggiore trasparenza finanziaria e accesso ai dati assistito dall’AI.
Sul versante della consultazione, la nuova interfaccia in linguaggio naturale consente di esplorare i dati operativi attraverso domande espresse con il linguaggio comune. È la componente con cui Broadcom punta a sostenere l’accesso self-service alle informazioni, estendendone l’utilizzo oltre gli interlocutori abituali dell’IT. Nell’impostazione del prodotto, la possibilità di interrogare i dati affianca dunque la rendicontazione economica: una capacità riguarda la distribuzione dei costi, l’altra il modo in cui le persone accedono alle informazioni sulle operazioni.
Il rilascio introduce inoltre un processo di scansione e correzione per la sicurezza guidato da modelli AI di frontiera. L’intervento porta l’intelligenza artificiale anche nelle attività di individuazione e risoluzione dei problemi di sicurezza. L’annuncio non specifica quali modelli vengano impiegati né il grado di autonomia delle correzioni. A questa funzione si accompagna un supporto più ampio per le distribuzioni basate su container, che estende le modalità di impiego della piattaforma negli ambienti moderni.
Completano l’aggiornamento alcuni miglioramenti richiesti dai clienti: il supporto sicuro ai proxy Airflow, una finestra estesa a 18 mesi per l’analisi delle tendenze degli SLA, gli accordi sui livelli di servizio, e un tracciamento delle dipendenze semplificato. Sono interventi rivolti all’uso operativo della piattaforma, dall’integrazione alla lettura delle relazioni tra attività. La prospettiva temporale più ampia sugli SLA permette in particolare di osservare l’andamento del servizio su un periodo più lungo, affiancando alle nuove informazioni economiche la continuità dell’analisi operativa.