Ooredoo Group e il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) hanno aperto a Doha l’High-Level Digital & AI Policy Leaders Forum dedicato agli Stati arabi. L’iniziativa riunisce alti funzionari pubblici, autorità di regolamentazione, organizzazioni internazionali, imprese tecnologiche e delle telecomunicazioni, rappresentanti del mondo accademico e partner dello sviluppo. L’obiettivo è accelerare la costruzione di economie digitali regionali più inclusive e sostenibili, trasformando indirizzi condivisi in interventi applicabili nei singoli Paesi.
Il Forum si svolge nelle giornate dell’1 e 2 settembre, in collaborazione con il Doha Institute for Graduate Studies e con il contributo di GSMA e Women in AI. Alla sessione plenaria inaugurale ha partecipato Mohammed bin Ali Al Mannai, ministro delle Comunicazioni e dell’Information Technology del Qatar. I lavori sono stati aperti anche da Abdelwahab El-Affendi, presidente del Doha Institute, da Biplove Chaudhary per UNDP Qatar e da Hilal Mohammed Al Khulaifi, responsabile legale e regolamentare di Ooredoo Group.
Al centro del confronto ministeriale figurano le esperienze di Palestina, Libano, Libia e Iraq. Tra i partecipanti compaiono Abdel Razzaq Natsheh, ministro palestinese delle Telecomunicazioni e dell’Economia digitale, Fadi Makki, ministro di Stato libanese per la Riforma amministrativa, Ziad Abdelwaret Elhajjaji, ministro di Stato libico per l’Economia digitale e l’AI, e Yousif Khalaf, presidente della commissione consultiva del primo ministro iracheno. A loro si sono affiancati Jawad Abbassi, direttore regionale MENA di GSMA, ed Elina Silen, responsabile regionale di programma dell’UNDP.
L’appuntamento apre la fase successiva del Digital Policy Framework per gli Stati arabi, presentato nel novembre 2025 durante il MWC Doha da UNDP, dal ministero delle Comunicazioni e dell’Information Technology del Qatar e da Ooredoo Group. Il quadro, costruito sulla base di evidenze, offre ai governi uno strumento per progettare politiche capaci di sostenere inclusione, crescita economica e sviluppo umano. Il passaggio previsto ora è dalla cornice regionale alla valutazione delle condizioni e delle priorità di ciascun mercato.
Hilal Mohammed Al Khulaifi ha indicato nell’attuazione il nodo centrale: la tecnologia può generare valore economico e sociale, ma deve essere accompagnata da politiche adeguate, da un ambiente normativo efficace e dalla collaborazione tra settore pubblico e privato. La priorità, secondo il dirigente di Ooredoo, è comprendere il livello raggiunto dai diversi mercati, individuare ciò che deve cambiare e tradurre le politiche in progressi concreti. Una prospettiva che colloca la regolamentazione digitale accanto agli investimenti tecnologici.
Il framework concentra l’azione su tre aree collegate: reti e connettività, dati e infrastrutture pubbliche digitali, sistemi intelligenti e applicazioni. In quest’ultimo ambito rientra l’uso responsabile dell’intelligenza artificiale in settori come sanità, istruzione, agricoltura e servizi pubblici. Per imprese e operatori, l’integrazione tra questi livelli delinea mercati nei quali accesso alle reti, disponibilità dei dati, infrastrutture condivise e regole sull’AI dovranno avanzare con maggiore coordinamento.
Biplove Chaudhary ha sottolineato che connettività, infrastrutture digitali pubbliche e tecnologie emergenti producono l’impatto maggiore quando procedono insieme, all’interno di un contesto politico inclusivo. Il Digital Policy Framework è stato progettato per aiutare ogni Paese a individuare le proprie lacune e ordinare le azioni in base al contesto nazionale. Durante le due giornate, i partecipanti imparano quindi a misurare la propria maturità digitale, identificare le riforme prioritarie e avviare la preparazione di roadmap nazionali.
Le discussioni coprono inoltre governance dei dati, inclusione finanziaria, diffusione e governo dell’AI, scambio tra pari e casi regionali. La conclusione è dedicata alla proposta di una Regional Digital Policy Facility, pensata per sostenere l’attuazione del framework attraverso strumenti condivisi, benchmarking, assistenza tecnica e apprendimento reciproco. Il percorso tracciato a Doha punta così a rendere confrontabili i progressi, senza cancellare le differenze nazionali, e a fornire ai governi strumenti operativi per portare le politiche digitali dalla progettazione all’esecuzione.