L’AI generativa nel settore petrolifero e del gas si prepara a una fase di rapida espansione. Il mercato, valutato 530 milioni di dollari nel 2025, dovrebbe raggiungere 1,15 miliardi di dollari entro il 2030, con un tasso annuo composto di crescita del 16,9%. La traiettoria riflette il crescente impiego dell’intelligenza artificiale nelle attività di esplorazione, manutenzione e gestione degli asset energetici.
La crescita registrata finora è stata sostenuta dall’adozione di sistemi di monitoraggio digitale, dagli investimenti nell’AI per la manutenzione predittiva e dall’aumento delle attività esplorative. Un ulteriore impulso è arrivato dalla modellazione avanzata dei giacimenti, basata sulle prime applicazioni dell’analisi dei dati. Il settore sta così estendendo l’uso dell’AI dalle singole sperimentazioni a processi che incidono direttamente sulla continuità operativa e sulla capacità di interpretare strutture geologiche complesse.
Nei prossimi anni il motore principale sarà l’integrazione di strumenti AI basati sul cloud, utilizzati per il monitoraggio in tempo reale e per valutare le prestazioni degli impianti. Le piattaforme SaaS scalabili consentono di distribuire modelli predittivi su più siti, mentre le infrastrutture cloud offrono capacità elaborativa, flessibilità dei costi e supporto alle operazioni da remoto. Gartner ha stimato una spesa mondiale per il cloud pubblico pari a 723,4 miliardi di dollari nel 2025, accompagnata da una diffusa adozione di strategie ibride.
Le applicazioni coprono l’intero ciclo operativo. I sistemi elaborano grandi quantità di dati per produrre nuovi modelli e indicazioni, prevedendo guasti alle apparecchiature e comportamenti dei giacimenti. L’AI viene impiegata anche come supporto alle decisioni durante la perforazione, nell’ottimizzazione dell’esplorazione e nell’analisi in tempo reale. Le implementazioni possono essere installate negli ambienti aziendali oppure erogate dal cloud, combinando analisi dei dati, automazione e modellazione predittiva.
Tra gli operatori più attivi figura Saudi Aramco, che nel 2024 ha lanciato Aramco Metabrain AI, un large language model sviluppato per il comparto energetico. Il sistema utilizza dati storici per rafforzare il supporto alle decisioni strategiche. Shell ha invece avviato una collaborazione con SparkCognition per applicare l’AI generativa alle immagini del sottosuolo e migliorare le attività esplorative, mostrando come i modelli possano essere adattati a compiti tecnici specifici.
Il quadro competitivo comprende inoltre Exxon Mobil Corporation, Google LLC, Chevron Corporation e TotalEnergies SE. Il Nord America deteneva la maggiore quota regionale nel 2025, ma lo sviluppo interessa mercati e aree geografiche differenti. Sulle prospettive pesano anche i dazi applicati all’importazione di tecnologie AI: l’aumento dei costi può rallentare alcuni investimenti, ma allo stesso tempo favorisce lo sviluppo di soluzioni locali e alternative domestiche più convenienti.
Il perimetro economico non comprende soltanto il software. I ricavi includono servizi per l’esplorazione e la modellazione dei giacimenti, manutenzione predittiva, integrazione dell’hardware di calcolo e dispositivi Internet of Things destinati alla raccolta dei dati. Le valutazioni misurano l’attività economica generata nei diversi territori sulla base del consumo delle soluzioni, escludendo i ricavi derivanti dalla loro semplice rivendita.
La crescita prevista dipenderà quindi dall’incontro tra trasformazione digitale, automazione e disponibilità di infrastrutture capaci di gestire dati industriali su larga scala. Progressi dell’AI, condizioni economiche, tensioni geopolitiche, tariffe commerciali e regole nazionali potranno modificare velocità e distribuzione degli investimenti. Per le imprese energetiche, la competizione si giocherà sulla capacità di trasformare modelli personalizzabili e analisi operative in decisioni più rapide, manutenzione anticipata e una gestione più efficiente degli asset.