Precisely apre agli agenti AI i propri strumenti per la gestione dei dati e delle comunicazioni con i clienti. L’azienda ha introdotto server basati sul Model Context Protocol (MCP) in diversi prodotti del portafoglio, consentendo alle organizzazioni di collegare gli assistenti ai flussi di lavoro esistenti senza sviluppare integrazioni su misura. Il perimetro comprende pulizia dei dati, verifica degli indirizzi, automazione dei processi SAP, comunicazioni con i clienti e ottimizzazione dei mainframe.
I server espongono script e flussi di lavoro già presenti come strumenti che i sistemi AI possono richiamare. L’obiettivo dichiarato è evitare che i clienti debbano ricostruire queste integrazioni per ogni piattaforma di intelligenza artificiale. Gli agenti e gli assistenti compatibili possono così interagire con dati, regole, definizioni aziendali e processi consolidati. Il collegamento porta quindi nel perimetro operativo degli agenti risorse che le imprese utilizzano già nelle proprie attività.
L’approccio si basa su uno standard aperto, supportato da piattaforme tra cui Claude, ChatGPT e Microsoft Copilot. Si inserisce nella sperimentazione di agenti capaci di svolgere attività attraverso più sistemi aziendali, oltre alla generazione di testi e alle risposte alle domande. L’accesso ai dati e ai processi sottostanti pone però una questione di integrazione, soprattutto per le organizzazioni che devono mantenere i propri controlli di governance e sicurezza mentre introducono nuove modalità di interazione.
Tra le prime applicazioni figura Precisely Automate, che permette agli agenti di avviare automazioni SAP e interagire con i relativi flussi, preservando i processi aziendali del cliente. Con Data360, invece, l’interazione in linguaggio naturale consente di creare, esaminare, aggiornare ed eseguire flussi di dati. Le due applicazioni coprono passaggi diversi del lavoro operativo: da una parte l’attivazione delle automazioni SAP, dall’altra la gestione dei flussi attraverso richieste formulate al sistema.
Il collegamento agli agenti comprende anche gli strumenti dedicati alla qualità e all’arricchimento delle informazioni. Spectrum offre verifica degli indirizzi, geocodifica e arricchimento dei dati, mentre Trillium permette di pulire, confrontare e validare i record rispetto alle regole aziendali stabilite. Attraverso MCP, queste capacità entrano tra gli strumenti accessibili agli agenti: le operazioni sui dati restano ancorate alle funzioni dei prodotti e, nel caso della validazione, alle regole già definite dall’organizzazione.
Per le comunicazioni con i clienti, Precisely EngageOne collega gli agenti ai flussi che consentono di attivare comunicazioni e recuperare informazioni sul coinvolgimento dei destinatari. Precisely specifica che le richieste sono circoscritte all’utente di riferimento e registrate in un log di audit. Sono due caratteristiche concrete del funzionamento annunciato: il contesto dell’utente delimita la richiesta, mentre la registrazione lascia una traccia delle operazioni effettuate attraverso questa integrazione.
L’estensione riguarda inoltre la gestione dei dati master attraverso EnterWorks. Il portafoglio coinvolto attraversa quindi sia le informazioni aziendali sia i processi di comunicazione. Matt Waxman, Chief Product Officer di Precisely, descrive l’AI come una modalità sempre più centrale per interagire con i sistemi enterprise, spesso attraverso il linguaggio naturale. Nella sua lettura, gli agenti stanno assumendo un ruolo operativo crescente nei flussi di lavoro aziendali e nelle comunicazioni.
Sul fronte dei mainframe, Syncsort MFX offrirà agli agenti capacità per spiegare i messaggi, individuare e risolvere problemi nei job e generare logiche di ordinamento, copia e unione. Queste funzioni aggiungono al perimetro dell’integrazione attività legate all’elaborazione dei dati e alla gestione dei job. La disponibilità delle capacità Syncsort è prevista nei prossimi mesi, secondo quanto annunciato dall’azienda.