Pay.com.au ha raccolto 39 milioni in un round Series E destinato a sostenere il lancio negli Stati Uniti. La scaleup australiana, attiva da sette anni, porterà sul mercato statunitense una piattaforma rivolta alle piccole imprese, con l’obiettivo di trasformare pagamenti operativi come affitti, forniture, utenze e imposte in occasioni per accumulare punti fedeltà.
Negli USA il servizio debutterà con il marchio PayRewards. Le imprese potranno pagare tramite carta di credito o bonifico bancario e ottenere punti da riscattare attraverso 16 partner globali. L’elenco comprende operatori dei viaggi e dei pagamenti come Qantas, Virgin Airlines, Amex, Visa e Mastercard, delineando un modello che combina la gestione delle spese aziendali con i meccanismi tipici dei programmi loyalty.
Il nuovo finanziamento, sottoscritto da investitori nuovi ed esistenti la cui identità non è stata comunicata, porta a 70 milioni di dollari USA il capitale complessivamente raccolto da Pay.com.au. La valutazione associata al Series E non è stata resa pubblica, lasciando quindi aperto il confronto con le condizioni applicate nei precedenti aumenti di capitale.
Il round arriva nove mesi dopo una raccolta da 25 milioni di dollari australiani, realizzata sulla base di una valutazione pre-money di 633 milioni. Quell’operazione era stata guidata da Morgans Corporate, con il sostegno di Wilson Asset Management, Thorney Group e Ophir. In quella fase Pay.com.au aveva già indicato due destinazioni per le nuove risorse: accelerare la crescita in Australia e finanziare la programmata espansione statunitense.
La progressione finanziaria della società comprende anche un round da 5 milioni nel 2023 e una raccolta da 18 milioni completata all’inizio del 2025, quando la valutazione era pari a 300 milioni. La nuova iniezione di capitale accompagna una crescita dei volumi dichiarati dalla fintech: negli ultimi dodici mesi la piattaforma ha elaborato oltre 10 miliardi di dollari australiani, equivalenti a circa 7 miliardi di dollari USA, in spese aziendali.
Il valore delle transazioni risulta doppio rispetto all’anno precedente e coinvolge più di 30.000 imprese australiane. Il modello economico prevede che Pay.com.au applichi commissioni per l’elaborazione dei pagamenti, offrendo in cambio punti che possono affiancarsi ai programmi di ricompensa già associati alle carte utilizzate. La proposta punta così a inserire un incentivo aggiuntivo in operazioni che le aziende devono comunque effettuare nella gestione quotidiana.
Per il mercato statunitense PayRewards ha scelto una formula senza canone mensile: le imprese pagheranno quando decideranno di accumulare punti attraverso il servizio. La struttura riduce il vincolo di un abbonamento ricorrente e lega il costo all’effettivo utilizzo della piattaforma, un’impostazione pensata per adattarsi anche alle esigenze e alla variabilità dei flussi finanziari delle piccole aziende.
Secondo Blake Hutchison, amministratore delegato di PayRewards negli Stati Uniti, la piattaforma consentirà alle imprese di pagare qualsiasi destinatario con carta o bonifico, accumulando contemporaneamente i punti della carta di credito e quelli PayRewards. L’espansione americana mette ora alla prova la capacità di Pay.com.au di trasferire oltreconfine un modello che in Australia ha già raggiunto volumi miliardari, mantenendo al centro l’integrazione tra pagamenti aziendali e programmi fedeltà.