Anthropic sta trovando vulnerabilità nel software di Microsoft a un ritmo superiore alla capacità degli ingegneri di correggerle. Durante una riunione interna di metà maggio, tecnici e manager riuniti nella sede di Redmond e online hanno riconosciuto che Mythos, il nuovo modello impiegato per analizzare il codice, aveva confermato le aspettative. La situazione era diventata, nelle parole di un responsabile, una «corsa disperata» per ridurre il divario tra scoperta e correzione.
I numeri emersi dal lavoro su SharePoint, la piattaforma usata da imprese e amministrazioni per gestire dati e documenti, danno la misura del problema. Nel solo aprile Mythos aveva individuato 90 bug critici e 141 importanti. Nella prima metà di maggio ne aveva trovati ancora di più, mentre i team venivano sollecitati a chiudere rapidamente almeno le falle più pericolose rimaste dal mese precedente.
Il modello utilizzato dall’azienda, denominato Claude Mythos Preview, era stato messo a disposizione da Anthropic a un gruppo selezionato di organizzazioni che sviluppano software diffuso presso cittadini, aziende e governi. L’obiettivo di Project Glasswing era sfruttare il vantaggio temporale per scoprire e correggere le debolezze prima che strumenti analoghi finissero nelle mani di gruppi criminali o governi avversari interessati ad attività di spionaggio e sabotaggio.
Quel vantaggio, tuttavia, appariva già molto ristretto. Ai tecnici era stata indicata la scadenza del 31 maggio come il momento entro il quale il resto del mondo avrebbe potuto colmare il ritardo. Un ingegnere sintetizzò il timore con una domanda: se il modello fosse stato pubblicato il primo giugno, gli avversari avrebbero avuto accesso ai bug il giorno successivo? Il tono della riunione mostrava quanto rapidamente la capacità offensiva potesse avvicinarsi a quella difensiva.
Anche l’alleanza di intelligence Five Eyes — Stati Uniti, Australia, Canada, Nuova Zelanda e Regno Unito — ha avvertito a fine giugno che la finestra disponibile per intervenire si sarebbe chiusa nel giro di pochi mesi. Nel frattempo, Microsoft ha concentrato le risorse sulle vulnerabilità classificate come critiche o importanti, applicando il tradizionale sistema di triage delle vulnerabilità: prima vengono affrontati i difetti con maggiore probabilità di provocare danni gravi.
L’efficacia di Mythos introduce però un’incognita nella classificazione del rischio. Il modello può concatenare più debolezze, trasformando una serie di falle considerate individualmente moderate o poco gravi in un percorso d’attacco molto più pericoloso. Vinh Nguyen, consulente tecnico senior di Anthropic e senior fellow per l’intelligenza artificiale al Council on Foreign Relations, ha osservato che quattro vulnerabilità di basso livello possono equivalere a una di severità elevata. In questa prospettiva, il triage tradizionale potrebbe sottostimare combinazioni prima difficili da individuare.
Microsoft ha difeso il proprio approccio, spiegando che le priorità dipendono da diversi fattori, tra cui la possibilità concreta di sfruttare una falla e l’impatto sui clienti. L’azienda ha inoltre precisato che il concatenamento dei bug viene da tempo considerato nelle valutazioni delle vulnerabilità e nelle analisi del rischio. Pur definendo l’accelerazione nella ricerca e nello sfruttamento delle falle un fenomeno non nuovo, ha riconosciuto il senso di urgenza dei team impegnati a proteggere gli utenti.
La presentazione interna prevedeva mesi di lavoro per il gruppo dedicato a SharePoint: prima i bug critici, poi quelli importanti, la cui gestione era programmata anche per agosto. Le falle critiche possono comprendere worm capaci di bloccare sistemi e diffondere malware lungo le reti; quelle importanti possono compromettere riservatezza, integrità o disponibilità dei dati. L’AI sta così spostando il collo di bottiglia della sicurezza: non più soltanto trovare gli errori, ma disporre di persone, processi e tempo sufficienti per correggerli prima che vengano trasformati in attacchi.