Il mercato degli smartphone si prepara ad affrontare una tempesta perfetta che potrebbe tradursi in rincari significativi per i consumatori già nel 2026. La causa? Una carenza di memoria RAM destinata a colpire l'intera industria tecnologica, con ripercussioni dirette sui dispositivi che utilizziamo quotidianamente. L'esplosione dell'intelligenza artificiale e la corsa alla costruzione di data center sempre più potenti stanno sottraendo risorse cruciali alla produzione di smartphone, creando uno squilibrio nell'offerta che si rifletterà inevitabilmente sui prezzi al dettaglio.
La rivoluzione AI divora le risorse di memoria
La Dynamic Random Access Memory, comunemente nota come DRAM, è il cuore pulsante di qualsiasi dispositivo tecnologico moderno. Secondo International Data Corporation (IDC), una delle principali società di analisi di mercato a livello globale, la produzione di questa componente fondamentale sta subendo una drastica ridistribuzione. I produttori stanno privilegiando i data center dedicati all'intelligenza artificiale rispetto ai dispositivi consumer come telefoni e computer.
Il fenomeno ha una spiegazione precisa: proprio come uno smartphone funziona più velocemente quando ha maggiore memoria disponibile, lo stesso principio si applica ai centri di calcolo per l'IA. Con un numero crescente di aziende che integra strumenti basati sull'intelligenza artificiale nei propri processi, la domanda di potenza di elaborazione affidabile è schizzata alle stelle, generando una fame insaziabile di RAM.
Numeri preoccupanti per il settore mobile
Le previsioni di IDC non lasciano spazio a interpretazioni ottimistiche: la crescita dell'offerta di DRAM nel 2026 si attesterà intorno al 16% su base annua, ben al di sotto delle medie storiche. Counterpoint Research, altra autorevole società di analisi, dipinge uno scenario ancora più critico, stimando un incremento del 40% nel prezzo della memoria entro il secondo trimestre del 2026.
Considerando che la memoria può rappresentare tra il 10% e il 20% del costo totale dei materiali di un dispositivo, l'impatto sui prezzi finali diventa inevitabile. Counterpoint prevede che il prezzo medio degli smartphone aumenterà del 6,9%, una percentuale che potrebbe tradursi in diverse centinaia di euro per i modelli di fascia alta. Un iPhone 17 Max nella versione base, ad esempio, potrebbe passare dai 1.199 dollari annunciati a circa 1.281 dollari.
Chi soffrirà di più: vincitori e vinti
Non tutti i produttori si troveranno nelle stesse condizioni per affrontare questa crisi. Yang Wang, analista senior di Counterpoint, identifica chiaramente i potenziali vincitori e vinti di questa situazione. Apple e Samsung, grazie al loro portafoglio diversificato di prodotti distribuiti su diverse fasce di prezzo, sembrano meglio attrezzate per navigare le acque agitate dei prossimi trimestri.
"Apple e Samsung sono nelle posizioni migliori per superare i prossimi mesi", ha dichiarato Wang. Al contrario, i produttori con margini operativi più ristretti dovranno affrontare scelte difficili, bilanciando la necessità di mantenere quote di mercato con la pressione sui profitti. I mercati emergenti e le fasce di prezzo più basse saranno probabilmente i segmenti più colpiti dalla carenza.
Un mercato in contrazione
Come se la questione dei prezzi non fosse sufficiente, Counterpoint prevede anche una contrazione delle spedizioni globali di smartphone del 2,1% nel 2026. Questa combinazione di volumi in calo e prezzi in aumento potrebbe ridisegnare gli equilibri del mercato, favorendo chi dispone di economie di scala maggiori e relazioni consolidate con i fornitori di componenti.
Nabila Popal, direttrice senior della ricerca presso IDC, ha sintetizzato la gravità della situazione in termini chiari: "Nel caso dell'imminente crisi della memoria, si tratta di qualcosa che colpirà duramente il mercato. Quei produttori non avranno quasi altra scelta se non trasferire l'aumento dei costi sui consumatori". Una prospettiva che suona come un campanello d'allarme per chi aveva in programma l'acquisto di un nuovo dispositivo di fascia alta nei prossimi anni.
La morale della storia è che l'avanzata dell'intelligenza artificiale, pur promettendo progressi straordinari in molti ambiti, sta già presentando il conto in settori apparentemente distanti. I consumatori potrebbero trovarsi a pagare di più per i loro smartphone non perché questi siano migliorati, ma semplicemente perché le componenti necessarie sono diventate più rare e costose, destinate a nutrire l'appetito insaziabile dei data center che alimentano la rivoluzione dell'IA.