Il 56% delle organizzazioni non dispone ancora di una governance formale per l’intelligenza artificiale, mentre l’utilizzo di questi strumenti diventa sempre più comune nei dipartimenti legali. Il dato emerge da una ricerca di Paragon Legal condotta su oltre 150 professionisti legali e fotografa uno scarto crescente tra la velocità dell’adozione e la capacità delle imprese di stabilire regole, responsabilità e criteri di controllo.
Per i team legali interni la trasformazione presenta una doppia sfida. Da una parte devono integrare l’AI nelle proprie attività in modo efficace; dall’altra sono chiamati ad aiutare l’intera organizzazione a gestirne le implicazioni in materia di privacy e riservatezza, proprietà intellettuale, conformità normativa e governance. Il loro ruolo, quindi, non riguarda soltanto la scelta degli strumenti, ma anche la definizione dei confini entro i quali tali strumenti possono essere impiegati.
Per accompagnare questo passaggio, il 13 agosto 2026 Paragon Legal ha pubblicato AI for Legal, una guida all’adozione destinata ai dipartimenti legali aziendali. L’impostazione proposta parte dai processi, dalle responsabilità di governance e dagli obiettivi di business, anziché dai singoli fornitori o dalle tecnologie disponibili. Il principio è spostare l’attenzione dalla sperimentazione episodica a un’adozione intenzionale, collegata a esigenze operative definite.
Il percorso illustrato nella guida si articola in un framework in cinque fasi: analisi dei processi, preparazione dei dati, valutazione dei fornitori, implementazione e misurazione. La sequenza suggerisce che l’acquisto di una soluzione rappresenta soltanto una parte del lavoro. Prima occorre individuare i flussi realmente adatti all’automazione, verificare la disponibilità e la qualità dei dati e stabilire con quali parametri misurare i risultati ottenuti.
La valutazione dei vendor viene così inserita in un quadro più ampio, nel quale le scelte tecnologiche devono rispondere a obiettivi aziendali espliciti e a regole comprensibili. Paragon Legal sostiene che una governance solida non costituisca un ostacolo all’adozione: al contrario, può dare ai team legali la sicurezza necessaria per utilizzare l’AI più diffusamente, grazie a indicazioni chiare su dove e come la tecnologia possa generare valore.
La guida raccoglie anche le prospettive di responsabili legali provenienti da Ironclad, Intrinsic, Cargill ed ElevenLabs. Il confronto amplia l’analisi oltre i singoli casi d’uso e affronta sia le applicazioni specifiche per l’area legale sia l’evoluzione delle competenze professionali. Governance e adozione vengono presentate come elementi dello stesso processo, insieme alla capacità di collegare l’impiego dell’AI a risultati misurabili.
Un altro nodo riguarda il lato umano della preparazione all’AI. Se la tecnologia assorbe una quota maggiore delle attività di routine, i dipartimenti devono continuare a sviluppare il giudizio professionale e l’esperienza degli avvocati più giovani. L’efficienza operativa non elimina quindi la necessità di costruire competenze: richiede approcci intenzionali alla formazione, affinché l’automazione non riduca le occasioni attraverso cui i professionisti maturano capacità critiche e sensibilità giuridica.
Secondo Paragon Legal, l’AI può liberare tempo per le attività nelle quali il contributo umano conta maggiormente. La leadership non dipenderà necessariamente dalla rapidità con cui un’organizzazione introduce nuovi strumenti, ma dalla qualità con cui ne governa l’impiego. Il divario rilevato dalla ricerca indica che la prossima fase dell’adozione passerà da regole chiare, obiettivi definiti, sviluppo dei talenti e risultati misurabili.