AfterQuery avrebbe raccolto un nuovo round di finanziamento sulla base di una valutazione pari a 3,2 miliardi di dollari. Il traguardo proietterebbe la startup di San Francisco tra gli unicorni dell’intelligenza artificiale, a pochi mesi dall’operazione precedente e appena 18 mesi dopo la partecipazione al programma di accelerazione di Y Combinator.
La progressione finanziaria è particolarmente rapida: ad aprile AfterQuery aveva annunciato una Serie A da 30 milioni di dollari, chiusa con una valutazione di 300 milioni. In meno di sei mesi il valore attribuito alla società sarebbe quindi cresciuto di oltre dieci volte. AfterQuery non ha fornito nell’immediato un commento sul nuovo round, lasciando ancora aperti i dettagli relativi agli investitori e alla struttura dell’operazione.
Per Gustaf Alströmer, partner di Y Combinator, nessuna startup nella storia dell’acceleratore aveva impiegato così poco tempo dal lancio al raggiungimento dello status di unicorno. I fondatori di AfterQuery, oggi rispettivamente di 22 e 23 anni, avevano partecipato alla coorte Winter 2025 di Y Combinator, soltanto un anno e mezzo prima della nuova valutazione.
Alla crescita del valore finanziario si affiancano i numeri comunicati dalla società sul fronte commerciale. In aprile AfterQuery aveva dichiarato di aver raggiunto un fatturato annualizzato di 100 milioni di dollari e di collaborare con molti dei maggiori laboratori del settore. Tra i clienti indicati figurano NVIDIA, la società legal-tech Legora e il laboratorio coreano di intelligenza artificiale Motif Technologies.
Il modello operativo si colloca nel mercato dei dati per l’addestramento dell’AI, dove nuove imprese coinvolgono professionisti qualificati nella preparazione e nel miglioramento dei sistemi. AfterQuery segue una traiettoria già percorsa da realtà come Mercor e Scale, facendo leva su medici, avvocati e altri specialisti per trasferire ai modelli competenze che non possono essere ricavate soltanto da grandi raccolte di testi generici.
L’approccio di AfterQuery presenta però un obiettivo specifico. Il lavoro degli esperti non serve soltanto a verificare che un modello restituisca risposte corrette, ma ad addestrare modelli e agenti a svolgere attività seguendo il metodo di un professionista. La società descrive questo processo come la codifica degli schemi, delle decisioni e dei ragionamenti adottati dai migliori professionisti durante l’esecuzione di un compito.
La distinzione sposta l’attenzione dalla semplice accuratezza della risposta alla capacità di riprodurre un processo decisionale. Per le imprese che sviluppano sistemi di AI, dati di questo tipo possono diventare la base per agenti destinati ad affrontare flussi di lavoro articolati, nei quali contano la sequenza delle scelte, il contesto specialistico e il modo in cui viene raggiunto un risultato. È su questa componente operativa che AfterQuery costruisce la propria proposta.
La valutazione da unicorno, se confermata, condenserebbe in pochi mesi crescita dei ricavi, domanda dei laboratori e interesse degli investitori. Il salto da 300 milioni a 3,2 miliardi mostra quanto capitale e aspettative si stiano concentrando sulle società capaci di fornire conoscenza professionale per l’addestramento dei sistemi. AfterQuery entra così nella fase in cui alla velocità del record dovrà affiancarsi la capacità di sostenere nel tempo ricavi, qualità dei dati e rapporti con i clienti.