Il fintech canadese ha attirato quasi 996,7 milioni di dollari nei primi sei mesi del 2026, avvicinandosi alla soglia del miliardo nonostante un arretramento marcato rispetto all’anno precedente. Tra gennaio e giugno sono state completate 47 operazioni, contro gli 1,7 miliardi distribuiti su 82 accordi nello stesso periodo del 2025. Il valore complessivo è quindi diminuito del 40%, mentre la dimensione media delle singole transazioni è cresciuta.
I numeri del report Pulse of Fintech di KPMG descrivono un mercato meno orientato alla quantità e più concentrato sulle imprese pronte a espandersi. «Il fintech canadese è entrato in una fase di maturazione selettiva, con gli investitori orientati verso un numero inferiore di operazioni e una maggiore attenzione nella valutazione degli investimenti», ha spiegato Dubie Cunningham, partner di KPMG Canada. Il capitale continua dunque ad affluire, ma attraverso verifiche più rigorose e puntate di maggiore entità.
L’operazione principale del semestre è stata il round Series E di Nesto, piattaforma digitale di mutui con sede a Montreal. La società ha raccolto 218,6 milioni di dollari, raggiungendo una valutazione di un miliardo. Tra gli investitori figurano La Caisse, precedentemente conosciuta come CDPQ, e Fidelity Investments Canada ULC. Il round concentra una parte consistente delle risorse del periodo e riflette l’interesse per aziende già posizionate per una crescita su scala più ampia.
La seconda transazione per dimensioni ha coinvolto WonderFi Technologies, società di Toronto attiva nelle criptovalute, acquisita dalla piattaforma statunitense di trading retail Robinhood per 168,4 milioni di dollari. L’accordo segnala la persistenza dell’interesse internazionale verso le imprese canadesi legate agli asset digitali, anche in un semestre caratterizzato da una minore partecipazione degli investitori internazionali al mercato nazionale del venture capital.
L’andamento trimestrale mostra inoltre un’accelerazione durante il semestre. Nel primo trimestre sono stati investiti 375 milioni di dollari attraverso 24 operazioni; nel secondo trimestre il capitale è salito a 621,7 milioni, distribuito su 23 transazioni. Il numero degli accordi è rimasto quasi invariato, ma il ticket medio è aumentato nettamente, rafforzando l’immagine di un ecosistema nel quale le risorse convergono su un gruppo più ristretto di imprese.
Sul piano tecnologico, intelligenza artificiale e machine learning hanno guidato il mercato per numero di accordi, intercettando 19 delle 47 operazioni. Gli asset digitali e le cripto-attività hanno totalizzato otto deal, seguiti dal PropTech con sei, dai pagamenti con quattro e dall’InsurTech con due. Per gestori patrimoniali e consulenti finanziari, la concentrazione di capitali nell’AI procede nella stessa direzione delle roadmap delle piattaforme utilizzate nelle attività quotidiane, mentre gli strumenti dedicati alla consulenza stanno diventando un punto focale dello sviluppo fintech canadese.
Il venture capital ha rappresentato la quota maggiore dei capitali censiti, con 492,9 milioni raccolti attraverso 33 accordi. Private equity e finanziamenti growth hanno contribuito con 130,6 milioni in appena due transazioni, confermando il peso economico delle operazioni late stage. Il corporate venture capital ha aggiunto 25 milioni su otto accordi, mentre le attività di fusione e acquisizione hanno registrato 37 milioni distribuiti su 12 operazioni.
La traiettoria futura dipenderà anche da due cambiamenti regolamentari indicati da KPMG: il Consumer-Driven Banking Act, che definisce il quadro canadese per l’open banking, e il previsto avvio di Real-Time Rail, la nuova infrastruttura nazionale per i pagamenti istantanei. A livello globale, il fintech ha raccolto 103 miliardi di dollari in 2.098 accordi nel semestre, con gli Stati Uniti a quota 81 miliardi. Il Canada resta sotto l’1% del valore mondiale, ma conserva un flusso di operazioni significativo soprattutto negli asset digitali e nei servizi finanziari potenziati dall’AI.