News Meta, Amazon e Oracle: l'ondata di licenziamenti
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29/04/2026

Nel 2026 oltre cento aziende globali, da Amazon a Meta, tagliano migliaia di posti: l'IA trasforma il lavoro, eliminando ruoli mentre ne crea di nuovi entro il 2030.

Meta, Amazon e Oracle: l'ondata di licenziamenti

Nel primo trimestre del 2026, oltre cento aziende globali hanno avviato tagli occupazionali di vasta portata, coinvolgendo settori che vanno dalla tecnologia alla logistica, dalla grande distribuzione all'intrattenimento digitale. Colossi come Amazon, Nike, Meta, UPS e Oracle figurano tra i protagonisti di una stagione di ristrutturazioni che si inserisce in un ciclo triennale di riduzioni del personale senza precedenti per ampiezza e trasversalità settoriale.

Il fenomeno non è episodico. Secondo un sondaggio del World Economic Forum, il 41% delle aziende mondiali prevede di ridurre la forza lavoro nei prossimi cinque anni a causa della diffusione dell'intelligenza artificiale (IA), mentre i ruoli legati a big data, fintech e IA stessa sono attesi in forte crescita entro il 2030. Il paradosso è evidente: la stessa tecnologia che genera nuovi profili professionali erode con rapidità quelli esistenti, comprimendo i tempi di adattamento per lavoratori e imprese.

Tra i casi più emblematici, Amazon ha annunciato l'eliminazione di circa 16.000 posizioni dirigenziali a livello globale, il secondo ciclo di tagli massicci dopo i 14.000 ruoli soppressi nell'ottobre precedente. La società ha inquadrato il tutto come un'operazione di riduzione della burocrazia interna, secondo quanto dichiarato dalla senior vice president Beth Galetti. Atlassian, produttrice di software enterprise come Confluence, ha comunicato il 11 marzo il taglio del 10% della forza lavoro — circa 1.600 dipendenti — con oneri di ristrutturazione stimati tra 225 e 236 milioni di dollari. Il CEO Mike Cannon-Brookes ha cercato di stemperare le tensioni dichiarando che l'IA "non sostituisce le persone", pur ammettendo che "cambia il mix di competenze necessarie".

"L'era della scrittura manuale del codice come atto centrale dell'ingegneria è finita"

È questa la tesi radicale di Zubin Appoo, CEO di WiseTech, società australiana di software logistico con sede a Sydney, che ha annunciato il taglio di 2.000 posti — il 30% dell'organico — citando i guadagni di efficienza prodotti dall'IA. Una posizione ben più esplicita di quella adottata da altri manager, e che solleva interrogativi sull'accelerazione con cui alcune aziende tecnologiche stanno di fatto trasferendo il valore economico dal lavoro umano agli algoritmi. UPS, dal canto suo, prevede di ridurre la forza lavoro operativa di 30.000 unità nel corso del 2026, attraverso un mix di attrition e programmi volontari di separazione, accompagnando la misura con la chiusura di 24 edifici operativi nel solo primo semestre.

Il settore finanziario non è immune. Citigroup prosegue nell'attuazione del piano di riduzione da 20.000 dipendenti — pari al 10% del totale — avviato con il rapporto sugli utili del gennaio 2024, con risparmi stimati fino a 2,5 miliardi di dollari. Anche Kenvue, spin-off consumer healthcare di Johnson & Johnson che produce marchi come Tylenol, ha depositato a metà febbraio una comunicazione alla Securities and Exchange Commission (SEC) americana prevedendo tagli del 3,5% del personale globale, circa 770 persone su 22.000, con costi stimati attorno ai 250 milioni di dollari per il 2026.

"75% delle persone nel nostro team di ingegneria ha perso il lavoro a causa del brutale impatto che l'IA ha avuto sul nostro business"

Non tutti i tagli sono attribuibili all'IA. Epic Games, produttrice di Fortnite, ha annunciato la riduzione del 20% del personale — oltre 1.000 dipendenti — a causa del calo di engagement con il proprio titolo principale, con il CEO Tim Sweeney che ha esplicitamente escluso l'automazione come causa. GoPro taglia 145 dipendenti, pari al 23% dell'organico, per ragioni di efficienza operativa, dopo un analogo intervento nel 2024. Papa John's, invece, combina la ristrutturazione del corporate con la chiusura di 300 punti vendita in Nord America entro il 2027, di cui 200 già nel corso dell'anno.

Pinterest ha annunciato tagli inferiori al 15% del personale globale, accompagnati da riduzioni degli spazi ufficio, con l'obiettivo dichiarato di accelerare una "strategia AI-first". Workday elimina circa 400 ruoli — il 2% del totale — concentrandosi su posizioni non direttamente generatrici di fatturato, con oneri previsti di 135 milioni di dollari nell'ultimo trimestre fiscale chiuso a gennaio.

"Stiamo affinando la nostra presenza nella supply chain, accelerando l'uso di tecnologie avanzate e automazione"

Target, infine, rappresenta un caso diverso: i 500 tagli tra uffici distrettuali e supply chain non sono guidati dall'IA, ma dalla strategia di rilancio del nuovo CEO Michael Fiddelke, insediatosi il 1° febbraio, che punta a reinvestire risorse nei negozi fisici con un aumento del 25% delle spese in conto capitale per il 2026, fino a raggiungere un miliardo di dollari aggiuntivi.

La domanda che rimane aperta riguarda la natura strutturale di questi processi: se i tagli fossero davvero compensati dalla creazione di nuovi ruoli ad alto contenuto tecnologico, come promettono i report del World Economic Forum, i mercati del lavoro mostrerebbero già segnali di riassorbimento. Il fatto che non accada — almeno nell'immediato — suggerisce che la transizione all'economia dell'IA comporta costi sociali che né le aziende né le politiche pubbliche sembrano ancora pronte ad affrontare sistematicamente.

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