Tecnologia Govsatcom è l'alternativa UE per telecomunicazioni sicure
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06/02/2026

L'UE lancia Govsatcom e avanza con IRIS² per l'autonomia nelle comunicazioni satellitari. L'Italia riceverà 14,9 miliardi per la difesa dal programma SAFE.

Govsatcom è l'alternativa UE per telecomunicazioni sicure

L'Europa accelera sulla sovranità tecnologica nel settore della difesa e delle telecomunicazioni satellitari. Andrius Kubilius, Commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, ha annunciato durante la European Space Conference l'avvio operativo di Govsatcom e progressi significativi sulla costellazione IRIS², segnando un cambio di passo nella strategia di autonomia digitale del continente. Parallelamente, nell'ambito del programma SAFE, l'Italia si prepara a ricevere 14,9 miliardi di euro in prestiti per investimenti nella capacità difensiva.

La mossa si inserisce in un contesto geopolitico sempre più teso, dove il controllo delle infrastrutture critali diventa elemento determinante per la sicurezza nazionale. La dipendenza europea da tecnologie extra-continentali, soprattutto nel settore delle comunicazioni satellitari, ha rappresentato per anni una vulnerabilità strategica che Bruxelles intende colmare attraverso investimenti massicci e partnership pubblico-private.

Govsatcom rappresenta il primo tassello di questa strategia. Il sistema garantisce a tutti gli Stati membri accesso a comunicazioni satellitari sicure, criptate e, aspetto cruciale, costruite e gestite interamente in Europa. La piattaforma è destinata principalmente a utilizzi governativi e militari, settori dove la garanzia di sovranità nelle comunicazioni risulta imprescindibile. Kubilius ha evidenziato che entro il 2027 è previsto un ampliamento della capacità attraverso l'acquisto di banda da partner commerciali, con l'obiettivo di estendere la copertura a livello globale mantenendo elevati standard di sicurezza.

Le frequenze militari in banda Ka di IRIS² sono state portate in servizio, consentendo l'erogazione di servizi governativi

Il progetto IRIS², acronimo di Infrastructure for Resilience, Interconnectivity and Security by Satellite, procede parallelamente con risultati concreti. L'attivazione delle frequenze militari in banda Ka costituisce un passaggio tecnico fondamentale per l'operatività della costellazione. La struttura prevede almeno 300 satelliti in orbita terrestre bassa e ulteriori unità in orbita media, una configurazione che ottimizza il rapporto tra copertura e numero di satelliti necessari. Il modello adottato si basa su partenariato pubblico-privato, sfruttando anche asset satellitari esistenti di operatori commerciali europei.

L'ambizione dichiarata è fornire servizi iniziali entro il 2029, una timeline che Kubilius ha definito raggiungibile chiedendo però ai partner di accelerare ulteriormente. La strategia prevede una duplice funzionalità: da un lato servizi governativi ad alta sicurezza, dall'altro offerte commerciali di fascia premium. Questa doppia natura solleva interrogativi sulla sostenibilità economica del progetto e sulla capacità dell'industria europea di competere con operatori consolidati come Starlink di SpaceX, che vanta già migliaia di satelliti operativi e una penetrazione commerciale globale.

Sul fronte finanziario, il programma SAFE mobilita risorse ingenti. La Commissione ha approvato piani nazionali per otto paesi, con prestiti complessivi per 74 miliardi di euro sui 150 disponibili. All'Italia spettano 14,9 miliardi, la quota maggiore, riflettendo sia le dimensioni dell'economia nazionale sia probabilmente carenze accumulate negli investimenti difensivi degli ultimi decenni. Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia e Finlandia completano questo primo gruppo di beneficiari.

Il programma andrà a sostenere anche appalti strategici di singoli Stati membri, garantendo che l'industria della Difesa europea possa fornire l'equipaggiamento necessario quando è più necessario

I finanziamenti privilegiano appalti comuni tra Stati membri, coinvolgendo anche Ucraina e paesi dello Spazio Economico Europeo. Tuttavia, riconoscendo la frammentazione dell'industria difensiva continentale, SAFE prevede anche sostegno ad appalti nazionali strategici. Questa flessibilità risponde a esigenze concrete ma rischia di perpetuare proprio quella frammentazione che Bruxelles vorrebbe superare, con il paradosso di finanziare contemporaneamente integrazione e dispersione delle capacità produttive.

La questione della valutazione finale dei progetti resta aperta. I livelli di finanziamento sono stati fissati provvisoriamente a settembre secondo criteri di solidarietà e trasparenza, ma mancano ancora indicatori precisi di efficacia. Come verranno misurati i risultati di questi investimenti miliardari? Quali meccanismi garantiranno che i prestiti si traducano effettivamente in capacità operative e non alimentino semplicemente i bilanci dei grandi contractor difensivi europei?

Questo significa che tutti gli Stati membri possono ora avere accesso a comunicazioni satellitari sovrane, militari e governative

La retorica della sovranità tecnologica europea, per quanto strategicamente condivisibile, deve confrontarsi con ritardi accumulati e con competitor che operano già su scala globale. Starlink conta oltre 6.000 satelliti operativi, mentre IRIS² punta a 300 entro la fine del decennio. Il divario tecnologico e temporale solleva interrogativi sulla reale competitività delle soluzioni europee, soprattutto nel segmento commerciale dove margini ristretti e dinamiche di mercato mature rendono difficile l'ingresso di nuovi attori, anche se sostenuti da fondi pubblici. Resta da verificare se questa nuova stagione di investimenti riuscirà a colmare il gap o si tradurrà nell'ennesimo capitolo di aspirazioni non pienamente realizzate.

Fonte: key4biz.it

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