Tecnologia

Tiangong Ultra batte Bolt nei 100 metri in 9,39 secondi

Ai World Humanoid Robot Games di Pechino, Tiangong Ultra corre i 100 metri in 9,39 secondi. I robot avanzano, ma per fermarsi usano barriere imbottite.

24 ago 2026 3 min lettura A cura di Redazione
Tiangong Ultra batte Bolt nei 100 metri in 9,39 secondi
Condividi

Il primato di Usain Bolt sui 100 metri è stato superato, almeno sul piano del cronometro, da un robot umanoide. In una batteria preliminare dei World Humanoid Robot Games di Pechino, Tiangong Ultra ha coperto la distanza in 9,39 secondi, scendendo sotto i 9,58 secondi registrati dal velocista giamaicano nel 2009. Alle sue spalle si è classificato Lightning, sviluppato da Honor, con un tempo di 9,47 secondi.

Tiangong Ultra è stato realizzato dal Beijing Humanoid Robot Innovation Center e la sua prestazione rappresenta uno dei risultati più vistosi della manifestazione. Il confronto con Bolt offre un riferimento immediato, ma non trasforma la prova in una sfida sportiva equivalente: i robot gareggiano in condizioni proprie e, soprattutto, non sembrano ancora capaci di arrestarsi in modo controllato dopo aver attraversato il traguardo.

Le immagini delle gare mostrano infatti le macchine lanciarsi contro pareti imbottite, necessarie per assorbirne la corsa. In alcuni casi i robot, o i pezzi rimasti dopo l’impatto, vengono raccolti e trasportati via su una barella. La velocità raggiunta convive quindi con un limite tecnico evidente: accelerazione e coordinamento della corsa sono progrediti fino a produrre tempi eccezionali, mentre la fase di decelerazione resta affidata a una soluzione esterna e decisamente poco elegante.

Tiangong Ultra corre i 100 metri in 9,39 secondi

La manifestazione cinese funziona come una sorta di Olimpiade annuale della robotica bipede, costruita per mettere in mostra i progressi dei sistemi umanoidi. Lanciata nel 2025, l’edizione successiva riunisce 2.056 robot provenienti da 16 Paesi. Il programma non si limita alla velocità: comprende gare di salto, calcio, boxe e altre discipline che sottopongono le macchine a movimenti, contatti e cambi di equilibrio differenti.

Tiangong Ultra ha ottenuto un risultato notevole anche sulla distanza più lunga, completando i 400 metri in 38,16 secondi. Il tempo è inferiore ai 43,03 secondi con cui Wayde van Niekerk stabilì nel 2016 il record mondiale umano della specialità. La combinazione delle due prestazioni mostra che il robot non è stato progettato soltanto per un’accelerazione breve: è riuscito a mantenere un’andatura molto elevata anche lungo un giro completo di pista.

La velocità da record termina ancora contro una parete imbottita

Il modo in cui questi modelli corrono restituisce però un quadro meno lineare di quello suggerito dai record. I movimenti necessari per raggiungere simili velocità appaiono insoliti, insieme divertenti e inquietanti, lontani dalla fluidità di un atleta. Per la robotica umanoide, il dato cronometrico misura una capacità precisa, ma non certifica da solo controllo complessivo, robustezza o affidabilità operativa. Sono qualità che, fuori da una pista protetta, diventano centrali per qualsiasi possibile impiego della tecnologia.

Correre rapidamente e fermarsi in sicurezza restano due traguardi distinti

Per imprese e sviluppatori, queste competizioni offrono così una vetrina concreta dei progressi raggiunti e dei problemi ancora aperti. Tiangong Ultra e Lightning dimostrano che le piattaforme bipedi possono ormai muoversi a velocità superiori ai migliori riferimenti umani. Le collisioni contro le protezioni ricordano però che correre rapidamente e gestire in sicurezza l’intero movimento sono traguardi distinti. Il prossimo salto non si misurerà soltanto in centesimi di secondo, ma nella capacità di fermarsi senza distruggere la macchina.

Articoli Correlati