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Uber e Pony.ai puntano a 2.000 robotaxi in Europa

Uber e Pony.ai ampliano la partnership con un piano da 2.000 robotaxi in quattro città europee, affidandosi a operatori locali per la gestione.

14 ago 2026 3 min lettura A cura di Redazione
Uber e Pony.ai puntano a 2.000 robotaxi in Europa
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Uber e Pony.ai preparano un’espansione significativa nel trasporto autonomo europeo. Le due aziende intendono portare 2.000 robotaxi in Europa attraverso un accordo che amplia la collaborazione già avviata in altri mercati. Il progetto punta a combinare le tecnologie di guida autonoma sviluppate dal produttore cinese con la capacità di distribuzione e accesso agli utenti della piattaforma globale di ride-hailing.

Il piano riguarda quattro città europee, che non sono state ancora identificate. Per Uber, l’intesa si inserisce in una strategia costruita attraverso accordi con oltre 30 aziende attive nei veicoli autonomi. La società cerca così di ritagliarsi una posizione nel nascente mercato dei robotaxi senza concentrare lo sviluppo tecnologico su un unico fornitore, integrando nella propria rete operatori e sistemi differenti.

Pony.ai arriva al progetto europeo dopo aver lanciato i propri servizi in quattro città cinesi. Parallelamente, l’azienda con sede a Guangzhou ha stretto collaborazioni con autorità locali dei trasporti per favorire l’ingresso dei suoi robotaxi in Paesi europei e mediorientali. Tra i mercati considerati figura anche il Qatar, a conferma di una strategia di espansione che passa attraverso accordi territoriali e partner operativi.

Uber e Pony.ai preparano 2.000 robotaxi per quattro città europee

Le società non hanno indicato una tempistica per la messa in servizio dei 2.000 veicoli e non hanno specificato dove partiranno le operazioni. I dettagli saranno comunicati progressivamente. L’ampliamento dell’accordo definisce però con maggiore chiarezza la struttura industriale del progetto e offre al modello congiunto di Pony.ai un percorso più diretto verso una diffusione commerciale su larga scala.

La ripartizione dei compiti assegna a Pony.ai la fornitura della tecnologia di guida autonoma, mentre Uber metterà a disposizione la propria piattaforma di ride-hailing. È una configurazione che separa lo sviluppo del sistema autonomo dalla distribuzione del servizio: ciascuna azienda presidia così la componente più vicina alle proprie competenze, lasciando spazio a ulteriori soggetti per le attività operative sul territorio.

La tecnologia sarà di Pony.ai, la piattaforma di ride-hailing sarà di Uber

La gestione della flotta, comprendente manutenzione, pulizia e ricarica dei veicoli, potrà infatti essere affidata a operatori locali. Anche la proprietà dei robotaxi potrà cambiare in base al mercato, con partner differenti chiamati a possedere i mezzi. La struttura rende il progetto adattabile alle condizioni delle singole città e distribuisce tra più attori investimenti, gestione quotidiana e responsabilità operative.

La collaborazione tra le due aziende era iniziata nel maggio 2025 con un focus sul Medio Oriente. Successivamente Uber e Pony.ai hanno rivolto l’attenzione all’Europa, annunciando insieme alla società locale Verne il progetto per un servizio commerciale di robotaxi a Zagabria, in Croazia. Il nuovo piano estende quindi l’orizzonte da una singola iniziativa cittadina a una distribuzione prevista su quattro centri europei.

Gestione e proprietà delle flotte potranno cambiare da mercato a mercato

Restano aperte le questioni decisive relative alle città coinvolte e al calendario dei lanci. Il disegno operativo è però definito: Pony.ai fornirà il sistema autonomo, Uber collegherà i veicoli alla domanda di trasporto e i partner territoriali potranno occuparsi delle flotte. La scala commerciale dipenderà ora dalla capacità di trasformare questa architettura in servizi effettivamente disponibili nei diversi mercati europei.

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