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NVIDIA compra fibra ottica e prepara la rete per l’AI

NVIDIA punta sulla fibra spenta negli Stati Uniti: fino a 100 coppie e una capacità teorica di 7,6 petabit al secondo per collegare le infrastrutture AI.

21 lug 2026 3 min lettura A cura di Redazione
NVIDIA compra fibra ottica e prepara la rete per l’AI
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NVIDIA sta acquisendo capacità di fibra ottica spenta a lunga distanza negli Stati Uniti, con disponibilità che arriverebbero fino a 100 coppie. L’operazione delinea una rete potenzialmente destinata a collegare infrastrutture di calcolo distribuite sul territorio, riducendo i colli di bottiglia nella circolazione dei dati tra sistemi basati su GPU. La capacità teorica, calcolata nella configurazione più avanzata considerata, potrebbe raggiungere 7,6 petabit al secondo.

Le dimensioni economiche del progetto erano emerse nel giugno 2026, quando Needham aveva indicato che NVIDIA stava lavorando a una vasta iniziativa nel settore delle telecomunicazioni. L’investimento stimato sarebbe compreso tra 5 e 10 miliardi di dollari nell’arco dei tre anni successivi. Wolfe Research ha poi aggiunto un elemento operativo: il gruppo starebbe comprando fibra a lunga percorrenza in varie aree degli Stati Uniti, con configurazioni che arrivano a 100 coppie.

La fibra definita “dark” è un’infrastruttura già posata ma non ancora attivata, disponibile per capacità futura. Poiché un singolo filamento trasporta normalmente il segnale ottico in una direzione, una comunicazione bidirezionale richiede una coppia. Cento coppie corrispondono quindi a 200 filamenti di vetro. Il possesso o la disponibilità diretta di questa capacità consentirebbe a NVIDIA di costruire una dorsale dimensionata sulle esigenze delle proprie piattaforme, invece di dipendere interamente dalle reti messe a disposizione dagli hyperscaler.

La rete NVIDIA potrebbe raggiungere una capacità teorica di 7,6 petabit al secondo

Il dato sulla banda deriva dall’impiego del DWDM, acronimo di Dense Wavelength Division Multiplexing. Questa tecnologia divide il fascio luminoso in colori, o lunghezze d’onda, trasformando ciascuno di essi in un canale separato. Un apparato di ultima generazione può inserire tra 80 e 96 canali distinti in un solo filamento, moltiplicando la quantità di dati trasportabile senza richiedere la posa di nuovi cavi.

Assumendo una velocità di 800 Gbps per canale, 96 canali DWDM per filamento e la disponibilità massima di 100 coppie, la rete arriverebbe a 7,68 milioni di gigabit al secondo, equivalenti a circa 7,6 petabit al secondo. Si tratta di una capacità teorica ricavata da una configurazione specifica, non di una prestazione operativa già confermata. Anche la finalità esatta degli acquisti non è stata ufficializzata, mentre gli esperti del settore li collegano alla necessità di eliminare strozzature interne alle infrastrutture GPU.

Cento coppie di fibra spenta equivalgono a 200 filamenti ottici

La strategia prospettata va oltre la semplice espansione della connettività. Una dorsale proprietaria o controllata direttamente potrebbe permettere a NVIDIA di offrire AI factory chiavi in mano e servizi GPU-as-a-Service alle imprese statunitensi, limitando la dipendenza dagli hyperscaler. Per i clienti aziendali, la rete diventerebbe così parte integrante dell’offerta: non soltanto acceleratori e sistemi di calcolo, ma anche la capacità necessaria a collegare grandi cluster e trasferire volumi elevati di dati.

Fibra e GPU convergono in un’infrastruttura AI sempre più integrata

Nel quadro rientra anche la partecipazione del 9,3% dichiarata da NVIDIA nella neocloud Nebius Group. La posizione comprende 22,25 milioni di azioni ordinarie di classe A: 1,19 milioni detenute direttamente e 21,07 milioni attraverso warrant prefinanziati acquisiti nel marzo 2026. Fibra, capacità di calcolo e presenza nelle piattaforme cloud specializzate compongono così i tasselli di un’infrastruttura AI sempre più estesa, nella quale la rete può diventare determinante quanto le GPU.

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