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Una falla al Pentagono espone i dati di quasi 3 milioni di persone

Accessi non autorizzati al database del personale della Difesa Usa hanno coinvolto 2,76 milioni di persone in vita e 294 mila decedute. Esposti anche numeri di previdenza sociale.

30 set 2026 3 min lettura A cura di Redazione
Una falla al Pentagono espone i dati di quasi 3 milioni di persone
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Una violazione del sistema informativo del Defense Manpower Data Center, il centro dati del personale del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, ha esposto informazioni relative a 2,76 milioni di persone in vita e a circa 294 mila persone decedute. Gli accessi non autorizzati si sono verificati tra ottobre 2025 e luglio 2026. I dati coinvolti comprendono informazioni personali e professionali di militari e dipendenti civili: un insieme di registrazioni che rende l’incidente delicato sia per la privacy delle persone sia per la gestione del personale della Difesa.

Tra le informazioni esposte figurano i numeri di previdenza sociale statunitensi e dettagli sugli incarichi lavorativi. La combinazione dei due tipi di dato amplia le possibili conseguenze per gli interessati. Il numero di previdenza sociale è un identificativo personale che può restare valido per tutta la vita; le informazioni sull’impiego aggiungono contesto sull’identità e sul ruolo della persona. Nel caso di personale militare e civile, i dati professionali possono anche indicare chi ricopre determinate funzioni all’interno dell’organizzazione.

Il DMDC è il database centrale del personale del Pentagono e custodisce oltre 60 milioni di registrazioni. Il suo perimetro comprende militari in servizio attivo e riservisti, dipendenti civili, appaltatori, pensionati, veterani e familiari dei militari. Si tratta quindi di un archivio usato per gestire categorie molto diverse di persone legate alla Difesa. La quantità di record conservati spiega perché un accesso improprio al sistema possa coinvolgere gruppi distinti, anche quando la violazione riguarda solo una parte dei dati presenti.

L’accesso non autorizzato ha coinvolto dati di 2,76 milioni di persone in vita.

Un funzionario della Difesa statunitense ha dichiarato che un piccolo numero di utenti non autorizzati ha avuto accesso a informazioni personali identificabili. Dopo la scoperta dell’incidente, il centro ha corretto immediatamente la vulnerabilità. Le autorità non hanno rilevato finora prove di uso improprio dei dati compromessi e non hanno indicato né i responsabili dell’accesso né come sia stata individuata la falla. La correzione blocca l’ulteriore esposizione attraverso quel punto debole, mentre le informazioni già raggiunte dagli utenti non autorizzati richiedono un’attenzione distinta.

Nel database del personale, identità e incarichi professionali possono comparire nella stessa registrazione.

La presenza di dettagli sugli incarichi introduce una dimensione ulteriore rispetto alla compromissione di un archivio anagrafico. Se una registrazione collega un’identità a una posizione sensibile, l’informazione può esporre aspetti dell’organizzazione del personale connessi alla sicurezza nazionale. Il rischio dipende dai dati effettivamente consultati o eventualmente sottratti, ma la struttura dell’archivio rende chiaro il problema: una stessa registrazione può contenere elementi utili a identificare una persona e a collocarla nel suo contesto professionale.

Per le persone coinvolte, la conseguenza più duratura riguarda la natura delle informazioni esposte. Una vulnerabilità informatica può essere riparata; un numero di previdenza sociale o una storia lavorativa già divulgati non possono essere sostituiti con la stessa facilità. Militari, civili e altri soggetti presenti nell’archivio potrebbero quindi dover prestare attenzione a tentativi di abuso dei propri dati anche dopo la chiusura tecnica dell’incidente. Il caso mostra quanto la protezione dei grandi archivi del personale dipenda sia dalla sicurezza dei sistemi sia dalla gestione delle conseguenze per chi vi è registrato.

La falla è stata corretta, ma i dati personali esposti restano sensibili.

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