Il mondo delle criptovalute ha vissuto un 2025 deludente, con Bitcoin che ha chiuso l'anno con un calo del 6% rispetto ai livelli iniziali, entrando persino in territorio di bear market. Un risultato inaspettato, soprattutto considerando l'entusiasmo generato dal ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump, autoproclamatosi "presidente delle crypto". Eppure, secondo la società di ricerca e intermediazione K33, il peggio potrebbe essere passato e il 2026 si prospetta come un anno di riscatto per la principale criptovaluta.
La tesi di K33 si basa su un'analisi approfondita che attribuisce la performance negativa del 2025 a fenomeni temporanei come "bolle isolate" e "squilibri di leva finanziaria" nel mercato delle criptovalute. Gli analisti della società sostengono che quando prezzi e fondamentali si muovono in direzioni opposte, si creano opportunità significative per gli investitori.
Una questione di valutazione e politica monetaria
Il crollo del 44% dal picco di 126.000 dollari ha riportato Bitcoin ai livelli pre-Trump, rendendo la criptovaluta particolarmente attraente dal punto di vista valutativo. K33 ritiene che Bitcoin sia fondamentalmente sottovalutato rispetto ad altre classi di asset e prevede che supererà sia gli indici azionari che l'oro nel corso del 2026.
Un fattore cruciale per la ripresa sarà la politica della Federal Reserve. I mercati stanno scontando una probabilità del 74% che la banca centrale americana tagli i tassi almeno due volte entro la fine del prossimo anno. Questo contesto di allentamento monetario differisce radicalmente dagli scenari del 2018 e 2022, quando Bitcoin subì pesanti ribassi in concomitanza con politiche restrittive della Fed.
Il sostegno dell'amministrazione Trump
L'impegno della Casa Bianca verso le criptovalute rappresenta un elemento distintivo dell'attuale panorama politico. Trump ha firmato numerosi ordini esecutivi a favore del settore crypto, inserito figure favorevoli alle criptovalute nella sua amministrazione e addirittura lanciato il proprio meme coin. Secondo K33, i prezzi di Bitcoin sono ancora lontani dal riflettere questa svolta istituzionale.
Il governo statunitense detiene attualmente circa 233.736 Bitcoin, per un valore stimato di 20 miliardi di dollari. Anche senza nuovi acquisti, la decisione di mantenere queste riserve strategiche rappresenta un segnale positivo. In passato, le criptovalute sequestrate venivano considerate una pressione di vendita inevitabile, mentre ora sono effettivamente rimosse dal mercato.
L'apertura del sistema pensionistico e bancario
Uno degli sviluppi più significativi potrebbe arrivare dal settore dei fondi pensione. Trump ha firmato ad agosto un ordine esecutivo che chiede ai regolatori di rivedere le norme sui conti 401(k), facilitando potenzialmente l'accesso agli asset alternativi, comprese le criptovalute. Se solo l'1% dei saldi dei 401(k) venisse allocato in Bitcoin, si tratterebbe di circa 87 miliardi di dollari.
Il CLARITY Act, il progetto di legge approvato dalla Camera dei Rappresentanti la scorsa estate, stabilirà un quadro normativo che definirà come banche e società crypto potranno utilizzare e vendere asset digitali. Il Senato dovrebbe votare il provvedimento nel primo trimestre del 2026, un evento che potrebbe aumentare significativamente la presenza delle criptovalute nel sistema finanziario tradizionale.
Anche i colossi bancari come Morgan Stanley e Bank of America stanno offrendo consulenza favorevole ai loro clienti riguardo agli investimenti in Bitcoin. "Le banche sono arrivate, e la loro presenza si intensificherà", hanno scritto i ricercatori di K33, sottolineando come questo rappresenti un fattore di mercato significativamente sottovalutato.
La combinazione di questi sei catalizzatori – valutazione attraente, tagli dei tassi, supporto politico, riserve strategiche, accesso ai fondi pensione e nuova legislazione – crea secondo K33 le condizioni ideali per una ripresa robusta. La società si dichiara "costruttivamente rialzista" sul 2026, prevedendo che Bitcoin raggiungerà nuovi record storici nei prossimi mesi.