La contea di Dinwiddie, in Virginia, sta esaminando la proposta presentata da Tract per realizzare l’Haven Oak Tech Park, un progetto destinato allo sviluppo di data center. Una porzione della proprietà ricade però all’interno del White Oak Road Battlefield, dove sono ancora presenti opere in terra risalenti alla Guerra civile. Il possibile insediamento tecnologico ha quindi aperto un confronto sulla compatibilità tra nuove infrastrutture digitali e tutela di un patrimonio storico conservato anche su terreni privati.
Le trincee attraversano diverse aree del campo di battaglia, compresa una zona protetta gestita dall’American Battlefield Trust, e proseguono sul lato opposto della strada, proprio nella proprietà considerata per il progetto. Lo storico e conservazionista Zachary Pittard le identifica come trinceramenti confederati, testimonianze materiali della campagna per Petersburg e Richmond. Quella fase del conflitto, ha spiegato, fu segnata da continui spostamenti, marce, combattimenti e dalla costruzione sistematica di fortificazioni.
Nei documenti depositati presso la contea, Tract afferma di riconoscere il valore di queste risorse culturali. Qualora il progetto fosse approvato, la società propone fasce di rispetto di 100 piedi attorno alle opere in terra. Sono previste alcune eccezioni limitate per interventi collegati a una strada forestale già esistente e per eventuali attraversamenti dei servizi. Un’altra sezione del sito, associata ai movimenti delle truppe durante la Guerra civile, verrebbe invece lasciata intatta.
Le misure annunciate non esauriscono l’iter di tutela. In base alla domanda, la società dovrà collaborare con il Virginia Department of Historic Resources. La portavoce della contea, Marie Grant, ha precisato che gli aspetti riguardanti il campo di battaglia saranno valutati attraverso il normale processo di pianificazione territoriale, nel rispetto delle leggi, dei regolamenti e degli standard professionali applicabili. La contea riconosce il valore del proprio patrimonio storico e la rilevanza nazionale delle risorse legate alla Guerra civile presenti nell’area.
Tra i residenti resta tuttavia forte lo scetticismo. Jonathan Dundalow, che vive a Dinwiddie, ritiene insufficienti le distanze proposte e osserva che 100 piedi equivalgono a circa 33 yard, meno della lunghezza di un campo da football. A suo giudizio, intervenire in prossimità delle fortificazioni danneggerebbe l’immagine della società e rappresenterebbe una scelta poco rispettosa verso i veterani e la storia nazionale. Intanto, un gruppo crescente di abitanti espone cartelli No Data Center in diverse zone della contea.
La conservazione del campo di battaglia non è l’unico elemento contestato. I residenti chiedono chiarimenti anche sui possibili effetti dei data center su salute e ambiente, oltre che sulle conseguenze non ancora conosciute. Dundalow ha contrapposto la disponibilità dei dati alla necessità di proteggere risorse essenziali come acqua e aria, considerate dagli oppositori potenzialmente esposte agli effetti futuri dello sviluppo. Le preoccupazioni ampliano così il confronto oltre il perimetro archeologico, portandolo sulle condizioni complessive richieste per ospitare una grande infrastruttura tecnologica.
La proposta si trova ancora nelle fasi iniziali e non costituisce una decisione definitiva. La domanda è al vaglio del Planning Department e, dopo l’esame tecnico, dovrà arrivare davanti agli amministratori eletti di Dinwiddie. Sarà il processo di uso del suolo a verificare se le misure indicate da Tract siano sufficienti per conciliare lo sviluppo del sito con la protezione delle fortificazioni. Gli abitanti contrari al progetto confidano che le autorità tengano conto delle obiezioni prima di esprimersi sul futuro dell’area.