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Bluesky consente di evitare il feed Discover

Bluesky introduce un’opzione per escludere i post dal feed Discover. La preferenza segue l’account sulle applicazioni basate su AT Proto.

28 ago 2026 3 min lettura A cura di Redazione
Bluesky consente di evitare il feed Discover
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Bluesky introduce un’opzione che permette agli utenti di impedire che i propri post compaiano nel feed principale Discover. La funzione, annunciata giovedì, interviene sulla distribuzione algoritmica dei contenuti: chi la attiva continua a pubblicare normalmente, ma riduce la possibilità che i messaggi vengano proposti a un pubblico esterno alla propria rete personale. La piattaforma risponde così a una richiesta precisa: non tutti gli iscritti desiderano che ogni intervento possa raggiungere improvvisamente grandi platee.

Il feed algoritmico può attualmente selezionare qualsiasi contenuto presente sulla rete, perché i post pubblicati su Bluesky sono pubblici per impostazione predefinita. L’esclusione da Discover non modifica questa condizione e non trasforma quindi l’account o i suoi messaggi in contenuti privati. Il cambiamento riguarda esclusivamente la loro scopribilità: i post restano accessibili, ma non vengono più inseriti nel principale spazio di raccomandazione dell’applicazione.

La distinzione separa due livelli spesso sovrapposti nell’esperienza dei social network: la disponibilità pubblica di un messaggio e la sua amplificazione tramite un feed algoritmico. Bluesky ha spiegato di avere sviluppato la funzione perché alcuni utenti vogliono comunicare soprattutto con i propri follower, senza vedere parole e conversazioni esposte automaticamente a folle più ampie. L’opt-out algoritmico offre dunque un controllo sulla portata potenziale, pur senza introdurre barriere all’accesso.

I post restano pubblici, ma possono uscire dal circuito algoritmico di Discover

Per attivare l’esclusione è necessario utilizzare una nuova opzione nelle impostazioni Privacy e sicurezza dell’app. Dopo l’attivazione, la modifica può richiedere fino a un’ora per diventare pienamente operativa. Il comando agisce sull’account dell’utente e non richiede di intervenire su ogni singolo post, configurandosi come una preferenza generale sul modo in cui i contenuti possono essere distribuiti attraverso Discover.

La scelta non rimane confinata all’app ufficiale. La preferenza viene infatti registrata a livello di account e può accompagnare l’utente quando pubblica attraverso altre applicazioni costruite sul medesimo protocollo sottostante, AT Proto. In questo modo l’indicazione diventa parte dell’identità utilizzata nella rete aperta, invece di funzionare soltanto come un’impostazione locale legata all’interfaccia di Bluesky.

La preferenza accompagna l’account anche nelle applicazioni costruite su AT Proto

La portabilità presenta però un limite operativo: le applicazioni di terze parti possono leggere l’informazione, ma devono decidere autonomamente se rispettarla. L’efficacia della preferenza oltre Bluesky dipende quindi dalle scelte dei singoli servizi che utilizzano AT Proto. Per sviluppatori e gestori di prodotti sociali emerge una distinzione concreta tra accesso tecnico a una preferenza e applicazione effettiva della volontà dell’utente, con comportamenti che potrebbero variare tra un’applicazione e l’altra.

La funzione arriva il giorno successivo all’introduzione del supporto per video più lunghi, in una sequenza di aggiornamenti che tocca sia i formati disponibili sia le modalità di circolazione dei contenuti. Da una parte Bluesky amplia ciò che può essere pubblicato; dall’altra aggiunge uno strumento per contenere la distribuzione automatica dei messaggi, lasciando agli iscritti una scelta più esplicita sul rapporto tra presenza pubblica e visibilità algoritmica.

Le app di terze parti possono leggere l’opt-out, ma non devono necessariamente rispettarlo

Il nuovo controllo non sostituisce comunque la privacy a livello di protocollo, sulla quale Bluesky sta ancora lavorando. Il risultato è una soluzione intermedia: i contenuti restano pubblici e consultabili, mentre l’utente può sottrarli al principale meccanismo di scoperta dell’app. La portata reale dell’opt-out, soprattutto nell’ecosistema esterno, sarà determinata anche dalla disponibilità delle altre applicazioni a riconoscere e applicare quella preferenza.

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