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Il governo olandese punta su NixOS per lasciare Windows

Il governo olandese prepara il passaggio da Windows a NixOS nell’ambito di DAWO, un programma che riguarda anche cloud e software per la produttività.

29 set 2026 3 min lettura A cura di Redazione
Il governo olandese punta su NixOS per lasciare Windows
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Il governo olandese punta a ridurre la dipendenza dai fornitori tecnologici stranieri, a partire da Microsoft. Il progetto si chiama DAWO, sigla di Digitaal Autonome Werkomgeving Overheid, traducibile come ambiente di lavoro digitale autonomo per la pubblica amministrazione. Al centro c’è la prospettiva di sostituire Windows con NixOS, ma il programma comprende anche infrastrutture cloud e software per la produttività. La scelta del sistema operativo è quindi una parte di un intervento più ampio sugli strumenti usati dagli enti pubblici.

Il percorso segue un progetto pilota avviato nell’aprile 2026 ed è ancora nelle fasi iniziali. Sono in corso prove su piccola scala presso organismi pubblici, mentre otto comuni starebbero preparando proprie sperimentazioni. Per un’amministrazione, cambiare l’ambiente di lavoro significa intervenire su attività quotidiane che coinvolgono uffici e dipendenti: da qui la scelta di procedere per test prima di estendere le migrazioni. L’orizzonte indicato per i primi passaggi è la fine del prossimo anno, all’interno di un processo destinato a svilupparsi nell’arco di più anni.

Per prendere il posto di Windows è stato individuato NixOS, progetto sviluppato dall’olandese Eelco Dolstra. Anche la NixOS Foundation ha sede nei Paesi Bassi, un legame coerente con l’obiettivo di rafforzare il ricorso a software nazionale. La scelta è arrivata dopo prove che avrebbero coinvolto anche openSUSE e Fedora. Il confronto fra queste alternative mostra che il programma ha già superato la sola dichiarazione d’intenti, pur trovandosi ancora lontano da una sostituzione generalizzata dei sistemi in uso.

DAWO comprende sistemi operativi, cloud e software per la produttività degli enti pubblici.

La dimensione del cambiamento emerge dal ruolo occupato dal sistema Microsoft. Windows rappresenta circa il 63% dei desktop a livello mondiale, considerando tutti gli utenti. La sua quota è in calo mentre crescono macOS e altri sistemi operativi, ma resta dominante. Per le amministrazioni olandesi, la migrazione toccherebbe dunque uno degli strumenti informatici più diffusi. Il dato globale non descrive la composizione dei computer del governo: aiuta però a capire perché il passaggio a un’alternativa richieda una transizione graduale.

Il programma guarda inoltre oltre i confini nazionali. I Paesi Bassi lavorerebbero con fornitori tecnologici europei, tra cui la francese La Suite e la tedesca openDesk. Sono nomi citati nel quadro di una spinta verso soluzioni sviluppate in Europa, accanto alla scelta di NixOS per il sistema operativo. L’attenzione a cloud e produttività allarga il perimetro del progetto: l’autonomia ricercata riguarda l’insieme dell’ambiente digitale di lavoro, non soltanto il software installato sui computer degli uffici.

NixOS è la scelta olandese per sostituire Windows negli uffici pubblici.

La direzione olandese si inserisce in un movimento già visibile in altre amministrazioni europee. Lo Schleswig-Holstein, in Germania, aveva annunciato da tempo un piano di migrazione; iniziative analoghe riguardano anche l’Estonia e la città francese di Lione. A spingere gli enti pubblici verso tecnologie sovrane contribuisce un contesto geopolitico complesso, nel quale pesa la preoccupazione per il possibile accesso del governo statunitense ai dati degli utenti di software americani.

La migrazione parte da prove locali e si sviluppa su un orizzonte pluriennale.

Per chi fornisce tecnologia alla pubblica amministrazione, DAWO segnala una domanda che comprende sistemi operativi, servizi cloud e applicazioni di lavoro. Per gli utenti degli uffici pubblici, il cambiamento prenderà forma attraverso le prove locali e le prime migrazioni, prima di un’eventuale diffusione più ampia. L’esperienza olandese mette insieme una soluzione sviluppata nel Paese, collaborazioni con fornitori europei e una tabella di marcia pluriennale: tre elementi con cui il governo intende costruire un ambiente digitale meno dipendente dai grandi fornitori esteri.

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