Il mercato del codice generato dall'intelligenza artificiale sta attraversando una fase di consolidamento accelerata, trainata da acquisizioni miliardarie e valutazioni che sfidano ogni benchmark tradizionale del settore tech. SpaceX ha annunciato l'acquisizione di Cursor, startup specializzata in strumenti di codifica assistita da IA, per 60 miliardi di dollari, in un'operazione che ridisegna gli equilibri competitivi tra i grandi attori dell'intelligenza artificiale applicata allo sviluppo software.
Il fenomeno del cosiddetto "vibe coding" — termine con cui si indica la generazione di codice funzionante tramite istruzioni in linguaggio naturale — non è più una curiosità di nicchia. Sta erodendo il mercato del software tradizionale in modo sufficientemente concreto da aver già pesato sulle quotazioni azionarie di alcune multinazionali del settore, i cui investitori hanno iniziato a liquidare posizioni su titoli legacy nel timore che le aziende smettano di acquistare software preconfezionato, preferendo costruirsi applicazioni in autonomia.
L'ondata di M&A nel segmento è significativa per frequenza e dimensioni. A luglio, Cognition — startup fondata nel 2023 dagli ex programmatori competitivi Scott Wu, Steven Hao e Walden Yan — ha acquisito Windsurf dopo il fallimento di una trattativa da 3 miliardi di dollari con OpenAI. A giugno, la piattaforma di web design Wix ha comprato Base44, una startup di sei mesi con un solo fondatore, per 80 milioni di dollari. Cognition stessa vale oggi 26 miliardi di dollari post-money, dopo un round da oltre 1 miliardo di dollari in maggio, con il sostegno di Founders Fund, Khosla Ventures e altri fondi di venture capital di primo piano.
Tra i protagonisti di questo mercato, Lovable — startup svedese fondata da Anton Osika e Fabian Hedin, con sede a Stoccolma — ha raggiunto una valutazione di 6,6 miliardi di dollari in un round di dicembre guidato da CapitalG e Menlo Ventures. I dati operativi sono eloquenti: l'ARR (annual recurring revenue, il fatturato ricorrente annualizzato) è cresciuto del 30% in un solo mese, passando da 300 a 400 milioni di dollari. La società conta oggi 200.000 nuovi progetti creati ogni giorno sulla propria piattaforma e punta a più che raddoppiare l'organico entro fine anno, da 146 a 350 dipendenti.
Replit, fondata nel 2016 e posizionata come piattaforma all-in-one per generare, ospitare e distribuire applicazioni, ha raccolto a marzo un round Serie D da 400 milioni di dollari a una valutazione di 9 miliardi di dollari, guidato da Georgian Partners con la partecipazione di Andreessen Horowitz, Coatue e Accenture Ventures. A maggio, Visa ha annunciato un investimento — di ammontare non divulgato — nell'ambito di una partnership strategica con la società.
Emergent, nata dall'acceleratore Y Combinator nel 2024 e fondata dai gemelli Mukund e Madhav Jha, ha dichiarato a febbraio di aver raggiunto 6 milioni di utenti e 100 milioni di dollari di ARR in otto mesi. In gennaio ha chiuso un round Serie B da 70 milioni di dollari con Khosla Ventures e SoftBank Vision Fund 2. Poolside, con sede a San Francisco e cofondatore Jason Warner — ex responsabile tecnico di GitHub —, è invece in fase di raccolta di una Serie C con un impegno confermato di almeno 500 milioni di dollari da Nvidia, dopo aver chiuso una Serie B da 500 milioni nel 2024 guidata da Bain Capital.
StackBlitz, con il suo prodotto Bolt basato sui modelli di Anthropic, è passata dalla quasi-irrilevanza al mercato in pochi mesi: la piattaforma ha generato 1 milione di dollari di ARR nella prima settimana dal lancio nel 2024. A gennaio 2025, secondo Bloomberg, era in trattativa per raccogliere 83,5 milioni di dollari a una valutazione di 700 milioni di dollari. Kilo Code, fondata nel 2025 da Sid Sijbrandij — cofondatore ed ex CEO di GitLab — ha raccolto 8 milioni di dollari in un seed round guidato da Cota Capital.
La concentrazione di capitali in questo segmento solleva interrogativi strutturali che vanno oltre le singole valutazioni. Se il vibe coding abbassa davvero la barriera d'ingresso allo sviluppo software fino a renderla accessibile a chiunque, le implicazioni per il mercato del lavoro degli sviluppatori — e per i grandi vendor di software enterprise — potrebbero essere ben più profonde di quanto le quotazioni attuali lascino supporre. La domanda che il mercato non ha ancora risposto è se questi strumenti sostituiranno i programmatori professionisti o semplicemente moltiplicheranno la domanda di competenze tecniche, ridefinendo il perimetro del lavoro qualificato nel settore.