Scenario

L’AI avanza nelle aziende, ma solo il 18% incide sui ricavi

L’adozione dell’AI è ormai diffusa nelle grandi imprese, ma solo il 18% registra effetti significativi sui ricavi. Strategia, dati e competenze ampliano il divario.

22 lug 2026 3 min lettura A cura di Redazione
L’AI avanza nelle aziende, ma solo il 18% incide sui ricavi
Condividi

L’intelligenza artificiale è entrata nei processi aziendali, ma la sua diffusione non coincide ancora con la capacità di produrre risultati economici significativi. Una ricerca globale pubblicata da HCLTech mostra che appena il 18% delle imprese attribuisce all’AI un impatto rilevante sui ricavi, nonostante l’adozione sia ormai prossima alla generalizzazione. Il quadro evidenzia così una distanza crescente tra chi introduce nuovi strumenti e chi riesce a trasformarli in crescita, innovazione e vantaggio competitivo.

Lo studio, realizzato con Raconteur coinvolgendo 500 decisori aziendali, indica che il principale ostacolo non è più l’accesso alla tecnologia. Il 90% delle organizzazioni afferma che AI generativa e sistemi agentici stanno trasformando i flussi di lavoro. Il 91% segnala un migliore accesso ai dati, mentre un altro 90% registra incrementi di produttività. Benefici operativi ampiamente riconosciuti, dunque, che solo in una minoranza dei casi arrivano però fino al conto economico.

HCLTech distingue fra AI Leaders, capaci di convertire l’adozione in valore, e AI Followers, ancora concentrati su progressi incrementali. I primi non si limitano ad avviare progetti sperimentali, ma collegano l’intelligenza artificiale a obiettivi misurabili, all’esperienza dei clienti e all’innovazione. Sono inoltre quattro volte più propensi a portare su larga scala sistemi di AI agentica e autonoma, superando la fase dei test circoscritti.

L’adozione è quasi universale, ma il valore economico resta concentrato in poche imprese

La differenza emerge già nella selezione dei casi d’uso. Tra i leader, il 73% definisce applicazioni misurabili, contro il 22% delle organizzazioni inseguitrici. Anche il sostegno dei vertici cambia sensibilmente: dispone di una sponsorizzazione da parte della leadership senior il 63% dei leader, rispetto al 36% dei follower. La governance diventa quindi uno degli elementi che separano la semplice introduzione di software dalla trasformazione coordinata dell’impresa.

Le aziende più indietro continuano invece a valutare l’AI soprattutto attraverso le lenti dell’efficienza e della riduzione dei costi. Questo approccio può generare miglioramenti locali, ma limita la possibilità di differenziarsi e di estendere gli effetti all’intera organizzazione. Il divario si concentra nelle fondamenta: integrazione dell’AI nella strategia, preparazione dei dati e capacità di modificare ruoli, competenze e modalità operative.

I leader trasformano l’AI da strumento operativo a leva di crescita

La distanza più evidente riguarda la trasformazione della forza lavoro. Il 93% degli AI Leaders ha introdotto programmi strutturati di aggiornamento delle competenze, mentre tra gli AI Followers la quota si ferma al 20%. La disponibilità della tecnologia, da sola, non sostituisce quindi la preparazione delle persone chiamate a usarla, controllarla e inserirla nelle decisioni quotidiane. Senza questo passaggio, i guadagni di produttività rischiano di restare isolati.

I leader stanno incorporando l’intelligenza artificiale nei processi centrali e nei meccanismi decisionali, creando le condizioni per scalare le applicazioni, adattarle e migliorarle nel tempo. Il livello di maturità non dipende dal numero di strumenti distribuiti, ma dalla capacità di orchestrare dati, tecnologia, cultura aziendale e responsabilità manageriali. È il passaggio da una collezione di iniziative a una trasformazione estesa all’intera impresa.

Persone, dati e leadership separano i progetti pilota dalla trasformazione aziendale

Per Pawan Vadapalli, Corporate Vice President e Global Head Digital Business Services di HCLTech, l’AI è entrata in una fase decisiva nella quale il successo dipenderà dall’integrazione fra persone, dati e tecnologia. Le organizzazioni in vantaggio non stanno semplicemente moltiplicando i progetti pilota: stanno ripensando il funzionamento dell’azienda e inserendo l’AI nelle attività e nelle decisioni di ogni giorno. Il divario sui ricavi riflette proprio questa capacità di trasformare una tecnologia ormai accessibile in un vantaggio coordinato e duraturo.

Articoli Correlati