Perplexity porta gli agenti di intelligenza artificiale direttamente sui dispositivi degli utenti attraverso Portable Computer, una nuova funzione sviluppata in collaborazione con NVIDIA. Il sistema consente di eseguire agenti, strumenti e codice sull’hardware locale, riducendo la necessità di trasferire informazioni sensibili verso server cloud. L’obiettivo è affidare all’utente un controllo più diretto sui dati impiegati nelle attività assistite dall’AI, soprattutto quando entrano in gioco documenti personali o professionali.
Il funzionamento segue un’impostazione local-first: se un’attività può essere completata sul dispositivo, i file non devono essere caricati su infrastrutture esterne. Portable Computer può quindi operare su materiale riservato senza dipendere necessariamente da servizi remoti. Quando, invece, il lavoro richiede risorse cloud, l’applicazione domanda il permesso prima di effettuare il trasferimento. La scelta finale resta così nelle mani dell’utente, che può decidere caso per caso se autorizzare l’upload delle informazioni.
La proposta combina l’esecuzione degli agenti AI con la possibilità di utilizzare diversi strumenti e avviare codice in locale. È un passaggio significativo rispetto alle applicazioni basate interamente sul cloud, nelle quali richieste, documenti e contesto operativo devono normalmente raggiungere un’infrastruttura remota. Con agenti chiamati a svolgere attività sempre più articolate, la gestione dei confini tra dispositivo e rete diventa parte integrante dell’esperienza, non una semplice impostazione collocata sullo sfondo.
Il maggiore ostacolo, almeno nella fase iniziale, è rappresentato dai requisiti tecnici. Portable Computer richiede un sistema Linux e una GPU NVIDIA dotata di almeno 24 GB di VRAM. Una configurazione che restringe il pubblico potenziale a professionisti, sviluppatori e utenti già in possesso di macchine di fascia alta. Per chi utilizza computer meno potenti, i tradizionali servizi AI nel cloud continuano a costituire la soluzione più accessibile e pratica.
La prima versione viene eseguita su NVIDIA DGX Spark ed è disponibile per gli abbonati Pro e Max di Perplexity che dispongono di questa piattaforma. L’azienda prevede di estendere presto il supporto ai PC equipaggiati con GPU NVIDIA RTX. Linux apre quindi il percorso di distribuzione, mentre una versione per Windows è attesa successivamente, ampliando in prospettiva la platea oltre gli ambienti più specialistici.
Sul fronte dei modelli, il selettore supporta Qwen 3.8 27B e PPLX 27B. È inoltre previsto l’arrivo di NVIDIA Nemotron 3.5 Lightning. La presenza di modelli di queste dimensioni spiega la richiesta di una quantità elevata di memoria video: l’elaborazione locale elimina alcuni passaggi verso il cloud, ma trasferisce sul dispositivo il peso computazionale necessario per eseguire inferenza, strumenti e operazioni degli agenti.
Per le imprese, l’impostazione apre una strada destinata soprattutto ai flussi che coinvolgono file confidenziali e dati professionali. Un agente eseguito sulla macchina dell’utente può completare le attività compatibili senza inviare il materiale all’esterno; qualora siano indispensabili servizi remoti, il consenso precede il caricamento. Non si tratta dunque di eliminare il cloud in ogni circostanza, ma di renderne l’impiego esplicito e subordinato alle esigenze del singolo compito.
La collaborazione tra Perplexity e NVIDIA riflette una spinta più ampia verso l’elaborazione AI locale, costruita attorno a maggiore controllo dei dati e minore dipendenza dalle infrastrutture cloud. Portable Computer resta per ora una soluzione selettiva, legata a hardware costoso e requisiti avanzati. Il compromesso è netto: accesso limitato a chi possiede sistemi adeguati, in cambio della possibilità di mantenere sul dispositivo una quota più ampia del lavoro svolto dagli agenti.