Xiaomi ha lanciato in Cina i nuovi 18 Pro e 18 Pro Max, portando sui suoi smartphone una funzione di privacy integrata nello schermo. L’idea richiama quella introdotta da Samsung sul Galaxy S26 Ultra, ma Xiaomi la applica in modo più mirato: l’utente può attivarla per una singola app e mantenerla operativa anche quando i contenuti di quell’app compaiono fuori dalla sua schermata principale. È una soluzione pensata per chi consulta informazioni personali o di lavoro in luoghi dove altri possono vedere il telefono.
I due modelli conservano anche i piccoli schermi posteriori della precedente generazione, collocati attorno alle fotocamere. Possono mostrare notifiche, aiutare a scattare selfie e ospitare giochi semplici. Il design resta quindi vicino a quello dei 17 Pro, mentre il cambiamento più sostanziale riguarda il display anteriore. La continuità dell’interfaccia posteriore accompagna una funzione che interviene su un gesto molto più frequente: aprire un’app o leggere un avviso mentre si è circondati da altre persone.
La protezione opera a livello hardware e segue i contenuti dell’app selezionata. Quando questa viene aperta, entra in funzione la modalità privacy; lo stesso accade per le sue notifiche, le finestre flottanti e le visualizzazioni in schermo diviso. Il resto del display non viene coinvolto. Per esempio, una finestra dell’app protetta può mantenere la schermatura anche mentre sul telefono resta visibile un’altra attività. È questa applicazione selettiva, estesa alle diverse forme in cui un’app appare sullo schermo, a distinguere la proposta di Xiaomi.
L’attivazione può inoltre dipendere dal luogo. Le regole basate sulla posizione permettono di accendere la protezione all’arrivo al lavoro e spegnerla quando si torna a casa; tra gli ambienti che il sistema può riconoscere figurano aeroporti e ascensori. Xiaomi prevede anche l’uso della fotocamera frontale per individuare sguardi indiscreti e suggerire l’attivazione della modalità. In un contesto aziendale, la combinazione di app e luogo consente di adattare la visibilità dei contenuti alle situazioni in cui il telefono viene usato.
Le dimensioni separano i due modelli: 6,4 pollici per il display del Pro e 6,9 pollici per quello del Pro Max. Cambia di conseguenza la batteria, rispettivamente da 7.000 e 8.500 mAh, con un contenuto di silicio del 32%. Xiaomi adotta inoltre due versioni del nuovo chip Qualcomm: Snapdragon 8 Gen 6 Elite sul Pro e variante Extreme sul Pro Max. Le differenze tra i processori sono contenute, mentre la scelta tra i telefoni passa soprattutto per formato e capacità della batteria.
Sul fronte fotografico, entrambi hanno una fotocamera principale da 200 megapixel con sensore di tipo 1/1,28 pollici: Light Fusion 960 sul Pro e 960L sul Pro Max. A questa si affianca un teleobiettivo, anch’esso da 200 megapixel e con focale da 75 mm, uguale sui due modelli. Utilizza il sensore Samsung HP5 di tipo 1/1,56 pollici e mette a fuoco da una distanza minima di 12 centimetri. Una fotocamera ultragrandangolare da 50 megapixel completa la dotazione.
I prezzi in Cina partono da 5.999 yuan, circa 900 dollari. I due telefoni si aggiungono al 18 Fold nella nuova gamma di punta di Xiaomi, presentata nella stessa settimana in cui anche Vivo e Oppo hanno annunciato i rispettivi X500 e Find X10. Xiaomi ha confermato un lancio internazionale entro l’anno per almeno uno dei modelli 18 Pro: la serie precedente, 17 Pro, non era arrivata sui mercati esteri. La distribuzione fuori dalla Cina porterà così la nuova gestione della privacy davanti a un pubblico più ampio.