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TerraFirma raccoglie 115 milioni e automatizza i cantieri

TerraFirma ottiene 115 milioni di dollari per sviluppare una piattaforma che consente di controllare e automatizzare da remoto i mezzi da cantiere.

15 lug 2026 3 min lettura A cura di Redazione
TerraFirma raccoglie 115 milioni e automatizza i cantieri
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TerraFirma ha raccolto 115 milioni di dollari per accelerare lo sviluppo della propria piattaforma dedicata al controllo remoto e all’automazione dei macchinari pesanti nei cantieri. La parte principale dei capitali arriva da un round Serie A da 100 milioni guidato da Kleiner Perkins, un’operazione che porta risorse consistenti in un settore nel quale software, robotica e mezzi tradizionali stanno iniziando a convergere.

Al finanziamento hanno partecipato anche Bain Capital, Definition e più di una mezza dozzina di altri investitori istituzionali. La compagine include inoltre dipendenti di alcune grandi società tecnologiche, tra cui SpaceX. Fondata nel 2024 dagli ex ingegneri di SpaceX Noah Schochet e Noah McGuinness, TerraFirma punta a trasferire nei cantieri un approccio che combina controllo dei veicoli, automazione operativa e raccolta di dati sul campo.

La piattaforma permette alle squadre di manovrare a distanza escavatori, pale caricatrici e altri veicoli attraverso joystick. Eliminando la necessità di restare nella cabina, l’azienda sostiene di poter aumentare la sicurezza e migliorare sensibilmente la produttività. Il sistema non si limita alla teleoperazione dei mezzi: il software consente di creare flussi di lavoro autonomi per affidare alle macchine attività ripetitive, riducendo il coordinamento manuale richiesto agli operatori.

TerraFirma porta teleoperazione e flussi autonomi nei cantieri tradizionali

Una parte della proposta riguarda le fasi precedenti all’apertura del cantiere. Elaborare il preventivo di un progetto edilizio richiede di considerare l’altitudine del sito, la tipologia dell’edificio e la quantità di terreno da aggiungere o rimuovere, un processo che in alcuni casi può durare settimane. TerraFirma afferma che il proprio software può velocizzare la stima dei costi e aiutare le società di ingegneria a pianificare ogni passaggio delle lavorazioni.

I piani possono quindi essere verificati attraverso uno strumento di simulazione integrato, progettato per individuare inefficienze prima dell’esecuzione. Quando i lavori iniziano, un algoritmo di evitamento degli ostacoli interviene per impedire collisioni tra i veicoli controllati da remoto. Secondo l’azienda, questa architettura permette di gestire più macchinari all’interno dello stesso cantiere, collegando pianificazione digitale e attività fisiche in un unico ambiente operativo.

La simulazione collega la pianificazione digitale alle attività dei mezzi pesanti

Le funzioni autonome richiedono dati in tempo reale provenienti dai sensori dei veicoli. TerraFirma non specifica nel dettaglio come vengano raccolti, ma dichiara di adattare i macchinari esistenti affinché possano utilizzare la piattaforma. Il modello lascia quindi intravedere un percorso di ammodernamento del parco mezzi già installato, senza basare l’offerta esclusivamente sulla produzione di nuovi veicoli. Un’impostazione simile compare anche nel sistema della startup robotica Atoms, che aggiunge ai camion un computer rinforzato con GPS, telecamere e radar.

L’autonomia è solo una componente dell’ecosistema tecnologico per le costruzioni

McGuinness ha spiegato che rendere le costruzioni realmente più veloci ed economiche richiede innovazione congiunta nelle operazioni e nella tecnologia lungo l’intero stack. Per il cofondatore, l’autonomia rappresenta soltanto una parte della soluzione: il cambiamento passa dalla costruzione di un ecosistema tecnologico alimentato da iterazioni rapide e dall’esperienza maturata direttamente sul campo. Con il nuovo capitale, TerraFirma può ora tentare di trasformare questo approccio integrato in una piattaforma utilizzabile su scala più ampia, portando il cantiere automatizzato oltre la singola funzione robotica.

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