Oura starebbe preparando il debutto a Wall Street già a settembre, con un’operazione capace di raccogliere fino a 3 miliardi di dollari. L’offerta pubblica iniziale negli Stati Uniti potrebbe attribuire al produttore di anelli intelligenti una valutazione superiore a 16 miliardi, mentre gli investitori esistenti dovrebbero vendere una quota consistente delle proprie azioni nell’ambito del collocamento.
Il possibile valore di oltre 16 miliardi di dollari segnerebbe un’accelerazione netta rispetto ai 10,9 miliardi riconosciuti alla società nel settembre precedente. In quell’occasione Oura aveva chiuso un round Series E da 875 milioni, sostenuto da Fidelity, ICONIQ, Whale Rock e Atreides, accanto a investitori già presenti come Dexcom, The Chernin Group, Forerunner Ventures, Coatue e Temasek.
La società, che conta più di 900 dipendenti e mantiene uffici a San Francisco e in Finlandia, aveva comunicato a maggio di aver depositato in via confidenziale la documentazione per l’IPO. La pubblicazione del documento S-1 permetterà di esaminare più nel dettaglio conti, rischi, struttura dell’offerta e ruolo delle azioni cedute dagli attuali soci.
Le indicazioni diffuse dall’azienda descrivono intanto una traiettoria di crescita molto rapida. Oura ha dichiarato ricavi per 500 milioni di dollari nel 2024 e circa 1 miliardo nel 2025, prevedendo di avvicinarsi a 2 miliardi nel 2026. Se confermati nella documentazione pubblica, questi numeri saranno centrali per sostenere una valutazione sensibilmente superiore a quella dell’ultimo finanziamento privato.
Alla base dell’espansione c’è anche il riposizionamento di Oura Ring. Nato in una nicchia associata ai dirigenti appassionati di biohacking, il prodotto si è trasformato in un marchio più generalista dedicato al monitoraggio del sonno e del recupero. L’evoluzione amplia la platea commerciale e porta l’azienda a competere in modo più diretto nel mercato dei dispositivi indossabili per il benessere personale.
La concorrenza, però, si sta intensificando. Samsung ha lanciato Galaxy Ring due anni fa, portando nel segmento un grande produttore di elettronica di consumo. Il rivale più vicino resta probabilmente Whoop, passato da strumento per atleti professionisti e giovani uomini a piattaforma rivolta a un pubblico più ampio, con funzioni legate al monitoraggio ormonale e agli esami del sangue.
La trasformazione di Whoop, estesa anche a perimenopausa e salute della tiroide, ha contribuito a portarne la valutazione a 10 miliardi di dollari a marzo. Oura segue una dinamica simile, ma arriva verso il mercato pubblico mentre affronta anche una proposta di class action depositata a San Francisco: l’accusa sostiene che l’azienda avrebbe presentato in modo fuorviante l’accuratezza delle funzioni dedicate alle fasi del sonno.
Oura ha respinto le contestazioni e ha dichiarato che si difenderà nella sede legale appropriata. Ha inoltre precisato che l’anello non è un dispositivo medico né sostituisce uno studio clinico del sonno, sostenendo però che la classificazione delle fasi sia stata validata e confrontata favorevolmente con la polisonnografia. La possibile IPO metterà così sotto osservazione pubblica crescita, posizionamento tecnologico e rischi legali della società.