Le imprese canadesi faticano a trovare persone capaci di trasformare gli esperimenti con l’intelligenza artificiale in sistemi realmente operativi. Venture for Canada propone di cercare una parte della risposta tra studenti universitari e neolaureati, inserendoli nelle piccole aziende per sviluppare progetti concreti. Il piano interviene su un divario evidente: soltanto il 12,5% delle imprese dichiara di utilizzare l’AI, nonostante la crescente presenza di questi strumenti nei processi e nei software aziendali.
Il ritardo nell’adozione si intreccia con una seconda difficoltà dell’economia canadese. La disoccupazione giovanile si attesta al 12,7%, in calo rispetto al picco registrato in primavera ma ancora superiore alla media pre-pandemia del 10,8%. Da un lato, quindi, molti giovani non riescono a trovare un lavoro significativo; dall’altro, le piccole imprese non dispongono delle competenze o del tempo necessari per individuare, sperimentare e introdurre soluzioni di intelligenza artificiale.
Il modello elaborato dall’organizzazione prevede incarichi di breve durata dedicati all’AI. Studenti e neolaureati entrerebbero nelle aziende per capire dove la tecnologia possa essere applicata, valutare gli strumenti disponibili e realizzare una prima soluzione funzionante. Secondo Steven Wang, amministratore delegato di Venture for Canada, questo approccio può rafforzare l’alfabetizzazione AI nelle prime fasi della carriera e, contemporaneamente, accelerare un’adozione responsabile nella base produttiva canadese. Le piccole imprese rappresentano infatti circa il 98% delle aziende canadesi con dipendenti.
La proposta non punta a costruire un nuovo apparato amministrativo. I progetti verrebbero integrati nei programmi già esistenti, come percorsi co-op, tirocini e inserimenti sostenuti dallo Student Work Placement Program federale, attraverso il quale Venture for Canada gestisce già opportunità professionali. Anche il finanziamento seguirebbe questa impostazione: il modello dovrebbe funzionare all’interno delle misure disponibili, senza richiedere un flusso di risorse separato.
Il progetto arriva a quasi sei settimane dal lancio di AI for All, la strategia nazionale con cui Ottawa si è impegnata a sostenere 90.000 posti di lavoro e opportunità formative collegate all’intelligenza artificiale per i giovani canadesi. Il piano federale indica esplicitamente l’adozione da parte delle PMI come una priorità. La proposta di Venture for Canada traduce quell’obiettivo in un meccanismo operativo: utilizzare incarichi già previsti per portare capacità di sperimentazione direttamente nelle aziende.
Un ulteriore segnale del divario emerge dall’AI Vision Report di BDO Canada. Il 27% dei leader aziendali canadesi si aspetta che l’AI produca un impatto minimo sulle proprie organizzazioni nei prossimi quattro anni. BDO Canada interpreta il dato come un possibile problema di visibilità: l’intelligenza artificiale potrebbe essere incorporata nei software aziendali anche quando i dirigenti non ne osservano direttamente l’introduzione. Per le imprese meno strutturate, questa distanza può rendere ancora più difficile distinguere tra sperimentazioni occasionali e applicazioni capaci di incidere sul lavoro quotidiano.
L’obiettivo dichiarato da Wang non si limita all’aumento della produttività. Il modello dovrebbe aiutare la nuova generazione a sviluppare competenze pratiche e capacità di giudizio professionale, necessarie per utilizzare l’AI responsabilmente e rafforzare la fiducia nella sua applicazione. Se l’impostazione funzionasse, i giovani concluderebbero gli incarichi con una reale esperienza di implementazione, proprio la competenza che le aziende oggi faticano a reperire. Il ritardo tecnologico delle PMI e la difficoltà occupazionale giovanile diventerebbero così due problemi affrontati attraverso lo stesso percorso di formazione sul campo.