OpenAI starebbe preparando il suo primo dispositivo hardware: uno speaker intelligente mobile, privo di schermo e dotato di capacità di intelligenza artificiale. Il prodotto, ancora in fase di sviluppo, potrebbe sincronizzarsi con ChatGPT e offrire diversi servizi domestici basati sull’AI. Internamente sarebbe presentato come un “compagno AI dalle caratteristiche umane che vive in casa”, una definizione che suggerisce un rapporto con l’utente più continuo rispetto a quello proposto dagli assistenti vocali tradizionali.
Il dispositivo rappresenterebbe una concretizzazione delle ambizioni hardware coltivate da tempo dall’azienda. Tra le ipotesi circolate in precedenza figurava anche la possibilità di un telefono proprietario, con il conseguente ingresso in un mercato presidiato da gruppi come Apple. Il progetto emerso ora sembra però seguire un’altra direzione: non uno smartphone e neppure un semplice altoparlante da interrogare occasionalmente, ma una presenza fisica pensata per accompagnare la vita quotidiana.
Uno degli elementi distintivi sarebbe la capacità di sviluppare una propria “personalità” e di apprendere proattivamente informazioni sul proprietario nel corso del tempo. L’obiettivo sarebbe offrire servizi progressivamente più personalizzati, attingendo anche alla vita digitale dell’utente. Il sistema potrebbe, per esempio, utilizzare contenuti provenienti dalle email. Un livello di accesso così esteso promette interazioni più contestuali, ma porta in primo piano la gestione dei dati personali, delle autorizzazioni e dei confini entro i quali il dispositivo potrà agire.
La componente più insolita riguarda la presenza di elementi meccanici capaci di muoversi autonomamente. Non è ancora chiaro quale forma assumerà il prodotto né quale funzione concreta avranno questi movimenti. L’idea progettuale è comunque quella di far percepire la macchina come un compagno e di trasformarla in una manifestazione fisica di ChatGPT. Il movimento potrebbe quindi diventare parte dell’interazione, contribuendo a comunicare attenzione, iniziativa o risposta senza ricorrere a un display.
Alla progettazione avrebbero partecipato numerosi ex ingegneri Apple che avevano contribuito alla creazione di prodotti come iPhone e Mac. Questa esperienza può offrire a OpenAI competenze importanti nella combinazione tra software, componenti fisiche e progettazione dell’esperienza utente. Allo stesso tempo, il coinvolgimento di personale proveniente da Cupertino si inserisce in una situazione legale delicata che accompagna l’espansione dell’azienda nell’hardware.
Apple ha infatti citato in giudizio OpenAI, accusandola di aver sottratto segreti commerciali. La società di Cupertino ha sostenuto che le contestazioni presentate sarebbero soltanto “la punta dell’iceberg” e che ulteriori condotte potrebbero emergere durante la fase di acquisizione delle prove. OpenAI ha negato ogni illecito. All’interno dell’azienda, il nuovo prodotto sarebbe considerato significativamente diverso da quanto Apple offre oggi e quindi poco suscettibile di violarne i segreti industriali.
Il progetto prende forma mentre cresce l’interesse degli investitori verso l’hardware AI consumer. A maggio Hark, laboratorio fondato da Brett Adcock, ha raccolto un round Series A sovrascritto da 700 milioni di dollari, raggiungendo una valutazione di 6 miliardi di dollari. La società vuole sviluppare una “intelligenza personale”, combinando modelli proprietari e hardware su misura destinato a funzionare come interfaccia universale tra esseri umani e macchine.
Hark non ha ancora illustrato il formato del proprio dispositivo, mentre anche sul prodotto OpenAI restano aperte domande relative a design, tempi di lancio e modalità operative. Il capitale destinato alla categoria precede dunque la disponibilità dei prodotti e scommette sulla possibilità che l’AI esca dagli schermi per assumere una presenza autonoma negli ambienti quotidiani. Per OpenAI, lo speaker mobile potrebbe essere il primo banco di prova di una nuova linea hardware, costruita attorno a un assistente che ascolta, apprende e si muove nello spazio domestico.