News Scaleway nel cloud sovrano Ue: iliad tra i big 4
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27/04/2026

La Commissione Europea ha selezionato quattro cloud provider per un programma da 180 milioni di euro, puntando alla sovranità digitale e a ridurre la dipendenza dagli hyperscaler americani.

Scaleway nel cloud sovrano Ue: iliad tra i big 4

La Commissione Europea ha selezionato quattro cloud provider nell'ambito del programma Cloud III Dynamic Purchasing System, un meccanismo di acquisto dinamico dal valore complessivo di 180 milioni di euro che permetterà a istituzioni, organismi e agenzie dell'Unione di accedere a servizi cloud sovrani per un periodo fino a sei anni. Tra i fornitori qualificati figura una realtà europea che ha superato una valutazione strutturata su criteri legali, operativi e tecnologici.

La portata economica del programma va letta nel contesto più ampio della strategia europea di autonomia digitale. Bruxelles sta cercando di ridurre la dipendenza delle proprie istituzioni dai grandi operatori tecnologici extra-europei — i cosiddetti hyperscaler americani — riorientando la spesa pubblica verso fornitori soggetti esclusivamente alla giurisdizione dell'Unione. Un cambiamento che ha implicazioni dirette sull'allocazione di miliardi di euro di contratti pubblici nei prossimi anni.

La novità metodologica introdotta dal Cloud III è l'adozione di un sistema di punteggio sulla sovranità cloud, articolato su cinque livelli denominati SEAL (Sovereignty Effectiveness Assurance Level), che vanno dal SEAL-0 — assenza di requisiti — al SEAL-4, che richiede una supply chain interamente europea, dai semiconduttori al software. Scaleway, la piattaforma di public cloud del Gruppo iliad, è stata ammessa con certificazione SEAL-3, il penultimo livello, che implica immunità giuridica comprovata da normative extra-UE, controllo esclusivo europeo delle chiavi di crittografia e un centro operativo di sicurezza (SOC) con sede nell'UE dotato di registri immutabili.

Per ogni euro speso con Scaleway, circa 68 centesimi vengono reinvestiti nell'economia europea, contro circa 20 centesimi quando ci si affida agli hyperscaler internazionali.

Il dato citato da Damien Lucas, amministratore delegato di Scaleway, merita un'analisi critica: il confronto tra il moltiplicatore economico locale di un provider europeo rispetto a uno internazionale è una metrica che le autorità pubbliche utilizzano sempre più per giustificare scelte di procurement orientate alla sovranità. Resta tuttavia da verificare la metodologia sottostante a questi calcoli, che non è stata resa pubblica nei dettagli.

Il meccanismo operativo del Cloud III prevede che gli enti europei possano indire mini-gare tra i provider selezionati per rispondere a esigenze specifiche, incluse quelle legate a carichi di lavoro sensibili e mission-critical. Questo approccio introduce un elemento concorrenziale interno al gruppo ristretto di fornitori qualificati, incentivando ulteriori miglioramenti in termini di prestazioni e conformità normativa.

Scaleway è completamente immune da interferenze extra-UE e garantisce inoltre che la localizzazione dei dati avvenga interamente sul territorio europeo.

Dal punto di vista della struttura aziendale, Scaleway opera con il 100% dei team basati in Europa, comprese le funzioni di ricerca e sviluppo. La società è interamente a capitale europeo, il che la differenzia strutturalmente dai competitor internazionali che, pur offrendo data center sul territorio UE, restano soggetti a normative extraeuropee come il Cloud Act statunitense. Questa distinzione è centrale nella valutazione del rischio per le istituzioni pubbliche che gestiscono dati sensibili.

Il programma Cloud III si inserisce in un ecosistema normativo europeo in rapida evoluzione, che comprende il GDPR, il Data Act e l'AI Act, quest'ultimo destinato a impattare significativamente sulle modalità di sviluppo e deployment dell'intelligenza artificiale da parte degli enti pubblici. La qualificazione SEAL-3 diventa quindi non solo un requisito contrattuale, ma un posizionamento strategico in un mercato destinato a crescere con l'accelerazione degli investimenti pubblici in AI.

Iniziative come Cloud III contribuiscono allo sviluppo di un ecosistema cloud europeo più strutturato, resiliente e competitivo.

La vera domanda che questo processo apre riguarda la capacità dell'industria cloud europea di scalare sufficientemente da competere con operatori che contano su investimenti nell'ordine di decine di miliardi di dollari annui. Il programma da 180 milioni di euro rappresenta un segnale politico rilevante, ma rimane marginale rispetto alla spesa complessiva delle istituzioni europee in tecnologia. La sostenibilità di un ecosistema cloud sovrano dipenderà dalla capacità di attrarre investimenti privati adeguati e di costruire economie di scala che oggi rimangono ancora un terreno aperto.

Fonte: key4biz.it

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