Case study

Astral Hotels porta l’AI olografica al check-in

Astral Hotels introduce a chiosco con avatar olografico e AI per gestire check-in, consegna delle chiavi e assistenza agli ospiti 24 ore su 24.

01 set 2026 3 min lettura A cura di Redazione
Astral Hotels porta l’AI olografica al check-in
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Astral Hotels porta il self-service alberghiero in una dimensione più scenografica, introducendo un chiosco basato sull’intelligenza artificiale e dotato di un avatar olografico a grandezza naturale. Il sistema può accompagnare gli ospiti durante il check-in e distribuire le chiavi fisiche delle camere senza richiedere l’assistenza del personale alla reception. La prima installazione è prevista al Queen of Sheba Hotel di Eilat, in Israele.

Il gruppo alberghiero israeliano adotterà inizialmente la soluzione come progetto da valutare sul campo. Dopo la prima implementazione, Astral Hotels esaminerà infatti la possibilità di estendere la tecnologia ad altre strutture. Il progetto assume così la forma di un caso concreto di automazione dell’accoglienza: non una sostituzione generalizzata e già programmata dei tradizionali desk, ma un test operativo con cui misurare l’efficacia del check-in automatizzato nell’esperienza reale degli ospiti.

La piattaforma è stata sviluppata da EyeFeelIt e combina un ologramma interattivo con un concierge digitale alimentato dall’AI. Il percorso comincia davanti all’avatar, che mostra un codice QR. L’ospite lo scansiona e completa sul proprio smartphone i passaggi richiesti per la registrazione. Una volta terminata la procedura, il chiosco consegna una chiave elettronica fisica per accedere alla camera, chiudendo nello stesso punto il processo digitale e quello materiale.

Un avatar olografico accompagna gli ospiti dal QR alla consegna della chiave

La scelta di trasferire parte dell’interazione sul telefono rende il chiosco un punto di raccordo fra interfaccia pubblica e dispositivo personale. L’avatar introduce e accompagna la procedura, mentre lo smartphone viene utilizzato per completare le operazioni necessarie. Il risultato è un servizio progettato per funzionare 24 ore su 24 e potenzialmente ridurre i tempi di attesa alla reception, soprattutto quando la domanda di check-in si concentra nelle stesse fasce orarie.

Le funzioni non si fermano alla consegna delle chiavi. L’avatar può fornire informazioni sui servizi dell’hotel, consigliare ristoranti e suggerire attrazioni nelle vicinanze. Il chiosco assume quindi anche il ruolo di punto informativo permanente, ampliando il perimetro del self-service oltre le attività amministrative dell’arrivo. L’intelligenza artificiale viene impiegata come livello di interazione fra struttura e cliente, con una presenza visiva pensata per rendere più immediato il dialogo con il sistema.

Il concierge digitale è progettato per offrire assistenza 24 ore su 24

Lior Berneman-Zvulun, vicepresidente marketing e digitale di Astral Hotels, ha collocato l’installazione all’interno di un più ampio impegno del gruppo nell’integrazione di nuove tecnologie nell’esperienza degli ospiti. Dal lato del fornitore, l’amministratrice delegata di EyeFeelIt, Sharon Birnbaum, ha spiegato che l’avatar è stato progettato come punto di interazione continuativo tra il cliente e l’hotel. Le due prospettive convergono su un modello nel quale l’automazione resta visibile e accessibile, anziché operare soltanto dietro le quinte.

Astral Hotels valuterà il primo impianto prima di estenderlo ad altre strutture

Il progetto di Eilat mette insieme tre componenti: una presenza olografica, un’interazione basata sull’intelligenza artificiale e un dispositivo capace di distribuire le carte delle camere. Per Astral Hotels, la fase decisiva sarà la valutazione del primo impianto prima di un’eventuale espansione. Per gli ospiti, la promessa è quella di poter completare l’arrivo e ottenere assistenza informativa anche senza attendere un addetto. Il passaggio dalla sperimentazione a un impiego più ampio dipenderà dunque dai risultati osservati al Queen of Sheba Hotel.

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