Amazon Web Services ha inaugurato la sua infrastruttura cloud sovrana europea, un'architettura completamente separata dalle altre regioni AWS, progettata per rispondere ai requisiti di sovranità digitale dell'Unione Europea. L'iniziativa, operativa dal 15 gennaio 2025, rappresenta un investimento strategico di 7,8 miliardi di euro fino al 2040 e si rivolge principalmente a governi e grandi imprese europee che gestiscono dati sensibili.
La mossa del colosso di Seattle si inserisce in un contesto geopolitico sempre più teso, dove la sovranità digitale è diventata priorità strategica per l'Europa. Le crescenti tensioni diplomatiche ed economiche con gli Stati Uniti hanno accelerato la domanda di soluzioni cloud che garantiscano pieno controllo dei dati entro i confini europei, alimentando un mercato in rapida espansione che vede protagonisti anche player come SAP, che ha annunciato investimenti per 20 miliardi di euro nello stesso segmento.
L'AWS European Sovereign Cloud si differenzia dalle tradizionali offerte cloud per tre elementi distintivi: separazione fisica e logica dalle altre regioni AWS, gestione operativa affidata esclusivamente a residenti UE, e indipendenza infrastrutturale che consente operatività autonoma anche in caso di disconnessione dal resto della rete globale. Una struttura di governance dedicata, guidata da cittadini europei, completa l'architettura progettata per rassicurare enti pubblici e aziende sulla custodia dei propri asset digitali.
La dichiarazione di Stéphane Israël, managing director della divisione europea, rivela il paradosso che AWS deve risolvere: offrire potenza computazionale e servizi avanzati tipici di un operatore globale, mantenendo però vincoli territoriali che storicamente contraddicono la natura stessa del cloud computing. La scommessa è che le aziende europee siano disposte a pagare un premium per questa combinazione, nonostante potenziali limitazioni in termini di economia di scala.
L'espansione geografica prevede l'aggiunta di AWS Local Zones in Belgio, Paesi Bassi e Portogallo, oltre alla regione tedesca già operativa. Questa strategia mira a soddisfare requisiti di residenza dei dati a livello nazionale e ridurre la latenza, elementi cruciali per settori regolamentati come finanza, sanità e pubblica amministrazione. L'investimento di 7,8 miliardi di euro in Germania include sviluppo di talenti locali e infrastrutture, segnalando l'ambizione di AWS di radicarsi nel tessuto economico europeo.
Il timing dell'annuncio non è casuale. Le normative europee come GDPR, Digital Markets Act e il futuro AI Act impongono vincoli crescenti sulla gestione dei dati, mentre le autorità nazionali scrutinano con maggiore attenzione le dipendenze strategiche da fornitori extra-UE. La sfida per AWS sarà dimostrare che l'autonomia dichiarata non è solo marketing compliance, ma sostanza operativa verificabile anche in scenari di conflitto geopolitico.
La competizione nel segmento cloud sovrano si intensifica. SAP ha annunciato a settembre 2024 un investimento di 20 miliardi di euro per espandere la propria offerta, puntando sulla volontà europea di mantenere i dati entro i confini continentali. Altri provider, da OVHcloud a Deutsche Telekom, stanno costruendo proposte simili, frammentando un mercato che potrebbe perdere i vantaggi di consolidamento tipici del cloud tradizionale.
Resta da verificare se le imprese europee saranno disposte a sacrificare parte dell'efficienza economica per maggiore controllo territoriale. La sostenibilità economica di infrastrutture cloud regionali frammentate rispetto ai mega-datacenter globali è dibattuta: costi operativi più elevati potrebbero tradursi in prezzi meno competitivi, limitando l'adozione alle sole organizzazioni con stringenti requisiti normativi. Il successo dipenderà dalla capacità di AWS di bilanciare conformità normativa e convenienza economica, in un mercato dove le retoriche sulla sovranità digitale incontreranno inevitabilmente i vincoli di bilancio delle aziende.