Scenario L'AI generativa trasforma le strategie IT
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13/01/2026

Nel 2025 la Corea del Sud affronta grandi cambiamenti: instabilità politica, nuovo governo e negoziati tariffari USA impattano sul commercio estero.

L'AI generativa trasforma le strategie IT

L'intelligenza artificiale generativa sta trasformando il panorama aziendale sudcoreano con una forza dirompente che nemmeno le turbolenze politiche ed economiche del Paese riescono a rallentare. Mentre la Corea del Sud affronta cambiamenti di governo e tensioni commerciali internazionali, le imprese nazionali investono massicciamente in AI generativa, facendone il principale motore della crescita dei budget IT. È quanto emerge da un'ampia indagine condotta da CIO Korea tra ottobre e novembre 2024, che ha coinvolto 884 professionisti del settore tecnologico, offrendo uno spaccato inedito sulle strategie digitali che caratterizzeranno il 2026.

Un ottimismo inaspettato in tempi incerti

Nonostante le previsioni degli istituti economici indichino una crescita contenuta intorno all'1,8-2,2% per il 2026, il sentiment dei professionisti IT sudcoreani sorprende per il suo orientamento positivo. Ben il 45% degli intervistati esprime fiducia nell'economia nazionale, un'inversione netta rispetto alle rilevazioni precedenti che registravano prevalentemente pessimismo. Particolarmente interessante è il divario tra settori: mentre il comparto dei servizi mostra maggiore cautela, il settore pubblico e quello educativo raggiungono rispettivamente il 65,9% e il 54,5% di valutazioni ottimistiche.

Questa ritrovata fiducia si riflette direttamente sui budget tecnologici. Dopo aver toccato i minimi storici nel 2024, gli investimenti IT hanno ripreso vigore nel 2025 e il trend si conferma in accelerazione. La correlazione con l'AI è inequivocabile: le aziende che aumentano gli stanziamenti lo fanno principalmente per implementare soluzioni di intelligenza artificiale.

L'AI generativa domina gli investimenti tecnologici

Con il 63% delle preferenze, l'AI generativa e gli agenti AI si confermano la priorità assoluta degli investimenti tecnologici per il 2026, superando anche il cloud computing che si ferma al 41,4%. La categoria tradizionale di AI e machine learning mantiene comunque un solido terzo posto con il 40%, mentre cybersecurity e protezione dati raccolgono il 37,3% delle indicazioni. Tecnologie come il quantum computing e gli asset digitali, pur suscitando curiosità, rimangono ancora marginali nelle scelte strategiche delle imprese.

Le differenze settoriali rivelano approcci diversificati: il settore manifatturiero privilegia IoT industriale e smart manufacturing rispetto alla media nazionale, mentre finanza e soluzioni IT puntano massicciamente su AI generativa e infrastrutture cloud. Un dato significativo emerge dall'analisi per dimensione aziendale: le grandi corporation che prevedono aumenti consistenti del budget IT destinano oltre il 70% delle risorse all'intelligenza artificiale generativa.

Oltre la metà delle imprese ha già adottato l'AI

La penetrazione dell'intelligenza artificiale generativa nel tessuto produttivo sudcoreano ha raggiunto livelli notevoli. Il 53,9% delle aziende dichiara di utilizzarla già operativamente, a livello aziendale o in specifici dipartimenti, mentre un ulteriore 15,8% si trova in fase di implementazione o sperimentazione pilota. Complessivamente, il 70% delle imprese sta investendo concretamente in questa tecnologia, e solo il 2,4% ammette di non avere alcun piano in merito.

L'AI generativa non è più un esperimento, ma un investimento continuo

La maturità nell'adozione varia considerevolmente. Il 42,9% delle imprese si colloca nella fase intermedia, utilizzando l'AI per ottimizzare compiti individuali come generazione di testi, sintesi e creazione di contenuti. Tuttavia, un terzo delle aziende ha raggiunto stadi più avanzati: il 16,9% integra già dati interni e ha costruito portali AI aziendali, mentre il 16,1% ha sviluppato modelli linguistici proprietari o assistenti AI dedicati. Settori ad alta specializzazione come telecomunicazioni, e-commerce e servizi professionali guidano questa evoluzione, con percentuali di maturità superiori al 40%.

Risultati concreti per sei aziende su dieci

Mentre il dibattito internazionale sul ritorno degli investimenti in AI generativa si accende – con il MIT che stima un tasso di fallimento del 95% nei progetti – le imprese sudcoreane mostrano risultati più incoraggianti. Il 58,3% degli intervistati valuta positivamente i risultati ottenuti, con il 41,4% che dichiara performance in linea con le aspettative e il 17% che le supera. Rimane comunque una quota significativa del 41,7% che esprime insoddisfazione.

Emerge una correlazione diretta tra soddisfazione per i risultati AI e incremento dei budget: tra le aziende che hanno ottenuto risultati eccellenti, il 71,4% ha aumentato gli stanziamenti IT per l'anno successivo, contro appena il 32% di quelle deluse. Settori come educazione e media registrano tassi di soddisfazione superiori al 75%, mentre telecomunicazioni e finanza, pur essendo tra i maggiori investitori, mostrano aspettative più critiche con solo il 30% circa di valutazioni pienamente positive.

I dipartimenti IT alla guida della rivoluzione AI

Contrariamente a quanto si potrebbe ipotizzare per una tecnologia inizialmente accessibile anche ai non specialisti, la responsabilità dell'implementazione AI ricade prevalentemente sulle strutture tecniche. Il 37,5% delle aziende affida al CIO e al dipartimento IT la guida dei progetti di intelligenza artificiale generativa, seguito dal CTO e dai team di ricerca e sviluppo con il 26%, e da centri AI specializzati con il 23,9%. Complessivamente, circa il 90% della responsabilità resta in capo a funzioni tecnologiche, con i dipartimenti operativi che giocano ancora un ruolo marginale.

Questa centralità comporta trasformazioni profonde nell'organizzazione IT. Il 46,5% dei dipartimenti sta rafforzando competenze in AI e data science, mentre il 45,2% estende l'automazione dei processi. Cambiamenti strutturali significativi includono la creazione di team dedicati all'AI (37,1%) e l'espansione del ruolo strategico dell'IT (31,5%). La transizione da service desk a partner strategico del business si manifesta nell'accresciuta responsabilità per la governance e il controllo qualità dell'AI, indicata dal 29,1% degli intervistati.

La sfida del talento: formazione interna come priorità

Per colmare il gap di competenze, le aziende sudcoreane adottano un approccio pragmatico incentrato sulla valorizzazione delle risorse esistenti. Il 62,6% punta sulla riqualificazione del personale interno, mentre il 41,8% istituisce programmi di formazione specialistica in AI. Anche l'ampliamento delle capacità dei non specialisti raccoglie il 34,8% delle preferenze, in linea con una strategia che privilegia la diffusione capillare delle competenze.

L'acquisizione di talenti esterni, pur presente con il 38,6% di nuove assunzioni specialistiche e il 31,5% di collaborazioni con società di consulenza, resta subordinata. La formula prevalente combina quindi "riqualificazione del personale + formazione di esperti interni + democratizzazione degli strumenti AI", riflettendo sia la scarsità di specialisti sul mercato sia la volontà di sviluppare competenze contestualizzate sulle specificità aziendali.

Fiducia condizionata nell'intelligenza artificiale

Nonostante problemi strutturali come allucinazioni, bias e generazione di informazioni errate, l'AI generativa sta conquistando credibilità operativa. Il 48,3% degli utenti la considera affidabile quanto il lavoro umano, e il 13% le attribuisce addirittura maggiore affidabilità. Tuttavia, il 38,6% mantiene riserve, considerandola uno strumento che richiede supervisione umana. Gli estremi – fiducia totale o sfiducia completa – sono marginali, rispettivamente allo 0,3% e 1,3%.

Un elemento promettente riguarda la correlazione tra maturità di utilizzo e fiducia: le aziende che hanno raggiunto stadi avanzati di integrazione, con collegamento ai dati aziendali e incorporazione nei flussi di lavoro, registrano circa il 55% di fiducia equivalente a quella umana, con minori percentuali di scetticismo. Questo suggerisce che l'affidabilità dell'AI migliora significativamente quando viene adattata al contesto specifico dell'organizzazione.

Le frizioni culturali nell'adozione

Al di là delle sfide tecniche, l'integrazione dell'AI generativa incontra ostacoli organizzativi significativi. Un terzo degli intervistati identifica nel divario tra aspettative manageriali e realtà operativa la principale difficoltà culturale. Questo scollamento, alimentato anche dall'eccessivo entusiasmo mediatico che ha caratterizzato il lancio di queste tecnologie, si aggrava quando si considera che il 19,8% lamenta carenze nelle competenze pratiche del personale operativo.

Altri elementi di frizione includono l'assenza di leadership chiara e definizione delle responsabilità (13,2%), oltre a criteri di valutazione delle performance poco trasparenti (11,1%). Significativamente, le percezioni variano secondo il livello gerarchico: i dirigenti tendono a enfatizzare le lacune di competenza del personale, mentre manager intermedi sottolineano maggiormente l'irrealismo delle aspettative superiori, rivelando tensioni comunicative interne alle organizzazioni.

Le sfide immutabili: risorse e competenze

Nonostante l'enfasi sull'intelligenza artificiale, le problematiche fondamentali dell'IT rimangono invariate. Il 43,3% degli intervistati indica i limiti di budget e investimento come principale ostacolo strategico per il 2026, seguito dalla carenza di talenti specializzati in AI e dati con il 40%. La terza criticità, con significative implicazioni, è l'incertezza nella misurazione dei risultati, che raccoglie consensi crescenti in un contesto dove la pressione FOMO (Fear of Missing Out) spinge investimenti talvolta poco ponderati.

Le strategie di risposta privilegiano approcci metodici: accelerazione della trasformazione digitale centrata sull'AI e rafforzamento delle competenze con rinnovamento culturale raccolgono entrambi il 45% circa delle preferenze. Particolarmente rilevante è l'attenzione al decision-making basato sui dati (25%) e all'allineamento tra IT e obiettivi di business (15,4%), segnali di una maturazione nell'approccio che sposta il focus da investimenti vistosi a progetti con ROI dimostrabile. Guardando al futuro prossimo, l'automazione dei processi basata su AI e l'intelligenza artificiale fisica applicata alla robotica emergono come le tecnologie destinate a espandersi maggiormente, quest'ultima con interesse trasversale ben oltre il settore manifatturiero.

Il quadro che emerge dall'indagine sudcoreana delinea un ecosistema aziendale in piena trasformazione, dove l'intelligenza artificiale generativa è passata da novità tecnologica a fattore competitivo essenziale. Le sfide rimangono sostanziali – risorse limitate, gap di competenze, necessità di dimostrare valore tangibile – ma la direzione appare definita con chiarezza. Per le imprese coreane, e probabilmente per quelle globali che ne seguiranno l'esempio, il 2026 rappresenterà l'anno in cui la capacità di implementare efficacemente l'AI determinerà sempre più nettamente il divario tra leader di mercato e inseguitori.

Fonte: cio.com

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