Tecnologia Tesco lascia VMware e migra 40.000 workload
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18/06/2026

Tesco avvia l’uscita da VMware spostando 40.000 workload server, mentre prosegue lo scontro legale con Broadcom su licenze e supporto.

Tesco lascia VMware e migra 40.000 workload

Tesco sta spostando 40.000 workload server fuori dall’ambiente VMware, una migrazione di grande scala che nasce nel pieno di una disputa legale con Broadcom. Negli atti depositati nel Regno Unito, il gruppo retail britannico sostiene di essere stato costretto a cercare alternative dopo quella che definisce una condotta abusiva da parte del nuovo proprietario di VMware.

Il caso ruota attorno a un contratto siglato nel gennaio 2021, quando Tesco aveva acquistato licenze perpetue per vSphere Foundation e Cloud Foundation, una sottoscrizione a VMware Tanzu e servizi di supporto fino al 2026, con opzione di estensione per altri quattro anni. Dopo l’acquisizione di VMware da parte di Broadcom nel novembre 2023, Tesco sostiene che quell’accordo non sia stato onorato.

Secondo la ricostruzione contenuta negli atti, Broadcom avrebbe chiesto prezzi “eccessivi e gonfiati” per software di virtualizzazione già pagato e avrebbe impedito l’acquisto del solo supporto per le licenze perpetue senza imporre nuove licenze in abbonamento per gli stessi prodotti. Per un’azienda delle dimensioni di Tesco, che ha dichiarato 73,7 miliardi di sterline di ricavi nell’esercizio fiscale 2026, la virtualizzazione non è una componente accessoria, ma un’infrastruttura critica per la continuità operativa.

Tesco punta a lasciare VMware, ma la migrazione durerà anni.

La frattura si è aggravata quando, a gennaio, Broadcom avrebbe interrotto il supporto ai prodotti VMware usati da Tesco. Da allora il gruppo ha dichiarato di pagare assistenza di terze parti. Negli atti iniziali, Tesco ha inoltre sostenuto che Broadcom si fosse rifiutata di aggiornare il software o di fornire tutti gli aggiornamenti di sicurezza ai clienti privi di sottoscrizione.

La migrazione, però, non è un semplice cambio di fornitore. Tesco afferma di dover sostenere costi rilevanti per acquistare soluzioni alternative con funzionalità ridotte e per trasferire i sistemi in tempi che creano rischi operativi e commerciali significativi. Anche procedendo a “ritmo eccezionale”, l’uscita completa da VMware non arriverebbe prima della fine del 2027.

Il passaggio presenta anche problemi tecnici specifici. Tesco ha indicato criticità legate alla sicurezza dei dati, perché il nuovo software di virtualizzazione, non nominato negli atti, non sarebbe compatibile con i prodotti Veeam e Zerto già utilizzati dall’azienda. È un dettaglio importante: nelle grandi organizzazioni, la virtualizzazione è spesso intrecciata con backup, replica, disaster recovery e processi di sicurezza, rendendo complesso isolare un singolo componente dell’architettura.

La virtualizzazione resta un nodo critico per continuità, sicurezza e costi.

Sul piano economico, Tesco aveva inizialmente chiesto almeno 100 milioni di sterline di danni ciascuno a Broadcom, VMware e al rivenditore Computacenter, oltre agli interessi. In documenti più recenti, l’azienda ha dichiarato di aver rifiutato almeno quattro offerte di Broadcom per continuare a usare tecnologia VMware e mainframe Broadcom. Una proposta da 23,5 milioni di dollari per un anno di VMware Cloud Foundation 9.0, software mainframe e supporto sarebbe stata giudicata da Tesco molto superiore a quanto riteneva dovuto.

In particolare, Tesco sostiene che l’offerta fosse circa il 175% più cara per VMware e rappresentasse un aumento del 350% per le soluzioni mainframe. Broadcom, nella propria difesa modificata, ha negato che l’aumento fosse ingiusto e ha contestato la richiesta di danni legata alla difficoltà di Tesco nel trovare alternative prima della scadenza del supporto, sostenendo che l’azienda abbia poi individuato prodotti sostitutivi.

Il caso mostra il peso strategico delle dipendenze infrastrutturali.

La causa dovrebbe arrivare davanti alla corte tra il 1 novembre 2027 e il 25 febbraio 2028, con la possibilità di un successivo processo. Al di là dell’esito giudiziario, il caso fotografa un tema più ampio per le imprese: la dipendenza da piattaforme di virtualizzazione mature può trasformarsi in un vincolo strategico quando cambiano proprietà, modello commerciale e condizioni di supporto. Per i concorrenti come Hewlett Packard Enterprise e Nutanix, lo scontento dei clienti VMware apre spazio commerciale; per Broadcom, resta invece centrale la scelta di puntare sulle grandi imprese e su un modello che, almeno finora, rivendica come finanziariamente efficace.

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