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Blackwall quadruplica il valore a 2,2 miliardi di dollari

Blackwall raccoglie 100 milioni di dollari e raggiunge una valutazione di 2,2 miliardi, puntando sui provider per gestire bot e agenti AI nel traffico web.

20 ott 2026 4 min lettura A cura di Redazione
Blackwall quadruplica il valore a 2,2 miliardi di dollari
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Blackwall, società estone che sviluppa strumenti di sicurezza del traffico web per i fornitori di hosting, ha raccolto 100 milioni di dollari con una valutazione di 2,2 miliardi di dollari. Il round di serie C è stato guidato da AVP, con la partecipazione degli investitori già presenti Dawn Capital, MMC Ventures e Tera Ventures. Il presidente esecutivo Roi Carthy ha dichiarato che la valutazione è quadruplicata rispetto alla precedente raccolta di capitali, avvenuta nel 2025.

Il finanziamento arriva mentre i gestori delle infrastrutture web affrontano volumi crescenti di traffico automatizzato, alimentati anche dagli agenti AI. Agli attacchi DDoS si affiancano scraping indiscriminato, reti di bot, richieste malevole e agenti che operano fuori controllo. Per gli operatori della sicurezza, la difficoltà consiste nel riconoscere le richieste indesiderate senza ostacolare visitatori e servizi legittimi. Blackwall punta a vendere questa capacità attraverso chi ospita e gestisce i siti.

L'azienda adotta infatti un modello di canale: lavora con fornitori di hosting, servizi gestiti e cloud, raccoglie le loro esigenze e mette a disposizione un insieme di strumenti personalizzabili. I provider possono così proporre ai propri clienti servizi di sicurezza con il proprio marchio, mantenendo il controllo della relazione commerciale. La distribuzione passa quindi da operatori che possono integrare la protezione nella propria offerta, anziché dalla vendita diretta ai singoli siti.

Blackwall raccoglie 100 milioni di dollari e quadruplica la valutazione rispetto al 2025.

Il cofondatore e amministratore delegato Nikita Rozenberg ha spiegato che le società di hosting possono combinare i componenti disponibili, costruire la soluzione destinata ai clienti finali e stabilirne il prezzo. Una quota dei ricavi viene poi condivisa con Blackwall. L'accesso iniziale prevede un livello gratuito, che mostra traffico e minacce diretti alla rete del cliente; le protezioni e gli strumenti per intervenire sulle minacce sono invece a pagamento.

Il portafoglio comprende threat intelligence, gestione dei certificati, protezione DDoS e instradamento del traffico. Per distinguere visitatori reali e agenti autorizzati dai bot malevoli, Blackwall esamina le richieste ricevute dai clienti. Tra le tecniche impiegate figura il fingerprinting digitale, utilizzato per identificare il software che invia una richiesta. Rozenberg cita, come esempi di programmi riconoscibili, Microsoft Office e Codex: identificare l'origine software della connessione contribuisce al processo di selezione del traffico.

A questa analisi si aggiungono modelli AI proprietari, impiegati presso gli endpoint dei clienti per valutare intenzioni e comportamento delle richieste in ingresso. L'obiettivo descritto da Rozenberg è distinguere un agente inviato da una persona per svolgere una richiesta effettiva da un bot malevolo. La classificazione considera quindi anche il comportamento osservato nelle interazioni, oltre all'identità del programma che si collega.

I provider possono vendere la sicurezza con il proprio marchio e stabilire i prezzi.

Sulla gestione degli accessi automatizzati si muove anche Cloudflare. Il suo servizio AI Crawl Control consente ai proprietari dei siti di autorizzare o bloccare singoli crawler AI e prevede anche la possibilità di far pagare l'accesso. Rozenberg sostiene che il vantaggio di Blackwall risieda nella possibilità, per i provider di hosting, di offrire direttamente questi servizi ai clienti. La competizione riguarda così anche chi gestisce il rapporto commerciale con il sito protetto.

Guardando ai prossimi anni, Rozenberg vede un'opportunità negli agenti AI capaci di interagire con i siti ed effettuare transazioni per conto degli utenti. Nella sua prospettiva serviranno sistemi per stabilire quali agenti possano accedere, a quali condizioni e con quali autorizzazioni per eseguire pagamenti. La gestione del traffico potrebbe quindi estendersi al governo delle operazioni delegate dagli utenti, aggiungendo alle decisioni di sicurezza quelle sui permessi di accesso e di transazione.

Blackwall usa modelli AI per distinguere le richieste legittime dai bot malevoli.

Blackwall intende destinare il capitale raccolto all'espansione delle attività in Nord America, Europa, Asia-Pacifico e Medio Oriente. Il programma comprende anche lo sviluppo di ulteriori strumenti di sicurezza per fornitori di hosting, cloud e servizi gestiti. L'investimento sostiene dunque sia l'estensione geografica dell'azienda sia l'ampliamento dei prodotti che i suoi partner potranno integrare nelle proprie offerte.

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