Runable ha raccolto 21 milioni di dollari per spostare il baricentro degli agenti AI dalla creazione di siti e applicazioni alla crescita concreta delle aziende. Il round Series A consentirà alla startup indiana di sviluppare un agente capace non soltanto di produrre software e contenuti, ma anche di trovare clienti, gestire campagne pubblicitarie e promuovere le attività attraverso motori di ricerca, social media e chatbot.
Il finanziamento è stato co-guidato da Susquehanna Venture Capital e Nexus Venture Partners, con la partecipazione degli investitori esistenti Together Fund e Array VC. L’operazione, interamente in equity e composta da capitale primario, ha attribuito alla società una valutazione post-investimento di 65 milioni di dollari. Fondata nel 2025 e basata a Bengaluru, Runable conta attualmente un gruppo di 15 persone.
La società si rivolge soprattutto alle piccole imprese, in un mercato già affollato da gruppi come OpenAI e Anthropic e da piattaforme di sviluppo quali Cursor, Lovable e Replit. L’amministratore delegato e cofondatore Umesh Kumar sostiene però che un’impresa non cerchi necessariamente un agente di programmazione, bensì risultati misurabili: per esempio, ottenere a un costo inferiore il lavoro affidato a un’agenzia che gestisce campagne Google Ads da 10.000 dollari.
Runable era nata come startup di infrastrutture AI. Kumar e il cofondatore Saksham Sarda avevano inizialmente sviluppato una tecnologia browser per raccogliere dati su larga scala, ma le richieste degli utenti si erano progressivamente concentrate sulla creazione di presentazioni e siti web. Da questa dinamica è derivato il passaggio a un agente AI generalista. Dopo l’introduzione dei pagamenti, avvenuta a marzo, la società è passata da zero a un ritmo annualizzato di ricavi pari a 2 milioni di dollari nell’arco di tre settimane.
Oggi l’agente permette di realizzare siti, applicazioni, presentazioni e altri contenuti attraverso istruzioni in linguaggio naturale, occupandosi anche di elementi sottostanti come distribuzione e analisi. Il nuovo fronte, definito internamente “grow”, comprende la gestione delle campagne pubblicitarie e dei social media, la SEO e l’ottimizzazione della presenza aziendale nei risultati prodotti dai chatbot AI. L’obiettivo dichiarato è consentire a un imprenditore di chiedere direttamente un certo numero di clienti, evitando di configurare separatamente sito, strumenti analitici, account pubblicitari e campagne.
La piattaforma conta circa 1,7 milioni di utenti registrati, con Stati Uniti, Regno Unito e Giappone fra i mercati principali. Negli ultimi 90 giorni gli utenti hanno consumato più di un trilione di token e, secondo Kumar, tra il 60% e il 70% dell’utilizzo proviene da clienti paganti. La crescita comporta tuttavia un costo: Runable registra attualmente margini lordi negativi, anche perché sovvenziona parte dell’utilizzo dell’AI. L’azienda combina modelli diversi, compresi sistemi sviluppati internamente, e punta sulla riduzione dei costi di inferenza, che Kumar ritiene possa offrire la stessa qualità a un costo quasi dieci volte inferiore.
Restano limiti operativi nel passaggio dalla preparazione all’esecuzione. In un test, Runable ha costruito e distribuito il sito di un’attività fittizia di abbonamenti al caffè, configurato gli strumenti analitici e predisposto una campagna per attirare i primi 100 visitatori con 25 dollari, ma ha richiesto il collegamento di un account pubblicitario prima di avviarla. La società afferma di poter già pubblicare annunci su ChatGPT senza l’account del cliente grazie a partnership non identificate. La differenziazione rispetto a concorrenti generalisti come Manus e Genspark dipenderà quindi dalla capacità di integrare infrastruttura, distribuzione e acquisizione clienti in un unico flusso destinato agli utenti non tecnici.