Tecnologia Amazon e QuEra promettono il quantum utile nel 2028
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18/06/2026

Amazon e QuEra puntano a Libra, un computer quantistico con correzione degli errori capace di un milione di operazioni entro il 2028.

Amazon e QuEra promettono il quantum utile nel 2028

Amazon e QuEra hanno alzato l’asticella del calcolo quantistico con una promessa ambiziosa: portare ai clienti, entro il 2028, un sistema capace di eseguire un milione di operazioni quantistiche su centinaia di qubit logici. Il dispositivo si chiamerà Libra e viene presentato come una macchina di scala Megaquop, pensata per rendere possibile una prima generazione di applicazioni scientifiche oggi fuori portata per computer classici e sistemi quantistici ancora rumorosi.

Il dato chiave non è soltanto la data, ma il tipo di salto tecnologico evocato. Nel settore, l’orizzonte più citato per computer quantistici davvero utili resta spesso tra cinque e dieci anni. Amazon e QuEra sostengono invece di poter arrivare prima a un calcolo quantistico con correzione degli errori, cioè alla condizione considerata necessaria per affrontare molti dei problemi più interessanti in chimica, fisica ad alta energia e simulazione dei materiali.

Il nodo tecnico è noto: i qubit fisici sono fragili, soggetti a errori e difficili da controllare in modo stabile. Per ottenere risultati affidabili, più qubit hardware devono essere combinati in un qubit logico, dove l’informazione viene conservata in modo ridondante e altri qubit vicini permettono di rilevare e correggere gli errori. Per simulare il comportamento di alcune molecole semplici possono servire circa 100 qubit logici; per algoritmi molto più complessi, come quelli legati alla rottura della cifratura, l’ordine di grandezza può salire a decine di migliaia.

Libra punta a centinaia di qubit logici entro il 2028

Da qui deriva la difficoltà industriale: servono migliaia di qubit hardware di alta qualità per costruire una macchina corretta dagli errori che sia realmente utile. Le tecnologie attuali tendono a offrire o molti qubit, o qubit molto buoni, ma raramente entrambe le cose insieme. Libra punta a comprimere questa distanza, con centinaia di qubit logici e una capacità operativa che Amazon presenta come sufficiente per prime applicazioni scientifiche non eseguibili oggi da computer NISQ, cioè i sistemi quantistici intermedi rumorosi.

Il ruolo di QuEra è centrale. La startup dell’area di Boston lavora sul quantum computing ad atomi neutri, una tecnologia che usa laser per raffreddare singoli atomi e intrappolarli in una griglia di fasci luminosi sovrapposti. Il qubit viene conservato nello spin del nucleo, mentre altri sistemi laser possono spostare gli atomi e offrire connettività molto flessibile. È un approccio particolarmente interessante per algoritmi e correzione degli errori perché permette collegamenti non limitati alla sola vicinanza fisica.

QuEra collabora con gruppi di ricerca di Harvard University e Massachusetts Institute of Technology tramite personale condiviso e un accordo di proprietà intellettuale di lungo periodo. I partner accademici hanno già dimostrato una griglia da 3.000 qubit, segnale che questa famiglia tecnologica rientra tra quelle più promettenti per scalare il numero di qubit. Il problema, però, resta la qualità operativa: il funzionamento tende a riscaldare gli atomi, gli spostamenti sono lenti e le perdite possono diventare frequenti.

La correzione degli errori resta la soglia decisiva del quantum utile

Proprio per questo la promessa del 2028 va letta con attenzione. I ricercatori dietro QuEra hanno già mostrato risultati significativi nella correzione degli errori, ma il passaggio da dimostrazioni di laboratorio a un sistema robusto per clienti cloud resta impegnativo. Amazon oggi offre accesso a diverse tecnologie quantistiche tramite Braket, il suo servizio cloud: Libra si inserirebbe in questa logica, trasformando l’hardware fornito da QuEra in una risorsa accessibile a ricercatori e imprese.

Il mercato guarderà ora alla roadmap tecnica che QuEra intende presentare per spiegare come arrivare al sistema finale. È lì che si capirà quanto sia concreta la distanza tra promessa e implementazione: stabilità dei qubit, tassi di errore, velocità delle operazioni e architettura logica saranno gli elementi decisivi. Per le imprese, il messaggio è chiaro ma ancora prudente: il quantum utile non è un prodotto generalista alle porte, ma il suo calendario industriale potrebbe iniziare a farsi più leggibile.

Il primo impatto atteso riguarda chimica, fisica e materiali

Se la traiettoria sarà confermata, il calcolo quantistico potrebbe entrare in una fase meno dimostrativa e più applicativa, almeno in domini scientifici selezionati. La soglia non è la sostituzione del cloud tradizionale, ma la possibilità di eseguire classi di simulazioni che oggi restano impraticabili. In questo senso, la promessa di Amazon e QuEra non chiude il dibattito sul quantum: lo sposta su una domanda più concreta, cioè quali problemi potranno davvero essere affrontati per primi.

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