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Morphotonics raccoglie 40 milioni e punta sui data center

Morphotonics ottiene 40 milioni di euro per aumentare la produzione di componenti ottici e portare la nanoimprint lithography nei data center.

22 set 2026 3 min lettura A cura di Redazione
Morphotonics raccoglie 40 milioni e punta sui data center
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La startup olandese Morphotonics ha raccolto 40 milioni di euro per aumentare la capacità produttiva della propria tecnologia per display e aprire un nuovo fronte nei data center. Il finanziamento accompagna la crescita della domanda di smart glass e componenti ottici, mercati nei quali l’azienda vuole trasferire su scala industriale un lavoro di sviluppo portato avanti per dodici anni.

Il round è stato sostenuto da 3M Ventures, Innovation Industries, BOM e Invest-NL, con la partecipazione del Fondo dello European Innovation Council, del family office olandese Ernij Next e della European Investment Bank. L’operazione costituisce l’estensione di una raccolta avviata nel 2024 e completata attraverso più tranche. Le risorse hanno già permesso di portare l’organico da circa 30 a 60 dipendenti; le assunzioni proseguiranno fino a una stabilizzazione prevista tra 70 e 75 persone.

Il nucleo tecnologico della società è la nanoimprint lithography, o NIL. Il processo utilizza una sorta di stampo applicato a materiali fotosensibili per produrre differenti componenti ottici, dai display per la realtà aumentata agli schermi per la privacy nelle automobili. Morphotonics opera in un segmento diverso da quello di ASML, ma ha beneficiato della filiera costruita dal gruppo olandese della litografia e utilizza molti degli stessi fornitori.

Morphotonics porta la nanoimprint lithography dai display alle infrastrutture dei data center

Tra le applicazioni più richieste figurano i waveguide per gli occhiali intelligenti, sottili elementi di vetro o plastica che guidano la luce lungo un percorso definito e proiettano un’immagine davanti agli occhi. Questa tecnologia viene impiegata in prodotti come Meta Ray-Ban Display, Even Reality e Magic Leap. In Cina le vendite di smart glass sono raddoppiate nei primi otto mesi dell’anno, mentre IDC prevede che le spedizioni dei modelli dotati di display raggiungano 12,2 milioni di unità entro il 2030.

La prossima macchina di Morphotonics, attualmente in costruzione, potrà realizzare più di 6 milioni di waveguide l’anno. L’amministratore delegato Hugo Da Silva prevede l’avvio delle consegne all’inizio del prossimo anno. Il modello commerciale non si limita alla vendita dell’impianto: l’azienda integra le apparecchiature nei processi dei produttori, trasferisce le competenze operative e fornisce anche i prodotti chimici necessari alla lavorazione.

La prossima macchina potrà produrre oltre sei milioni di waveguide ogni anno

La produzione dei clienti è concentrata soprattutto in Asia, dove la startup dispone di team in Cina, Taiwan e Corea del Sud, oltre a una presenza negli Stati Uniti. Per Da Silva, la vicinanza ai poli manifatturieri è essenziale per accompagnare l’inserimento delle macchine nelle linee industriali. Oggi circa il 90% dei ricavi deriva dall’hardware, con 10-15 sistemi installati nel mondo; l’obiettivo è arrivare a 50 implementazioni nei prossimi due o tre anni, facendo crescere anche la componente dei servizi.

L’obiettivo è passare dagli attuali 10-15 sistemi a 50 installazioni

L’espansione riguarda inoltre le co-packaged optics destinate ai data center, basate su circuiti fotonici integrati che impiegano la luce invece dell’elettricità per trasferire dati fra server e apparati di rete. Morphotonics non ha ancora consegnato macchine per questo impiego, ma afferma che la tecnologia è stata validata dai clienti. La combinazione tra vendita degli impianti e licenze di processo punta così a estendere una piattaforma nata per i display verso le infrastrutture digitali.

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