Anthropic sta accelerando la corsa alla capacità di calcolo per l’intelligenza artificiale nell’area Asia-Pacifico, mentre la domanda per i suoi prodotti continua a crescere. Il segnale più concreto arriva dal recruiting: il laboratorio AI statunitense cerca oggi 13 profili nel dipartimento compute, l’area che sviluppa e gestisce i data center AI.
Di queste posizioni, otto sono basate tra Australia e Giappone. In Giappone le ricerche riguardano due ruoli, uno dedicato alla selezione di accordi per data center e uno per un ingegnere elettrico. In Australia, invece, le sei posizioni aperte sono concentrate su ingegneri e operatori di data center. Già in aprile, Anthropic cercava nel Paese un profilo per individuare accordi legati ai data center.
La spinta internazionale arriva dopo una primavera segnata da una serie di accordi negli Stati Uniti per nuovi data center e da una ricerca, sempre in aprile, per una figura incaricata di negoziare capacità di calcolo in Europa. L’azienda guarda sempre più oltre il mercato domestico perché l’utilizzo dei suoi prodotti enterprise e consumer ha guadagnato slancio negli ultimi mesi, aumentando la pressione sull’infrastruttura.
In un blog post di aprile, Anthropic ha riconosciuto che una crescita di questo ritmo esercita una tensione inevitabile sui sistemi interni: la crescita consumer, definita senza precedenti, ha inciso su affidabilità e performance. Il tema, per le imprese che usano servizi AI in produzione, non è solo la potenza disponibile, ma la continuità operativa: modelli più usati richiedono data center più capillari, energia stabile, networking affidabile e capacità di espansione rapida.
La traiettoria finanziaria descrive la stessa accelerazione. Anthropic, indicata come la società privata di maggior valore al mondo, ha raccolto 65 miliardi di dollari a maggio con una valutazione di 965 miliardi di dollari. Nello stesso mese, il revenue run-rate ha superato 47 miliardi di dollari, più volte superiore ai circa 9 miliardi indicati dall’azienda alla fine del 2025. La crescita prosegue anche in un contesto di tensioni con l’amministrazione statunitense sull’uso dei suoi modelli AI.
Una posizione aperta in Australia per un ruolo legato all’energia cita esplicitamente la “rapida espansione” dell’impronta di AI compute nella regione e parla di procurement da centinaia di megawatt. David Wroe, responsabile AI and Security Program dell’Australian Strategic Policy Institute, ha indicato tra i punti di forza dell’Australia la disponibilità di terreni, il potenziale nelle energie rinnovabili e un ambiente politico e regolatorio stabile. Ha aggiunto anche la distanza da minacce militari, un aspetto emerso con forza dopo che il conflitto in Medio Oriente ha messo alla prova la sicurezza dell’area del Golfo come sede per infrastrutture AI.
L’Australia beneficia inoltre della partecipazione all’alleanza di intelligence Five Eyes con gli Stati Uniti, elemento che la rende una destinazione percepita come sicura per il compute, soprattutto mentre i modelli diventano asset più potenti e sensibili anche sul piano della sicurezza nazionale. Il principale ostacolo, secondo Wroe, resta però il quadro sul copyright, che espone le aziende AI al rischio di azioni legali da parte dei titolari dei diritti. Alcuni politici australiani si stanno opponendo a deroghe sul copyright per le società che vogliono usare contenuti nell’addestramento di prodotti commerciali.
Anche il Giappone presenta un profilo interessante per Anthropic. Gli annunci di lavoro citano un’infrastruttura di rete elettrica in evoluzione e un forte interesse governativo per l’infrastruttura AI domestica. Aalok Mehta, direttore del Wadhwani AI Center del Center for Strategic and International Studies, ha indicato stabilità politica, rete elettrica affidabile, Internet avanzato, cavi sottomarini e forza lavoro tecnica come fattori di attrazione. Resta però il vincolo energetico: secondo Xiaonan Feng di Wood Mackenzie, per molti sviluppatori di data center in Asia-Pacifico assicurarsi l’energia sta diventando più difficile che ottenere terreni, finanziamenti o permessi. La disponibilità della rete si profila così come il limite concreto alla prossima fase di crescita dell’AI.