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Apple porta le scorte a 11,1 miliardi, la memoria scarseggia

Apple raddoppia quasi le scorte per affrontare la carenza di memoria, mentre i vincoli sulla filiera frenano le prospettive dopo un trimestre record.

31 lug 2026 3 min lettura A cura di Redazione
Apple porta le scorte a 11,1 miliardi, la memoria scarseggia
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Apple si prepara a una fase di forti tensioni nella disponibilità di componenti, accumulando scorte per 11,1 miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto ai 5,7 miliardi dichiarati lo scorso settembre. La decisione arriva mentre il boom dell’intelligenza artificiale generativa alimenta la domanda di hardware e mette sotto pressione il mercato della memoria, con ripercussioni sui costi di produzione di iPhone, MacBook e altri dispositivi.

Il cambio di passo emerge dopo quello che la società ha definito il suo miglior trimestre di giugno di sempre. Le vendite di iPhone sono cresciute del 22% rispetto all’anno precedente, mentre quelle dei Mac hanno registrato un incremento del 29%, superando le attese. I risultati commerciali, tuttavia, convivono con una disponibilità sempre più limitata dei componenti necessari a sostenere la produzione nei prossimi mesi.

Il nodo principale riguarda i componenti di memoria avanzata impiegati nei chip Apple silicon. Questi elementi sono essenziali per i processori delle famiglie A-Series e M-Series, utilizzati rispettivamente negli iPhone e nei Mac. La scarsità, indicata anche con il termine “RAMageddon”, restringe i margini di intervento della filiera proprio mentre Apple continua ad aspettarsi livelli elevati di domanda.

Apple raddoppia quasi le scorte mentre la memoria diventa il collo di bottiglia

Durante la conference call sui risultati, Tim Cook ha parlato di vincoli “molto significativi” e di una flessibilità limitata nella catena di approvvigionamento. Secondo l’amministratore delegato uscente, l’impatto delle restrizioni è destinato ad aumentare sensibilmente rispetto al trimestre precedente. Cook ha descritto l’impennata dei prezzi della memoria come una “piena che capita una volta ogni cent’anni”, aggiungendo che l’azienda sarà costretta, in sostanza, ad affannarsi sul fronte delle forniture.

L’accumulo di inventario segna una discontinuità rispetto alla strategia di gestione della supply chain associata a Cook, tradizionalmente orientata a ridurre al minimo le giacenze. Portare le scorte da 5,7 a 11,1 miliardi permette di creare un cuscinetto operativo, ma rende anche visibile la profondità della pressione esercitata sulla produzione dalla carenza di memoria e dalla minore capacità di compensare rapidamente eventuali interruzioni.

La domanda resta elevata, ma la filiera offre sempre meno margini di manovra

Le conseguenze hanno già raggiunto i listini. Cook ha spiegato che Apple ha aumentato “con riluttanza” i prezzi di Mac e iPad nel mese precedente, collegando la decisione ai vincoli sui componenti. La società non è isolata: anche Meta, Samsung, Microsoft e Sony hanno ritoccato verso l’alto i prezzi dell’hardware. Per imprese e utenti, la pressione si traduce così in dispositivi più costosi e in una disponibilità potenzialmente meno prevedibile.

Le tensioni si riflettono anche nelle prospettive finanziarie. Per il trimestre successivo Apple prevede una crescita dei ricavi compresa tra il 9% e l’11% su base annua, dopo aver mantenuto un ritmo vicino al 16% negli ultimi trimestri. Il rallentamento atteso ha preoccupato gli investitori e il titolo ha perso il 6% negli scambi after-hours, nonostante la solidità delle vendite appena comunicate.

Il rallentamento previsto ha spinto il titolo in calo negli scambi after-hours

La fase più delicata coinciderà inoltre con il passaggio di consegne al vertice. A settembre, il responsabile dell’ingegneria hardware John Ternus assumerà il ruolo di amministratore delegato, ereditando una società ancora sostenuta da una domanda robusta ma con meno libertà sul lato dell’offerta. Le scorte accumulate offrono una protezione immediata; prezzi della memoria, accesso ai nodi avanzati e continuità della filiera determineranno quanto a lungo quel margine potrà reggere.

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