Mentre la stretta dell'amministrazione Trump sui visti H-1B spinge molte aziende tecnologiche a ridurre le assunzioni di personale straniero, Nvidia mantiene una traiettoria opposta, aumentando le certificazioni per visti H-1B nel primo semestre del fiscal year 2026. Il produttore di chip per intelligenza artificiale con sede a Santa Clara ha ottenuto circa 1.200 certificazioni nei primi due trimestri dell'esercizio fiscale corrente, rispetto alle circa 1.000 dello stesso periodo dell'anno precedente, secondo i dati federali statunitensi.
Il confronto con i principali competitor rende il dato ancora più significativo sul piano strategico. Google ha ridotto le approvazioni H-1B da circa 5.100 a 2.200 nel secondo trimestre, mentre Amazon è passata da circa 6.100 a 4.300 nello stesso arco temporale. Nvidia si muove controcorrente in un settore che sta adottando un atteggiamento più cauto rispetto all'assunzione di talenti internazionali, una scelta che riflette la pressione crescente dell'attuale clima politico statunitense sull'immigrazione qualificata.
Le assunzioni riguardano sia ruoli hardware e software sia posizioni orientate al cliente, a conferma di una strategia che punta non solo allo sviluppo tecnologico ma anche al deployment su larga scala dei propri sistemi. Jensen Huang, amministratore delegato della società e nato a Taiwan, ha pubblicamente definito gli immigrati come elementi essenziali alla missione aziendale, una posizione che assume un peso specifico nel contesto normativo attuale.
I dati sui salari base, resi obbligatoriamente pubblici attraverso le stesse procedure di richiesta dei visti H-1B, offrono una finestra rara sulla struttura retributiva della società. Vale la pena sottolineare che queste cifre escludono stock option e bonus, componenti che in aziende ad alta capitalizzazione come Nvidia possono moltiplicare significativamente il pacchetto complessivo. Con un titolo che ha registrato performance straordinarie nell'ultimo biennio, la componente azionaria rappresenta probabilmente la parte più rilevante della remunerazione totale.
Le retribuzioni base per i ruoli tecnici più elevati raggiungono livelli che pochi settori possono eguagliare. Un ingegnere software può guadagnare fino a 391.000 dollari, un ricercatore principale fino a 431.250 dollari, mentre un direttore di architettura può arrivare a 488.750 dollari. Anche le figure manageriali intermedie mostrano pacchetti base rilevanti: un hardware engineering manager può percepire fino a 368.000 dollari, un product manager fino a 379.500 dollari.
Sul fronte della ricerca in intelligenza artificiale, i range salariali partono da 104.000 dollari per un research scientist junior e arrivano a 356.500 dollari per i livelli senior, con i principal research scientist che toccano i 431.250 dollari. I ruoli legati ai chip — dagli ingegneri ASIC ai verification engineer — mostrano range compresi tra 96.000 e 368.000 dollari, riflettendo la varietà di specializzazioni richieste nella progettazione hardware.
Per le figure di infrastruttura e software, spiccano i distinguished AI algorithms engineer con retribuzioni fino a 471.500 dollari e i principal systems software engineer che raggiungono i 431.250 dollari. I DevOps engineer si collocano tra 144.000 e 333.500 dollari, a conferma di come anche i ruoli operativi godano di una rivalutazione significativa nell'economia dell'AI.
La questione che rimane aperta riguarda la sostenibilità di questo modello nel medio termine. La guerra globale per i talenti nell'IA comprime i margini anche per le aziende più capitalizzate, e la dipendenza da visti H-1B espone Nvidia a rischi regolatori non trascurabili. Se la pressione politica sull'immigrazione qualificata dovesse intensificarsi, anche le strategie di assunzione delle aziende più determinate potrebbero dover fare i conti con vincoli esterni difficili da aggirare.