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Google penalizza le app Android che usano troppa memoria

Da febbraio 2027 Google applicherà limiti alla memoria usata dalle app Android, con possibili rallentamenti, chiusure e penalizzazioni sul Play Store.

28 ago 2026 3 min lettura A cura di Redazione
Google penalizza le app Android che usano troppa memoria
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Google prepara una stretta sulle applicazioni Android che consumano troppa memoria. A partire da febbraio 2027, la società inizierà ad applicare nuovi limiti all’uso della RAM per singola app: i software che li supereranno potranno essere rallentati o terminati dal sistema. Le conseguenze potrebbero estendersi anche alla distribuzione, con una minore visibilità e capacità di pubblicazione su Google Play per app e giochi non conformi.

Le limitazioni sono state introdotte inizialmente con Android 17 e hanno debuttato sugli smartphone Pixel. La misura nasce nel quadro dei vincoli che interessano l’hardware e della necessità di gestire in modo più rigoroso le risorse disponibili sui dispositivi. In un memo rivolto agli sviluppatori, Google ha collegato esplicitamente le nuove soglie ai limiti di memoria dell’ecosistema Android e alle difficoltà che coinvolgono l’intera industria.

Il cambiamento è destinato ad allargarsi ben oltre i telefoni di Google. Nel corso del prossimo anno, un numero crescente di produttori sfrutterà i limiti di memoria per app su portafogli di dispositivi molto eterogenei. La gamma indicata dalla società va dai modelli con 4 GB di RAM fino a quelli con 16 GB o più. Gli sviluppatori dovranno quindi progettare applicazioni capaci di funzionare entro le soglie previste su configurazioni hardware profondamente diverse.

Le app oltre i limiti potranno essere rallentate o terminate dal sistema

La direttiva tecnica non lascia molto spazio all’interpretazione. Se un’applicazione supera i limiti, sarà rallentata e potrà essere terminata. Il controllo della memoria diventa così un requisito operativo, non una semplice raccomandazione per migliorare le prestazioni. Per chi sviluppa servizi digitali, videogiochi o strumenti aziendali su Android, l’ottimizzazione della RAM entra direttamente nel ciclo di manutenzione del prodotto e nella gestione della continuità d’uso.

Il passaggio più incisivo riguarda però il ruolo del negozio digitale. Google avverte che app e giochi incapaci di rispettare le soglie potrebbero subire una visibilità ridotta e limitazioni nelle funzioni di pubblicazione su Google Play. I dettagli saranno comunicati più avanti nel corso dell’anno, ma l’indicazione trasforma il rispetto dei limiti in un possibile fattore di distribuzione commerciale. Un’app tecnicamente disponibile, ma meno visibile nello store, rischia infatti di incontrare maggiori difficoltà nel raggiungere nuovi utenti.

La gestione della RAM diventa anche una questione di visibilità commerciale

Per le imprese che affidano ad Android una parte dei propri servizi, la scadenza apre una fase di verifica del software. Le applicazioni dovranno essere osservate non soltanto sui dispositivi più potenti, ma lungo l’intera varietà di configurazioni prevista dall’ecosistema. Test, profilazione e interventi sul consumo di memoria possono diventare necessari per evitare interruzioni, rallentamenti o restrizioni sullo store. Il tempo disponibile prima dell’applicazione delle regole consente agli sviluppatori di intervenire, mentre le modalità precise delle penalizzazioni commerciali restano ancora da definire.

Gli sviluppatori dovranno ottimizzare le app per dispositivi da 4 a 16 GB

La carenza di memoria, finora percepita soprattutto attraverso le conseguenze sull’hardware, inizia dunque a esercitare pressione anche sul software. Con Android 17, Google introduce un meccanismo che combina gestione tecnica delle risorse e controllo della distribuzione. La RAM disponibile non sarà più soltanto un limite affrontato dal sistema operativo: diventerà un parametro con effetti potenziali sulla stabilità delle app, sulla loro permanenza in esecuzione e sulla capacità degli sviluppatori di competere nell’ecosistema Android.

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