Tecnologia Oracle: fuel cell da 2,45 GW per il data center
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06/05/2026

Oracle raddoppia la capacità energetica nel New Mexico con celle a combustibile Bloom Energy da 2,45 GW, puntando su infrastrutture AI nonostante le incertezze finanziarie di OpenAI.

Oracle: fuel cell da 2,45 GW per il data center

Oracle, il colosso americano dei database fondato da Larry Ellison, ha annunciato un'espansione significativa della propria collaborazione con Bloom Energy per alimentare un nuovo megacomplesso di data center nel deserto del New Mexico. L'accordo prevede la fornitura di 2,45 gigawatt di celle a combustibile — una capacità paragonabile a due o tre reattori nucleari — quasi raddoppiando il precedente impegno da 1,2 gigawatt, con opzione fino a 2,8 gigawatt.

La mossa si inserisce in un momento delicato per l'ecosistema dell'intelligenza artificiale: secondo report recenti, OpenAI — uno dei principali partner computazionali di Oracle attraverso il progetto Stargate — avrebbe mancato obiettivi di fatturato e potrebbe incontrare difficoltà nel far fronte agli impegni finanziari futuri. Eppure Ellison sembra concentrato non sul profilo creditizio dei propri inquilini, bensì su come garantire energia sufficiente a una struttura di scala senza precedenti.

Oracle aveva originariamente pianificato di utilizzare una combinazione di generatori a gas e diesel per alimentare il campus, nome in codice Project Jupiter.

Il nodo centrale di questa operazione è strutturale: le grandi infrastrutture digitali — i cosiddetti hyperscaler — si trovano a fare i conti con reti elettriche locali incapaci di soddisfare una domanda crescente a ritmi che il settore energetico tradizionale non riesce a seguire. In questo contesto, Oracle ha abbandonato la soluzione originale a base di generatori a gas e diesel per il complesso denominato Project Jupiter, orientandosi verso le celle a combustibile di Bloom Energy come soluzione-ponte nell'attesa che tecnologie più mature, come i reattori modulari di piccole dimensioni (SMR, Small Modular Reactor), diventino disponibili — probabilmente non prima del 2030.

Sul piano della sostenibilità, il quadro è più ambiguo di quanto Oracle voglia comunicare. Le celle a combustibile di Bloom Energy operano principalmente a gas naturale, non a idrogeno verde: l'assenza di combustione diretta riduce le emissioni di smog, ma non elimina l'impronta carbonica. La conversione all'idrogeno è tecnicamente possibile, ma dipende dalla disponibilità di H2 prodotto da fonti rinnovabili, una filiera ancora frammentata e costosa. Oracle, tuttavia, ha scelto di posizionare questa transizione come scelta ecologica, puntando in particolare sul ridotto consumo idrico rispetto alle alternative convenzionali — un argomento rilevante in un'area desertica e siccitosa come il New Mexico.

Le celle a combustibile consumano solo una piccola quantità d'acqua rispetto alle alternative a combustione.

C'è anche una dimensione politica da non sottovalutare. L'amministrazione Trump ha esplicitamente chiesto ai gestori di data center di non scaricare sui consumatori i costi energetici aggiuntivi. Ellison, sostenitore dichiarato del movimento MAGA e finanziatore di campagne elettorali repubblicane, ha tutto l'interesse a muoversi in linea con questa posizione. La scelta delle celle a combustibile — meno impattanti sulla rete pubblica rispetto ad allacci diretti di grande potenza — risponde anche a questa logica di consenso politico.

Il progetto, che per scala richiama il complesso Stargate di OpenAI ad Abilene, in Texas, sarà quasi certamente realizzato per fasi successive, anche se Oracle non ha ancora comunicato una tempistica precisa per l'apertura del primo data hall alimentato a celle a combustibile. La società non ha rilasciato commenti ufficiali alle richieste di chiarimento.

Tra le fonti energetiche alternative esplorate, i reattori modulari di piccole dimensioni e i data center orbitali hanno ricevuto considerevole attenzione di recente.

Rimane aperta una questione di fondo: quanto a lungo il gas naturale — anche veicolato attraverso celle a combustibile — potrà essere presentato come soluzione sostenibile in un settore che consuma energia con ritmi esponenziali? Il mercato dei data center sta costruendo infrastrutture da decenni su promesse energetiche che la rete fatica a mantenere, e le soluzioni-ponte rischiano di diventare strutturali, trasformando un compromesso temporaneo in un modello di dipendenza difficile da dismettere.

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