News 300 milioni per le imprese italiane negli USA
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05/02/2026

Simest lancia un piano da 300 milioni di euro per sostenere le imprese italiane negli USA attraverso partecipazioni azionarie e finanziamenti agevolati.

300 milioni per le imprese italiane negli USA

Simest, la società del Gruppo Cassa depositi e prestiti dedicata al supporto internazionale delle imprese italiane, ha avviato un programma da 300 milioni di euro destinato a rafforzare la presenza del made in Italy negli Stati Uniti. L'iniziativa, denominata Misura Stati Uniti, combina partecipazioni azionarie e finanziamenti agevolati per sostenere gli investimenti diretti delle aziende italiane nel mercato americano, secondo mercato di esportazione nazionale e primo al di fuori dell'Unione Europea.

La mossa si inserisce in un contesto in cui la penetrazione commerciale sui mercati extra-europei rappresenta una priorità strategica per il sistema produttivo italiano, alle prese con una domanda interna stagnante e una crescente competizione globale. Gli Stati Uniti, con un mercato da oltre 25mila miliardi di dollari di PIL e una predilezione consolidata per i prodotti di fascia alta, costituiscono un obiettivo naturale per le imprese italiane, storicamente concentrate nei settori del lusso, della meccanica avanzata e dell'agroalimentare di qualità.

La struttura del programma prevede due linee di intervento distinte. La prima mette a disposizione oltre 100 milioni di euro in partecipazioni dirette al capitale di controllate statunitensi di società italiane o di joint venture con partner locali. Questa componente equity è pensata non solo per le imprese consolidate che necessitano di rafforzare la presenza oltreoceano, ma anche per startup e piccole e medie imprese innovative che intendono sbarcare sul mercato americano, un percorso tradizionalmente complesso per le realtà di minori dimensioni a causa delle barriere all'ingresso e dei costi iniziali elevati.

I fondi disponibili per questa operatività ammontano a oltre 100 milioni di euro, con soluzioni su misura pensate per rispondere alle esigenze specifiche di consolidamento delle aziende sul mercato statunitense.

La seconda componente eroga 200 milioni di euro attraverso il Fondo 394, gestito in convenzione con il Ministero degli Affari Esteri. Questa linea di finanza agevolata presenta caratteristiche particolarmente favorevoli: una quota a fondo perduto fino al 10% dell'intervento complessivo, un anticipo che può raggiungere il 50% del finanziamento concesso e una durata estesa fino a otto anni, parametri calibrati sulle tempistiche tipiche di radicamento nel mercato americano, notoriamente più lunghe rispetto ad altri contesti.

L'approccio di Simest solleva tuttavia interrogativi sulla reale capacità delle imprese italiane di competere in un ecosistema dominato da player domestici fortemente capitalizzati e da normative complesse che variano da stato a stato. La frammentazione regolamentare statunitense, combinata con costi del lavoro e affitti commerciali significativamente superiori rispetto all'Europa, rappresenta una sfida che il solo supporto finanziario potrebbe non risolvere completamente.

Simest potrà partecipare direttamente al capitale di controllate statunitensi di imprese italiane, supportandone l'insediamento o lo sviluppo di joint venture con partner locali.

Il programma si colloca all'interno del Piano d'azione per l'export promosso dalla Farnesina e coordinato attraverso il cosiddetto Sistema Italia, che comprende Cdp, Sace, Simest e Ice. Questa architettura integrata mira a consolidare un ecosistema pubblico di supporto all'internazionalizzazione, superando la tradizionale frammentazione degli interventi e offrendo alle imprese un punto di accesso unificato per strumenti finanziari, assicurativi e di assistenza commerciale.

Resta da verificare se l'allocazione di risorse pubbliche in partecipazioni azionarie dirette rappresenti l'approccio più efficiente, considerando i rendimenti tipicamente incerti degli investimenti transnazionali e i tempi lunghi di maturazione. In un contesto di crescente tensione transatlantica su dazi e politiche industriali, la sostenibilità di lungo periodo di tali investimenti dipenderà anche dall'evoluzione del quadro geopolitico e dalle scelte di politica commerciale delle amministrazioni statunitensi.

Una quota di cofinanziamento a fondo perduto fino al 10% dell'intervento, un incremento al 50% della quota del finanziamento erogata in anticipo e una maggiore flessibilità nella durata dei finanziamenti, estendibile fino a otto anni.

La vera sfida per il made in Italy negli Stati Uniti non risiede solo nella disponibilità di capitale, ma nella capacità di costruire reti distributive efficaci, adattare i prodotti alle preferenze locali e navigare un ambiente legale e fiscale complesso. Il sostegno finanziario pubblico può facilitare l'ingresso, ma il successo dipenderà dalla capacità delle singole imprese di sviluppare strategie di radicamento territoriale credibili e sostenibili nel tempo, in un mercato che premia la scala e la velocità di esecuzione.

Fonte: forbes.it

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