Perplexity, la startup statunitense specializzata nella ricerca basata sull'intelligenza artificiale, mantiene invariato il piano di quotazione in borsa previsto per il 2028, nonostante il settore tech si prepari a una stagione intensa di IPO che metterà alla prova la capacità di assorbimento dei mercati pubblici. Il CEO Aravind Srinivas ha confermato la tempistica a CNBC, distanziandosi esplicitamente dal calendario delle concorrenti.
Il contesto in cui matura questa dichiarazione è tutt'altro che ordinario: Anthropic e OpenAI hanno depositato riservatamente le istanze di IPO, mentre SpaceX si appresta a un'offerta pubblica che potrebbe stabilire nuovi benchmark di valutazione per la mega-capitalizzazione tecnologica. Tre operazioni di questa portata in un arco temporale ravvicinato rappresentano un test senza precedenti per l'appetito degli investitori istituzionali verso il comparto AI.
Srinivas ha riconosciuto apertamente che l'esito di queste offerte avrà conseguenze sistemiche. "Ci saranno sicuramente effetti a cascata se non andranno bene, non c'è modo di abbellire la realtà", ha dichiarato al network americano. Una valutazione che rivela quanto il destino delle singole quotazioni sia interconnesso con la percezione complessiva del settore da parte dei mercati finanziari.
Sul fronte delle valutazioni, il CEO ha difeso le quotazioni elevate attribuite ad Anthropic e OpenAI, riconoscendo però che gli investitori monitoreranno con crescente attenzione la capacità di entrambe le società di mantenere un ritmo sostenuto di avanzamento tecnologico. La stagnazione nei progressi dei modelli potrebbe rapidamente erodere le premesse su cui si fondano le capitalizzazioni attese.
"Se per sei mesi non si vede un avanzamento nelle capacità dei modelli da parte di queste due società, allora è un problema per loro", ha affermato Srinivas. Un'analisi che riflette la tensione strutturale del settore: le valutazioni attuali scontano una traiettoria di miglioramento continuo che, se dovesse rallentare, renderebbe difficile sostenere multipli già considerati aggressivi da molti analisti.
Sul versante della domanda aziendale, emerge un segnale che merita attenzione strategica: i clienti stanno diventando più selettivi nell'allocazione dei budget destinati all'intelligenza artificiale. Srinivas ha illustrato il ragionamento che guida sempre più i responsabili acquisti: se un modello open source risolve il 90% dei casi d'uso a un costo da dieci a venti volte inferiore rispetto ai modelli di frontiera, la scelta razionale ricade sulla soluzione più economica. La pressione sui margini dei fornitori premium è destinata ad aumentare.
Perplexity, valutata in precedenti round di finanziamento oltre 9 miliardi di dollari, opera in un segmento — la ricerca potenziata dall'AI — che si sovrappone parzialmente sia al mercato dei motori di ricerca tradizionali sia a quello degli assistenti conversazionali avanzati. La scelta di attendere il 2028 potrebbe riflettere la necessità di consolidare fatturati ricorrenti prima di sottoporsi allo scrutinio dei mercati pubblici.
La stagione delle IPO tech del 2025-2026 fungerà da cartina di tornasole per capire se le valutazioni maturate nei mercati privati durante il boom dell'AI reggono al confronto con la disciplina degli investitori pubblici. Per le società che, come Perplexity, attendono in seconda fila, la domanda cruciale è se il mercato uscirà da questa tornata con più appetito o con più cautela verso la prossima generazione di candidati alla quotazione.