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Tundr raccoglie 11,6 milioni per il welfare aziendale

La fintech Tundr chiude una Serie A da 11,6 milioni di euro per ampliare la propria tecnologia e rendere più accessibili i benefit aziendali.

21 set 2026 3 min lettura A cura di Redazione
Tundr raccoglie 11,6 milioni per il welfare aziendale
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Tundr ha chiuso un round di 11,6 milioni di euro, aprendo una nuova fase di crescita e consolidamento nel welfare aziendale. L’operazione, strutturata come Serie A, segue il round seed concluso nell’aprile 2025 e fornisce alla fintech nuove risorse per ampliare il proprio modello, rivolgendosi sia alle imprese sia agli operatori che distribuiscono servizi e benefit ai lavoratori.

La raccolta arriva dopo un triennio nel quale la società dichiara di essere cresciuta a ritmi del 200% annuo. Tundr gestisce oggi i benefit di duemila aziende, raggiungendo oltre 100 mila dipendenti. La nuova dotazione finanziaria dovrà permettere alla piattaforma di servire una platea più ampia, trasformando la tecnologia sviluppata internamente in uno strumento utilizzabile anche da altri soggetti dell’ecosistema.

Il progetto non punta infatti soltanto all’acquisizione diretta di nuovi clienti. Fornitori di servizi di welfare aziendale, banche, agenzie per il lavoro, compagnie assicurative, consulenti del lavoro e società di payroll potranno integrare la tecnologia di Tundr nelle rispettive offerte. L’obiettivo dichiarato è contribuire alla diffusione dei benefit anche nelle realtà che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso a questi strumenti, facendo della piattaforma uno standard digitale condiviso tra imprese, intermediari e dipendenti.

Tundr punta a diventare l’abilitatore fintech del welfare aziendale

Giorgio Seveso, amministratore delegato e fondatore della società, descrive il welfare aziendale come un mercato in crescita a doppia cifra, ma ancora privo di uno standard digitale consolidato. È in questo spazio che Tundr intende rafforzare il proprio posizionamento, scalando il modello per clienti e partner. Seveso ha inoltre anticipato novità di prodotto per l’autunno, con l’ambizione di rendere la fintech sia un punto di riferimento per le imprese sia un abilitatore tecnologico per l’intero settore dei benefit.

Nel capitale entra CDP Venture Capital attraverso il comparto Servicetech del fondo Corporate Partners I. Confermano invece il proprio sostegno 360 Capital e Azimut, già presenti nel precedente seed. All’operazione partecipano anche Kairos Partners, Crédit Agricole Italia e Sella Direct Ventures, insieme a un gruppo di imprenditori provenienti dalla tecnologia e dalla finanza: Alessandro Fracassi del Gruppo MOL, Claudio Erba di Docebo, Enrico Mattiazzi di Fiscozen e Paolo Basilico di Samhita Investments.

La piattaforma gestisce i benefit di oltre 100 mila dipendenti

Laura Scaramella, responsabile del comparto Servicetech di Corporate Partners I, vede in Tundr un operatore sistemico capace di lavorare con interlocutori molto diversi, dalle piccole imprese fino ai gruppi quotati. L’aumento di capitale coincide anche con un cambiamento nella governance: Carlo Enrico, già investitore e consigliere dal round precedente, assume la presidenza del consiglio di amministrazione. Il suo compito sarà accompagnare l’evoluzione della struttura aziendale mantenendo l’agilità sviluppata dalla società nei primi anni.

Il mercato cresce a doppia cifra, ma manca ancora uno standard digitale

Enrico porta nel nuovo incarico esperienze maturate in Goldman Sachs, Mastercard, Banco di Sicilia e BancoPosta, oltre alla presenza nei consigli di amministrazione delle fintech Pomelo e Verestro. Il presidente ha evidenziato la composizione della compagine societaria, che riunisce fondi di venture capital, operatori istituzionali e imprenditori impegnati attivamente nel progetto. Per Tundr, questa rete di competenze finanziarie e industriali diventa parte della strategia con cui estendere la piattaforma e contribuire al funzionamento del mercato del lavoro e del sistema Paese.

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